Lady Vendetta


Un tempo le donne amavano e spesso amavano tipi come Rett Butler o il Visconte di Valmont, tipi completamente inaffidabili e perversi. Uomini che le riducevano ad ombre di loro stesse come la famosa Madame Bovary fino a spingerle all’estremo gesto: procurarsi la morte. Non tutte le donne un tempo ricorrevano però al suicido. Molto spesso la mancanza di una vita sociale spensierata e libera, e la presenza di regole morali troppo rigide, gli offrivano molto tempo a disposizione e, tra un merletto e una lettura serale, pianificavano vendette.

Ricordate “Senso” memorabile film tratto da una novella di Arrigo Boito e magistralmente diretto da Luchino Visconti?

La Contessa Serpieri, icona della vendetta femminile

Bene, in quel film, la contessa Livia Serpieri, donna che ama e per amore non ha paura a rinnegare la sua vita, la famiglia e gli ideali, si accorge di essere stata tradita e presa in giro e non esita, con lucido dolore a fare uccidere l’uomo per cui ha distrutto la sua vita (un delinquente approfittatore della peggior specie, tale Franz Mahler, un soldato austriaco).

Le donne, come è ovvio, amano anche oggi e anche oggi capita che amino tipi completamente inaffidabili e perversi. E tuttavia tra lavoro, aperitivi, figli (nel migliore dei casi) e shopping rimane poco tempo per pianificare vendette ben collaudate (e poi ci sono le intercettazioni e i RIS quindi tocca stare molto attente).

Come si vendicano le donne al giorno d’oggi? Beh pare che il modo più veloce per vendicarsi sia, mi si passi il termine, lo “sputtanamento” virtuale.

Il caso esemplare è quello recente (e decisamente originale) di una studentessa americana che ha compilato una tesi di laurea e una dettagliata lista Power Point in cui sono state  annotate le capacità amatorie, sperimentate direttamente sul “campo”, dei suoi numerosi compagni (qualche info qui). Non siamo sicuri dell’intento principale della simpatica ragazza ma sorge spontaneo il dubbio che la dovizia di particolari riferiti ai suo ex amanti non sia scevra da qualche forma di “vendetta”.

Per rimanere in Italia invece, segnaliamo la sezione UOMINI DA EVITARE del noto sito Relazione Complicata (link). In questa sezione sono indicati nomi (spesso cognomi) e descrizioni dettagliate (luogo di residenza, tatuaggi presenti sul corpo, professione) di alcuni personaggi maschili dalle cui descrizioni si evince un desolante quadro.

Però rimane il dubbio. Rimane il dubbio se non sia più efficace non promuovere, tutto sommato, questi soggetti, se non sia meglio, in caso non ci si trattenga, dare na bella rigata alla fiancata Mercedes di turno o smetterla definitivamente di frequentare tipi che non promettono nulla di buono  (anche la Serpieri, abbandonare tutto per un soldato austriaco! Ci sembra un pò scema).

Se poi la maggior parte delle descrizioni coincide con il solito “lui era molto romantico e dava un grande significato al nostro primo incontro in un luogo “di cultura” come diceva lui il che ci rendeva anime simili” (cit.) o “faceva discorsi sull’amore sulla sincerità e sul rispetto reciproco sembrava davvero sincero” (cit.) o, ancora, “quando lo conosci non è uno che ha fretta e quando cominci a desiderarlo sembra quasi tirarsi indietro dice di non correre che ci sono cose più importanti”  (cit.) e inevitabilmente va a finire con la scoperta di due amanti del primo, una infezione da candida recidiva e sparizioni improvvise degne di una puntata di Voyager non vi viene il dubbio che le donne abbiano una certa propensione a farsi abbindolare?

Io propongo di tornare alla classica vendetta trasversale e dolorosa. Non praticate riti voodoo improvvisati però, potreste ottenere l’effetto contrario. Provato per voi.

Simona.

