Sex and the Forest

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Vuoi salvare i panda dall’estinzione? il pianeta tutto dalla desertificazione?

controbilanciare l’accumulo di preservativi che vengono abbandonati nell’ambiente post copula clandestina?

Continua ad accoppiarti allora, ma fallo ecologicamente. 

Mentre i soliti inglesi suggeriscono di utilizzare condom eco-friendly per via dei circa 100.000 preservativi smaltiti impropriamente ogni anno, dal 2004 resiste il sito web di un’ associazione che si definisce “eco-porno no profit” dal nome diretto e simpatico: www.fuckforforest.com 
 

Non è un sito italiano e quindi il sesso non è nè tabù nè volgare ma libero da ogni pruderie de noantri. Quelli di FFF lo considerano come un bisogno primario alla stregua della fame. E ci dicono con una spiazzante sincerità che nascondere la propria sessualità è come doverci nascondersi per mangiare. Credono che i problemi sessuali nelle nostre relazioni abbiano molto in comune con la distruzione della natura. La sessualità è natura. Così il loro scopo è di connettere personalità open mind per creare un network di “erotic eco lovers” e raggiungere coloro che vogliano aiutare il pianeta attraverso donazioni.  

Se lo dovessimo spiegare al bar Italia la butteremmo subito sul pecoreccio, ridendo come stronzi e diffondendo la notizia così: sono un gruppo di segaioli e ninfomani che otterranno molte donazioni, sì, ma di sperma. 

Invece, ecco che fanno in solido: raccolgono soldi a favore delle foreste, creando aree protette, i cosidetti polmoni verdi, in zone a rischio. Nonostante il denaro raccolto, tutt’ora incontrano forti problemi ad elargire aiuti alle associazioni ambientaliste, tra cui il WWF, perché i fondi derivano dalla vendita on line di materiale porno amatoriale fornito dai sostenitori.

Un’idea un po’ fuori di testa che, però, sembra funzionare. Hanno raccolto abbastanza soldi per acquistare diversi ettari di terra ed aiutare gli Shuar, tribù indigena dell’Ecuador,  con progetti di riforestazione. In più hanno acquisito 55 ettari di terreno in Costa Rica proteggendoli dal disboscamento. 

E tu allora, pia donna dal vibratore rotto, ricordati di smaltirlo in ossequio al regolamento rifiuti del tuo comune e possa il tuo prossimo sex toy essere eco friendly (come Earth Angel, il nuovo vibratore che si aziona a manovella).


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Gli anni ’80, il revival e l’Allegro chirurgo. Educational sex toy.

Quando un paese o una cultura sono incapaci di guardare al futuro cosa guardano? Il passato. Per darne una dimostrazione empirica facilmente intuibile pensate a cosa ci accade quando ci troviamo in una fase di forte cambiamento: iniziamo a guardare al passato e a mitizzarlo. Quando finisce un amore, per esempio, si guardano le foto e si sospira ad ogni oggetto, luogo o odore che ci ricorda l’amato. Quando mio nonno era ancora vivo, era il classico tipo da si stava meglio quando si stava peggio (era anche fascista però, c’è da dire).

Il fenomeno più visibile ha riguardato, in questi anni, la musica. Quando, finito il grunge (fondamentalmente morto Kurt Cobain e trasferitosi Navarro ai Red Hot), esaurita l’ondata del brit pop, della chemical generation e del trip-hop, ci siamo ritrovati con una industria musicale devastata e una organica mancanza di creatività cosa abbiamo riciucciato?

Gli anni ’80. Il revival, al meglio l’indie, una etichetta melliflua che nasconde un ’80% di citazionismo puro, degli anni ’80 ovviamente. Ovviamente, cavalcando la scia economica del revival, il fenomeno immediatamente successivo è stata la reunion. Il fenomeno delle reunion unito a quello del revival genera mostri. Roberth Smith appanzato, i Sex Pistols con il bacolino e… i Bee Hive. Sì, proprio loro, il gruppo farlocco e laccato di Kiss Me Licia, in tour dal luglio 2008.

Oltre alla musica, in questo riproducendo ancora una volta pienamente un fenomeno prettamente anni ’80, gli anni ’80 hanno invaso anche lo stile, il modo di “sentire,” la moda.

Immagino che quando un fenomeno raggiunga la sua punta massima di diffusione stia già iniziando il suo percorso di declino, come un fuoco d’artificio. Boooom: il momento di massimo splendore coincide con la sua fine. Ecco. Il revival degli anni ’80 dovrebbe avere raggiunto il suo culmine. Dopo averci deliziato con il ritorno commerciale dei Depeche Mode, dei leggings, dell’attenzione agli accessori e del glitter e infine le spalline, è ora che si levi dalle balle.

Tuttavia… Direi… Non prima di averci lasciato la versione modificata e corretta, quindi una pura citazione, dell’Allegro chirurgo. Io propongo una utile modifica del gioco più amato dai bambini negli anni ’80. Un gioco divertente, ma anche educativo.

La missione educativa può essere conservata, la struttura anche ma il target va modificato.

Propongo una versione donnina nuda dell’allegro chirurgo ad uso e consumo dei nostri fidanzati ed amanti dotati di poca dimestichezza con le funzioni prevalenti dell’anatomia sessuale femminile. “Non qui piùùùù giùùùùù… ahi! Attenzione a non urtare lì!!! Nooooo, no no. Non ci siamo. Ok, così va bene. Si. Ah no….”. E via dicendo.

L’Allegro chirurgo, se ricordate, consisteva nel prelevare da un paziente vari pezzi del suo corpo, facendo attenzione a non toccare con la pinza in dotazione i bordi dell’incavo dove erano posti gli organi o le ossa da prelevare. In caso di errore un fastidioso allarme sonoro partiva disturbando il riposino pomeridiano dei nostri genitori.

La mano  ferma ed una cognizione precisa della posizione degli organi erano necessarie. E l’Allegro chirurgo insegnava ai bambini dove stava il cuore, il polmone o la tibia (sto inventando) e soprattutto come trattarli. Immaginate quale utilità nella versione da me modestamente riproposta…

Donne, uomini. Avete per caso voglia di aiutarmi a costruire il prototipo? Ehe.