Chick Chat

Chick 1 e Chick 2 si scambiano messaggi istantanei in tempo reale per discutere questioni vecchie come il mondo.

Chick1@xxxx.it scrive:

Dicevo… non so cosa è peggio, quello che ti salta addosso e poi non ti caga o quello che ti caga e non ti salta addosso

Chick1@xxxx.it scrive:

forse il secondo

Chick2@xxxx.com scrive:

ma che ne so

Chick1@xxxx.it scrive:

ma che ne so… davvero

Chick2@xxxx.com scrive:

mi scoppia la testa, ti giuro, pensare che 10 anni fa mi vedevo ora sposata e con figli… buffa la vita, no?

Chick2@xxxx.com scrive:

invece mi chiedo ancora perché ci sono uomini indefinibili!

Chick1@xxxx.it scrive:

la vita fa schifo, cioè non per quello che hai detto, ma perché è un casino

Chick2@xxxx.com scrive:

si ma attenzione, non dico che è meglio marito e figli, è solo che uno pensa certe cose poi ne accadono altre

Chick1@xxxx.it scrive:

si, capito

Chick2@xxxx.com scrive:

ma va bene così, perché c’è sempre un perché per le cose che hai intorno

Chick1@xxxx.it scrive:

anche per le situazioni di cacca?

Chick2@xxxx.com scrive:

probabilmente si, insomma alla sfiga ci credo poco

Chick1@xxxx.it scrive:

si quello anche io

Chick2@xxxx.com scrive:

magari una piccola percentuale, mettiamola in conto

Chick1@xxxx.it scrive:

si magari coincidenze mancate o opportunità che arrivano quando non sei pronta, e che rimpiangi … e dici ma perchè non adesso?

Chick1@xxxx.it scrive:

mi sento così sfigata!

Chick2@xxxx.com scrive:

ma tu ora sei diversa da quella del passato, ed è inutile pensare a ciò che non è successo, bisogna imparare a vivere il momento

Chick2@xxxx.com scrive:

non c’è niente di immutato, tutto scorre, lo sai

Chick1@xxxx.it scrive:

quel coglione di Eraclito…

Il miglior alleato delle donne…


È forse la crema anticellulite? È forse la piastra per i capelli? È forse l’indispensabile amico gay? No, il migliore amico delle donne è un rasoio, ma un rasoio tutto particolare di cui non potremo più fare a meno… O almeno spero.

Molti anni fa, nel XIV secolo, il filosofo e frate francescano inglese William of Ockham espresse un semplice principio metodologico da quel momento il poi denominato appunto Rasoio di Ockham o Principio di Parsimonia cui tutti gli scienziati e i ricercatori sanno di dover fare appello quando le cose si fanno complicate e la luce in fondo al tunnel si allontana come un autobus appena perso. Il principio afferma l’inutilità di formulare più assunzioni di quelle strettamente necessarie per spiegare un dato fenomeno, in pratica suggerisce di optare per la spiegazione più semplice di un dato fenomeno.

 

 

 

 

 

 

I ricercatori e gli scienziati sono strani figuri. Quelli sicuri e positivisti hanno una fede incrollabile nella loro scienza e sono convinti di poche cose ma buone. Vivono bene e portano a casa la pagnotta. Quelli tormentati e fallibilisti si lambiccano il cervello per ore e tornano frustrati a casa. Molte volte hanno idee sotto la doccia, perché non smettono un attimo di pensare. A volte mi chiedo così, che proprio non mi viene in mente niente per giustificare l’accostamento se non un vago sentore totalmente ingiustificabile, cosa differenzi una donna in preda a tormenti sentimentali da un ricercatore che si lambicchi il cervello per ore e che faccia strani pensieri sotto la doccia.

Proviamo a vedere…Ore e ore a pensare, escogitare, supporre, indagare, investigare, sezionare minuziosamente, ricostruire, esplorare, analizzare, dedurre, scartare… Testimonianze, dati, repertori, elenchi, registri e schedari (lettere, fotografie, e-mail, sms, files audio), memorie umane e digitali, impronte e simboli, icone e segni. Ore e ore ad indire meeting, aggiornamenti e riunioni, colloqui e consulenze, con altri ricercatori della stessa risma, il cui unico risultato sono ore e ore, e ancora ore, a cercare di mettere insieme ipotesi e teorie, supposizioni e congetture alla ricerca di una spiegazione del perché…

Non ci chiama. Ci chiama e poi latita. Non latita ma non ci ascolta. Ci ascolta ma non ci fa domande. Ci chiede di uscire ma non ci offre da bere. Ci offre da bere e si gira in continuazione e poi, tutto d’un tratto, pof, ci ritroviamo nel suo letto.

Pertanto, cosa differenzia la donna in preda a tormento dal ricercatore sotto la doccia? Nulla sembrerebbe, dalle modalità con le quali trascorre la propria giornata, facendo ovviamente finta di dedicarsi ad altro. Nulla, tranne una cosa: l’uso del rasoio di Ockham, che la donna ancora non riconosce in quanto principio di parsimonia utile ad una sana attività investigativa.

Il rasoio di Ockham è la chiave per cui si può, arrivati al punto in cui si perde il lumicino, attenersi alla semplice regola: “Non aggiungere elementi quando non serve” perché la spiegazione, mie care, è più semplice di quanto possa sembrare:

 

 

 

Non chiama? Non ci vuole sentire. E non ci ama. Latita per giorni e giorni? Ha di meglio da fare. E non ci ama. Non ci ascolta? E’ impegnato con il suo ego. E non ci ama. Non ci fa domande? Non gli interessa niente della nostra vita. E non ci ama. Non ci regala nulla (ma proprio nulla, manco un pentolino per il latte?)? Non ci offre da bere? Non è tirchio. Non ci ama ed è pure abbastanza cafone da non rinunciare al suo drink in più per il nostro. Ci tratta come se fossimo invisibili? Non siamo la donna della sua vita. E non ci ama. E per ultimo, la falsa pista, quella più insidiosa…

 

Ci desidera? E’ il suo “giacomino” ad amarci, non lui. Ergo, non ci ama.