Di che segno eri?

Di che segno sei? Una delle prime temibili domande all’esordio di qualunque tipo di relazione. Una domanda foriera di supposizioni su (in) compatibilità caratteriali, sessuali e sentimentali. Una domanda alla quale rispondere mette sempre l’ansia che la risposta, per quanto non possa essere tecnicamente sbagliata, effettivamente lo sia. Una domanda che rimanda ad un mondo di pregiudizi: i toro sono tirchi, gli ariete sono teste calde, gli acquario sono troppo estroversi.

Una domanda tutto sommato alla quale era facile rispondere. Si, avete letto bene “era”. Perché adesso pare che, secondo “la solita ricerca americana” o meglio uno studio della Minnesota Planetarium Society, l’oroscopo sia tutto da rifare. Panico: di che segno sei? Anzi eri? Metà Ariete e metà toro, e sono sicura che qualcuno ci marcerà sopra come nel passaggio dalla lira all’euro.

Comunque, secondo questo studio il moto di oscillazione dell’asse terrestre, il quale si sposta, anche se lentamente, negli anni, ha cambiato la mappa delle costellazioni che adesso si ritrovano in punti diversi del cielo. In più questo spostamento avrebbe lasciato un posto vuoto alla terribile costellazione dell’Ofiuco (o, peggio, Serpentario). Gli spostamenti, che non sono precisi, hanno creato allungamenti ed accorciamenti vari e il terribile Ofiuco si è mangiato un bel pezzo dello Scorpione (per fortuna) e un altro po’ del Sagittario.

Di seguito la tabella aggiornata dei nuovi segni con il relativo periodo di riferimento:

 

A questo punto, io che sono Ariete e che sono ormai abituata ad essere non solo il primo segno dello zodiaco ma anche (secondo la maggior parte delle descrizioni delle caratteristiche del mio segno) una amabile testa …  calda e una guerriera (o almeno mi piace crederlo) ho approfondito l’argomento e ho scoperto che (grazie ad Antonio Capitani astrologo di fiducia di Vanity Fair) il cambiamento della posizione delle stelle non influisce affatto sui segni.

Capitani spiega che l’astrologia si basa sui segni (e non sulle costellazioni che hanno una propria realtà fisica) i quali derivano dalla suddivisione in dodici rettangolini di trenta gradi dell’orbita descritta in un anno dal sole (per quello quando si dice “Il sole transita in … “ si intende che transita in uno dei rettangolini specifici): l’astrologia si basa quindi su una griglia virtuale che coincide di fatto con le costellazioni solo perché più di 5.000 anni fa i sacerdoti babilonesi usavano lo zodiaco come calendario e dietro ogni rettangolino si intravedeva una costellazione.

Dice Capitani “Se questi rettangolini o segni fossero stati chiamati cipolla o pomodoro l’equivoco non ci sarebbe stato”.

Io personalmente tiro un sospiro di sollievo: non voglio essere nessun segno, tantomeno pesci (secondo la tabella sarei un po’ toro, ma io non voglio comunque essere pesci, non si sa mai). Quelli che conosco dei pesci non li sopporto e poi non sopporto Venditti che canta Nata sotto il segno dei pesci e descrive una sfigata (Marina, non a caso) che “oggi insegna in usa scuola vive male e insoddisfatta e capisce perché e’ sola”. E poi questa settimana ho un oroscopo che spacca.

Ecco, possiamo continuare tranquillamente ad esercitare i nostri pregiudizi basati sull’unica cosa meno attendibile che c’è: l’astrologia.

P.s. Chi di voi sarebbe diventato il terribile Ofiuco?