Nozze virali

La febbre per le nozze mediatiche del secolo sta salendo (mancano solo dieci giorni) e T-Mobile (UK), l’operatore multinazionale di telefonia mobile, ha confezionato uno spot (Saatchi & Saatchi), anzi un viral, che sta allegramente contagiando l’etere. Nell’ultimo giorno ha ricevuto quasi cinque milioni di visite.

La canzone è House of Love degli East 17 e questo è il video!

Everybody in the house of love!

Annunci

My name is Bond, Jane Bond

Si sarà anche detto che gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere, ma su questo pianeta dovremmo essere tutti uguali.
Equals? è un’iniziativa promossa da un insieme di associazioni e ONG per denunciare la disuguaglianza tra i sessi. Non solo nel Terzo Mondo ma nella teoricamente civile Inghilterra, dove in media due donne a settimana sono vittime di omicidio commesso dal loro stesso partner. Non risulta che la stessa percentuale valga per gli uomini.

Daniel Craig, che di mestiere presta il volto a uno dei simboli massimi del machismo, fa da testimonial alla campagna in questo video commemorativo della Giornata Internazionale della Donna.

Nel video, la speaker fa ironicamente notare la disuguaglianza tra i modi in cui la società tende a giudicare il comportamento promiscuo maschile e femminile. Il che ci fa pensare.
E se 007 fosse una donna, che oltre a ordinare Martini agitati e non mescolati si porta a letto una lunga lista di fotomodelli a cui i cattivi sparano nei primi 20 minuti di film? Nel 2011, probabilmente l’unica ad accettare l’idea sarebbe l’industria del porno.

L’iniziativa va molto oltre il festeggiare l’8 marzo ed è permanente. Dal finanziare gli studi di bambine africane all’impegnarsi al contare quanti culi mostra quotidianamente MTV, il sito di Equals? offre diversi spunti e suggerimenti per chi vuole essere coinvolta, o coinvolto, nella campagna.

Non c’è nessun bisogno di alterarsi, darling

L’Inghilterra, come l’Italia, è fuori dal Mondiale. Le reazioni di stampa e tifosi sono state critiche, sarcastiche e leggermente depresse ma non particolarmente emotive.

Parte fondamentale della cultura inglese, infatti, è il non rivelare mai le proprie emozioni.

L’identità britannica (quella tradizionale e stereotipata per intenderci) considera che rendere gli astanti partecipi di ciò che avviene nel proprio animo sia un atteggiamento fuori luogo, imbarazzante per sé e per gli altri. Per questo le soap opera inglesi sono meno credibili di quelle sudamericane (lo sappiamo tutti che qualunque messicano reagirebbe DAVVERO così se scoprisse che Maria Esmeralda Monteros è in realtà sua sorella).

Quest’impassibilità British è da ammirare in molte situazioni, ma quando si tratta di relazioni sentimentali può essere esasperante per noi continentali. Esagerando solo un pochino posso descrivere come si lascerebbero due inglesi posh e d.o.c..

Lui – Cara, stavo pensando, ritengo opportuno chiudere qui la nostra storia.

Lei – Oh, davvero? Non posso negare che la tua idea mi stupisca. Posso chiedertene il perché?

Lui – Assolutamente sì, il fatto è che da qualche tempo ho preso ad andare a letto con la tua amica Jane, e ho intenzione di iniziare una relazione con lei.

Lei – Oh certo, Jane. Adoro il modo in cui ha arredato il salone, ma il suo giardino è del tutto fuori moda. In tal caso sì, ritengo anch’io opportuno chiudere la nostra storia. Posso chiederti perché non me ne hai parlato prima?

Lui – C’era la partita di cricket. E inoltre era una cosa privata, sarebbe stato inopportuno toccare l’argomento.

Lei – Bene, direi che è il momento di salutarci. Grazie del tè e dei pasticcini, erano assolutamente deliziosi, per quanto ho l’impressione che fossero in saldo da Marks & Spencer.

Lui – Può darsi, cara.  Ad ogni modo, mi ha fatto piacere vederti. Buona giornata.

Lei – A te, caro.

Il Rasoio ha detto sì

Ci piace. Approviamo. Servizi, beni di consumo, idee e persone che meritano il bollino Razor.

Nelle ultime settimane le temperature notturne londinesi si aggirano intorno ai 2°. Per noi terroni, ciò rende difficile anche una sana escursione al pub locale per farsi due o quindici pinte. Al che io e i miei coinquilini (lui brasiliano, lei nippo-brasiliana) abbiamo optato per altrettanto sane serate a casa con lattine al posto di pinte e la tv accesa. Certo, avremmo potuto leggere, fare un gioco di società o discutere la crisi economica, ma ci piace di più la televisione.

Soprattutto quella inglese, i cui canali generalisti trasmettono (non sempre ma spesso) produzioni di qualità che in Italia arrivano solo su Cult o National Geographic. Poi c’è Russel Brand.

Istrionico, isterico, fashion victim e decisamente rock n’ roll, con la sua voce stridula e il suo improponibile taglio di capelli è uno dei comici che portano avanti la tradizione very british dell’umorismo surreale e bizzarramente intelligente. Tra battute sulla cacca e citazioni di Foucault, Brand è ormai quasi un’istituzione, con una trasmissione di stand up comedy su Channel 4, un libro, spettacoli teatrali e il film “Forgetting Sarah Marshall”.

Russell Brand

Russell Brand