Parole in libertà

Cos’è un neologasmo? Una crasi (con o senza bolle, fate voi) di neologismo e orgasmo che sta ad indicare il piacere di aver coniato una nuova parola. Di neologasmi ribolle il sito urbandictionary, dizionario urbano creato e quotidianamente aggiornato dagli utenti. Certo, bisogna avere un po’ di dimistichezza con l’inglese ma l’effetto presa in diretta del contemporaneo è assicurato.  Ecco alcuni estratti:

  • Obamama: Michelle Obama

Here comes Mr. President and his Obamama (a rischio politically correct?)

  • Shypod: esitazione nel condividere le canzoni del proprio ipod

Because Doug downloaded Britney Spears’ “Toxic” he was totally shyPod when Dru wanted to take a peek at his Library

  • Faceboink: coinvolgersi con qualcuno attraverso una specie di relazione su un social network

So are they seeing each other now, or was it just a faceboink? (Boink è una rivista piuttosto bizzarra ma pragmatica che parla di sesso, scritta e pensata dagli studenti dei college americani)

  • Textually frustrated: la frustrazione che nasce da un’attesa troppo lunga di un sms (text message in inglese) di risposta.

She takes forever; texting with Sara leaves me textually frustrated

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SMS (in Sostanza Misura di Sentimenti?)

L’ultima ricerca scientifica che prova ad occuparsi di sentimenti è una singolare ricerca della Florida State University in cui il Dr. Jon Maner ed il suo staff “dimostrano” sostanzialmente che quando si è innamorati si tende a ignorare gli esponenti dell’altro sesso, anche se molto attraenti.

Nel delirio di onnipotenza tipico dello scienziato è facile incorrere in tentativi di misurare questo e quello: la propensione all’infedeltà, la presenza di un gene che spingerebbe a divorziare e la propensione degli uomini a sposare donne che assomigliano alla propria madre e delle donne a scegliere uomini che assomigliano al padre… Che fantasia.

A me è stato sempre spiegato che un’unità di misura dei sentimenti ma, ancor più semplicemente, delle opinioni o degli atteggiamenti, non può definirsi tale e che ciò che noi sappiamo degli altri è solo un’approssimazione, un’inferenza altamente improbabile da universi simbolici che non sempre corrispondono, insomma un casino.

Nessun campione standard di felicità o di amore è custodito in alcun museo e nessun uomo o donna è un atomo, uguale l’uno all’altro… Riflettevo su questo ed altro in l’estate scorsa quando mi sono detta: è pur vero che nessuno è uguale all’altro ma c’è una cosa che, nell’universo poco simbolico (e molto materiale )dei centri commerciali e dei tormentoni estivi, ci accomuna tutti: il cellulare.

Questa estate ho fatto particolarmente caso alla presenza costante e quasi ossessiva del cellulare nella vita e nei sentimenti delle persone. Mia cugina ha ricevuto in un mese 10/15 sms al giorno da parte del suo filarino che ad ogni ora del giorno e della notte non perdeva tempo per dimostrarle quando l’attesa di rivederla stava diminuendo le sue reticenze dovute alla loro differenza d’età e contemporaneamente aumentando il potere delle sue fantasie su di lei. Ed io nemmeno un sms.

La mia amica ha iniziato a ricevere sms criptici da parte del suo ex sui quali intessere ore di discussioni sul significato di una singola virgola, il che fa buon gioco nei lunghi pomeriggi sulla spiaggia. Ed io uno o tre sms? Poi il vuoto.

C’è un mio amico a cui il cellulare squilla, vibra e annuncia un urticante sms praticamente ogni 5 minuti, lo cercano. E io solo tre sms, progettati diabolicamente e scientificamente spediti alle 23.01 del 4 settembre e dal contenuto unanime: favancù.

Ho iniziato a interrogarmi seriamente sulla possibilità che l’sms possa essere considerato una unità di misura del sentimento o dell’attrazione: più sms ricevi più sei desiderato, cercato, amato nell’urgenza di dimostrare come ci si possa sentire vicini servendosi di qualcosa di misurabile con qualche bites e 160 caratteri e di come mi si possa mandare a quel paese con soli 7.