7 pensieri su “Lady Vendetta

  1. Questa ve la devo raccontare. Un paio di anni fa mi è capitata una vendetta perfetta, di cui non mi credevo capace. Un ex (non italiano, residente all’estero) che mi aveva mollata di punto in bianco adducendo (non scherzo) motivazioni mistiche, si è ripresentato dopo qualche mese con grande faccia tosta alla mia porta, immaginando ovvio e scontato piazzarsi per 2 settimane sotto il mio tetto con tutti gli annessi e connessi. L’ho accolto con gentilezza e quella notte ho dormito da una vicina, studiando nottetempo il da farsi. La mattina dopo sono tornata a casa e, mentre lui dormiva (si è svegliato, coredemamma, alle 15), gli ho trovato una stanza a un buon prezzo per tutta la durata della sua permanenza. Quando si è svegliato, tutto languido, sorridente e beato, mi ha guardata come se non potessi essere che grata della sua meravigliosa presenza, e mi ha detto: “Sai Carolina, ho pensato che visto che dovrei pagare un albergo, a questo punto preferisco dare i soldi a te e restare qui per queste 2 settimane, che ne dici?”.
    Sorvolando sul fatto che è venuto a Roma senza sapere dove dormire e si è presentato da me di punto in bianco il giorno stesso, sorvolando sul fatto che il furbetto sapeva bene che non avrei mai accettato soldi per ospitarlo, e sorvolando sul fatto che casa mia misura circa 25 metri quadrati ed è inaccettabile pensare di dividerla per 2 settimane senza porsi il problema della mia intimità e autonomia, questo paraculo dal viso d’angelo (per non parlare del corpo), che mi aveva spezzato il cuore corroborato dalle visioni (non scherzo) di una sensitiva, meritava un benservito da gran signora. Ecco cosa ho risposto sorridendo alla sua proposta di pagarmi per la sua permanenza a casa mia: “Ma che carino che sei, davvero, che proposta generosa, che bello che tu abbia pensato una cosa così carina! (mentre gustavo l’evidente soddisfazione affiorare sul suo volto, segno che la trappola era appena scattata a sua insaputa) Ma sai, (ho proseguito) questa casa è veramente piccola per 2 persone, e come sai io qui ci scrivo e quindi ho bisogno di solitudine, in più puoi immaginare che anche se non sono fidanzata questo non significa che dorma da sola tutte le notti… (e qui il tizio ha iniziato a capire, il suo volto è sbiancato, il sorriso gli si è congelato in faccia come il trucco di certi clown) Ma non preoccuparti (ho continuato tutta allegra) ho già preso appuntamento per andare a vedere oggi stesso una stanza qui vicino che, vedrai, ti piacerà!”
    L’ho accompagnato e ce l’ho lasciato.
    Nelle 2 settimane seguenti mi ha fatto 2 improvvisate: una nella vineria in cui lavoro, dove me lo sono inculato meno di un ubriaco molesto, e una sera a casa mia, intorno mezzanotte, dove l’ho rimproverato freddamente per non aver chiamato prima di passare e, tempo di una sigaretta, l’ho fatto schiodare con una scusa palese. Dopo di che vivaddio non l’ho più visto né ho più avuto notizie di lui, ma non mi dimenticherò mai la sua faccia che cambia espressione quando si rende conto di non essere considerato un dono del cielo. Consiglio dunque, in caso si renda necessaria un’operazione di vendetta nei confronti di un qualche bastardo, di evitare scenate, rappresaglie, gesti estremi: basta appenderlo per le palle al suo stesso narcisismo. Svincolarsi dalla presa sarà un problema suo.
    Un abbraccio multiplo a tutte le Razor e complimenti a Simona per il pezzo documentatissimo e ben scritto oltre che sagace e tagliente come è nel vostro stile! Love 🙂

  2. Premessa. Sono dell’Ariete (tutto il resto è risaputo e corrisponde al vero) i miei più intimi a volte mi danno del “Baffetto” mi ci incazzo, ma incasso (è risaputo) ma alle mani NO, NO, non ero mai arrivata e in seguito non ho avuto ricadute di stile.
    LUOGO: Eravamo in macchina, fermi, muti, e mi sa proprio che è stato quel silenzio insostenibile a farmi definitivamente sbottare = dalle parole ai fatti.
    MISFATTO: Io guidatore, lui non navigatore ma insopportabile passeggero = presa la sua capoccia tra le mani gliel’ho letteralmente spiaccicata sul finestrino laterale, ecco si effetto sticky ma non sweet.
    Fisso, implacabile, intorsolito rimase. Ovviamente era in torto. Io, ovviamente, più di lui; appena ho dato una lucidata alla scena ho mollato la presa e mi sono STRA’SCUSATA. Fisso, implacabile, intorsolito rimase. E perché chiaro, aveva realizzato di avermi sgangherata al di la di ogni ragionevole ganghero, la conoscenza era tale da giurarci su, da potercisi buttare nel fuoco (con i piedi/con le mani).
    Non ricordo se poi è sceso dalla macchina, forse no, mi sarò sperticata a riaccompagnarlo a casa, figurarsi “stò parassita manco c’aveva il mezzo” (by Baffetto).
    Certo è che non siamo andati a mangiarci una pizza fuori, figurarsi “stò cacastracci manco i soldi per le mentine c’aveva” (by Manu).

    Biochetasi a TUTTE

    p.s.
    beh, ecco, forse…un precedente c’era, di altro genere…1 calcioinculo ma alle mani NO-NO-NO! (no-no-NO, non era lui, altro genere, altro soggetto: meglio cambiare no?).

  3. … mumble mumble.. dunque dunque… non so se posso raccontarla ma…. ok ve la racconto!
    Tre distinte quarantenni, con una professione seria e dall’aspetto e il fare assolutamente distinto… insomma tre insospettabili, si recano di notte nei pressi dell’appartamento di un ex di una delle tre.. una volta trovata la sua macchina, cominciano a tirare fuori attrezzi tipo piedi di porco, cacciaviti, martelli e quant’altro e incappucciate, accertatesi che nei paraggi non potesse vederle nessuno, cominciano ad infierire sulla magnifica, costosa, impeccabile autovettura! Lei, la vittima, sdradica completmente la cappotte a mani libere, forse aitata dalla forza della rabbia che aveva in corpo contro il suo ex amante.. le altre due provvedevano a squarciare le gomme e stortare gli specchietti, spaccare i vetri e ricoprire la carrozzeria di simpatici ghirigori!… Terminato il compito, le tre insospettabili si allontanano nella notte.. e mi piace immaginarle con tanto di bella sgommata!…
    Eh si, è proprio vero: “donne e motori… son gioie e DOLORI!!!”
    :-))

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