Fase di Isolamento

“Io guardo la tv”: in certi ambienti una frase del genere suona come una confessione al pari di “sono sotto antidepressivi” o “non ho mai finito le superiori”. Soprattutto sui profili dei social netowork, si porta molto scrivere di schifare qualunque immagine esca dal tubo catodico (cielo, come sono antica, intendevo digitale terrestre e altre diavolerie). Be’ questa Razor guarda la tv senza complessi, un po’ perché fa parte del suo lavoro e un po’ perché prima o poi Flavia Vento si mozzerà un dito cercando di aprire un cocco e non esiste perdersi la scena.

Quest’anno L’Isola dei Famosi esercita lo stesso fascino morboso di un incidente stradale, uno sa che è riprovevole fermarsi a guardare ma non riesce a evitare di farlo. Non che ci siano grandi sorprese: come c’era da aspettarsi il transgender Luxuria è lungi dall’essere il fenomeno da baraccone del gruppo, a confronto con le due bionde, la romana di cui sopra e una tale brasiliana, che insieme non arrivano al quoziente intellettivo di un’ape. Belen Rodriguez, invece, non ha bisogno di avere nessun quoziente intellettivo perché è esageratamente gnocca da far spavento. Visto che in quest’edizione c’è anche la squadra della gente comune, si potrebbe proporre alla Rai una serie di spin off, senza prove né vincitori, in cui semplicemente si prende una categoria e la si spedisce molto, molto lontano.

– L’Isola dei Politici, che non sarebbe in questo caso la Sardegna

– L’Isola dei Tassisti, indignati dalla concorrenza dei tronchi galleggianti

– L’Isola degli Ultrà, costretti a insultarsi tramite scritte sulla sabbia

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La follia della donna… ma anche l’uomo non scherza

La guerra dei sessi, nel mondo occidentale di oggi, sembra ridotta a un semplice bisticcio tra amanti. La vera ugualglianza è lontana ma quasi nessuno si sognerebbe di contestare pubblicamente, a spada tratta, la parità tra uomo e donna. Quasi.

Cercavamo informazioni sui meravigliosi, splendidi tassisti di Roma, indignati per l’obbligo di sconto del 10% alle donne sole tra le ore 21 e 01. Indignati perché, testuali parole uscite su free press, “una donna che prende il taxi da sola di notte è sicuramente una prostituta, le donne normali non lo fanno”.

Non ci aspettavamo che Google ci offrisse qualcosa di infinitamente più succulento.

Non ci aspettavamo il Sito Italiano Anti-Femminista.

Un gruppo (?) di uomini (?) che si ribella contro le vergongose umiliazioni che il genere maschile subisce ormai da decenni: le migliaia di false accuse di stupro, il carattere bugiardo e falso di ogni femmina, l’incapacità della femmina di svolgere qualsiasi attività intellettiva, la disgustosa esistenza di un Ministero delle Pari Opportunità. Non stiamo scherzando nemmeno un po’.

Da non perdere la loro recensione di 300, giudicato un film misandrico.