Le parole per dirlo

 

Ti do il numero del personal trainer ...

“Pochi se ne sono accorti. Molti hanno preferito ignorare quanto il senso e il significato delle parole non sia più quello di una volta e di conseguenza non interrogarsi e non arrivare a una conclusione probabilmente temuta dai più. Il significato di molte parole è mutato perché sono cambiate le donne e con loro il mondo e gli strumenti coi quali lo si descrive” (Parola di donna)

E’ di qualche mese fa (febbraio)  l’uscita di “Parola di donna” (a cura di Ritanna Armeni, Ponte alle Grazie), volume che raccoglie cento parole che raccontano chi sono le donne oggi, dove sono arrivate, che percorsi hanno fatto, quanta strada hanno percorso, dove hanno intenzione di andare, che cosa non sono ancora riuscite a conquistare. Questo, e non so perché, mi fa pensare e passare da un argomento serio (molto) ad un altro leggero (molto): ispirata dalle donne e dalle parole  ho riflettuto sulla falsa leggenda che le donne si dicano tutto. Tutto.Tutto-tutto!

È vero che i tempi sono cambiati e che ci si racconta quasi tutto ma… Capita ancora che, nonostante non si abbia alcun problema a sputtanare i propri ex (male) o parlare delle proprie esperienze (bene), quando si tratta di manifestare alcuni tipi di esigenza ci sia ancora qualche reticenza (rima baciata). Soprattutto se si parla di sesso e intimità.

Ora, se penso alle donne ed alle parole mi viene in mente una cosa che apparentemente abbassa il livello come un rutto ad una sfilata di moda e precisamente a questa estate quando, negli indolenti pomeriggi tra amiche sulla spiaggia, qualcuna di noi se ne è uscita fuori con una complicata perifrasi: “mi piacerebbe trovare qualcuno con cui fare sesso in modo disimpegnato poiché ne sento l’esigenza”(significato: vorrei fare sesso, tout court).

Un trombamico, termine ormai di uso comune? Non proprio. Il trombamico indica chiaramente dato il suffisso “amico”una persona che frequenti abitualmente seppure a scopo ricreativo. L’esigenza maturata sulla spiaggia era puramente estemporanea. Eppure, nessuna di noi riusciva ad ammettere semplicemente che aveva bisogno o voglia di fare sesso. Cosa che accade, ma non si dice.

E così ci siamo inventate un modo simpatico per parlarne senza imbarazzarci a vicenda usando l’espressione “personal trainer”: “Ho bisogno di un personal trainer”, “quello potrebbe essere un buon personal trainer” e via dicendo.

Immaginerete il mio entusiasmo (seguito da diversi sms alle amiche in questione) quando a settembre, alla fermata del 90 express a Roma, ho conosciuto un personal trainer. Il tempo di arrivare a Villa Torlonia e avevo già il suo biglietto da visita nel portafogli, non si sa mai (contattatemi al bisogno).

Comunque, lasciando da parte le amenità, ho lanciato negli ultimi giorni un piccolo sondaggio telematico, chiedendo se qualcuno tra i miei amici avesse usato altre espressioni colorite ed evocative per indicare la stessa esigenza. Personal trainer escluso, le più simpatiche sono state (corredate di commenti e senza fare nomi):

  • Linguista: “esperto della lingua o di linguaggio”… E non ci riferiamo alla presunta capacità di mettere due parole in fila.
  • Limonatore: “In cucina ho visto i limoni e mi è venuto in mente” (estemporanamente);
  • CO.CO.PRO: “collaboratore di coito professionista” (menzione d’onore).
  • “Un tempo mi riferivo al fatto di uscire con un tipo per la prima volta come “fare il colloquio a qualcuno” e quindi lo chiamavo “freelance“.

Qui devo estendere il commento anche alle considerazioni sulle differenze culturali riscontrate dalla nostra amica che vive all’Estero: “in Italia avevo lavori precari e una relazione a tempo indeterminato (all’epoca). Qui il lavoro a tempo indeterminato é praticamente la regola ma trovare qualcuno che venga a letto con te due volte di seguito é una fatica”. Paese che vai, inghippo che trovi.

  • “Uno per la ginnastica” … Per quello di colore poi (che Dio benedica la nera genitrice) il titolo era “Afrogioia”.

Aspettiamo con ansia altri suggerimenti con il nobile scopo di aumentare la nostra consapevolezza delle infinite possibilità della “lingua” italiana e contribuendo in modo significativo alla classificazione ufficiale delle professioni in uso.

 

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Sex and the Holidays

Natale tempo di doni, di grandi abbuffate in famiglia e di lunghi pomeriggi di di digestione molesta davanti alla televisione. Per molti dare mano al portafogli, ingrassare di dieci chili in dieci giorni e trascorrere il pomeriggio accanto al nonno che russa non èuna prospettiva allettante.

Per fortuna, esistono i guru delle riviste For Men only, “la risposta maschile al mondo delle riviste dedicate al pubblico femminile” (così chiosa il direttore di Men’s Health), che ci accorrono in aiuto con i loro “preziosi” consigli.

Cari signori, se avete sbagliato il regalo all’amata sappiate che secondo un sondaggio americano il 68% delle donne baratterebbe volentieri il regalo di Natale con del buon sesso, a patto che non si tratti del solito missionario. Quindi siete dispensati dal regalo ma non dall’esercizio più difficile: la fantasia (cosa che non ha niente a che fare con il cambiare il colore del solito completino intimo).

In ogni caso MAX vi corre in aiuto proponendovi la top five (qui) delle posizioni del sesso di Natale. Le più interessanti, alle quali ho dato una rivisitatina, sono a mio parere quelle  denominate  Jingle balls e Silent night.
Per la prima posizione bisogna essere ovviamente dotati di palle: anche perché essa richiede che vi addobbiate come un albero di Natale con la complicità della vostra amata. Anche la vostra amata dovrà essere dotata di palle, quel tanto che basta per non scoppiare a ridere di fronte al dubbio su dove posizionare il puntale.  La seconda più che una posizione sembra  una sfida: confinati nella vostra ex cameretta a casa dei vostri genitori solo un muro vi separa dalla stanza del nonno e da quella del vostro fratellino: dovete fare meno casino possibile, magari tappandovi la bocca con una fetta di pandoro e allontanando il letto dal muro.

Nelle colonne di Men’s Healt (qui) troviamo invece altri consigli sotto il titolo “Sexy Christmas: in 6 mosse il piano perfetto per fare sesso prima del cenone a casa dei suoceri“.

L’assunto da cui parte l’articolo è che il cenone a casa dei suoceri può (ed è, diciamocelo) essere un vero supplizio e che una buona dose di sesso improvvisato può esserne un gradevole antidoto.

I consigli profusi da Men’s Healt variano dalla location adatta (cantina del nonno o mansarda) all’alibi, quello più banale, chiudersi in stanza per impacchettare i doni. L’abbigliamento gioca un ruolo direi preponderante nella faccenda: vestirsi in modo agile, niente orpelli e niente jeans skinny rimuovibili solo previa operazione chirurgica.

E tuttavia, a mio parere, sebbene l’articolo sia utile nel suggerire una sana strategia anti-noia esso non è privo di controindicazioni: fare sesso prima del cenone fa raddoppiare l’appetito, mentre farlo dopo, senza iperbolici trucchetti e ansie varie non solo rilassa ma in teoria, dovrebbe fare smaltire le chilocalorie assunte.

Eppure, qualche cosa di vicino alla realtà pare esserci in tutto questo fiorire di consigli e strategie di sesso natalizio. E come sempre sono andata a documentarmi.

I ricercatori Gabriele Doblhammer, Joseph Lee Rodgers e  Roland Rau  del Max Planck Institute for Demographic Research hanno studiato a lungo la “stagionalità” delle nascite in un lungo periodo di tempo (in Austria) e stanno cercando di dare vita ad Teoria unificata andamento stagionale della riproduzione umana (l’articolo intero qui).

Senti senti da questo studio emerge chiaramente come le vacanze, ed  in particolare il periodo che va da Natale a Capodanno siano una “causa” dell’ andamento stagionale della riproduzione umana nel senso che si hanno alcuni picchi delle nascite in settembre che sono collegati al boom dei concepimenti proprio nel periodo natalizio, portando all’ipotesi sempre più probabile che una maggiore attività sessuale occorra proprio nel periodo Natalizio.

 

 

 

 

 

Sarà perché a natale siamo tutti più b(u)oni? Sarà che ci sono tutte quelle palle in giro? Sarà che non si può festeggiare qualcuno che è stato concepito senza fare sesso e c’è bisongo che ciò venga dimostrato con perseveranza e abnegazione degna di veri scienziati? Non so, voi che idea avete?

(Simona)

Beato chi so fà (sul) sofà

Chissà perché i pubblicitari in certi casi hanno davvero l’occhio lungo, forse perché è sempre valido il famoso detto “Sex Sells” e le campagne pubblicitarie sono sempre più puntate su immagini sexy o su allusioni più o meno esplicite a un rapporto sessuale, ma questa volta paiono proprio averci azzeccato.

Di recente abbiamo visto la Ferilli ammiccare da un divano e in tempi meno recenti la Cuccarini diventare la “più amata” dagli italiani proprio in una cucina. Come dimenticare poi il sensuale spogliarello di un giovanotto in una lavanderia e la giovane sirena di pelle vestita in uno spot del silicone?

Insomma a quanto pare le ambientazioni casalinghe sono entrate a pieno diritto nell’immaginario collettivo dello sfondo ideale per chi decide di fare sesso lontano dal classico letto, forse troppo legato ad una più casta posizione di matrice cattolica (detta del missionario, infatti).

Quindi “beato chi se lo fa (sul) sofà” perché un recente sondaggio commissionato da una community ricca di notizie curiose sulle relazioni  e  sul sesso (ottenendo risposte da 5000 persone di età compresa tra i 20 e i 50 anni) emerge che il luogo preferito dagli italiani (letto escluso) per fare l’amore è proprio il sofà o più semplicemente il divano.

Al secondo posto, sarà forse per il richiamo del legame sempre virtuoso tra sesso e cibo, si posiziona il tavolo della cucina (25%), mentre la cucina intera (di cui ci chiediamo cosa rimanga di altrettanto comodo se non sedie e pavimento) si posiziona al primo posto tra le stanze della casa. Al terzo posto tra le preferenze troviamo il bagno e  tra gli amanti della lavatrice il sondaggio segnala che il 10% ha dichiarato di farlo con la centrifuga accesa.

Insomma gli italiani “amano” spaziare e devono comunque ritenersi fortunati perché c’è anche chi di camere non ne ha nemmeno una: una “camera per il sesso”, infatti,  è stata tra le richieste insolite da parte di alcuni dei 300.000 sfollati dopo l’eruzione del vulcano Merapi in Indonesia preoccupati di una violazione del loro “diritto alla privacy” in un momento di coabitazione forzata. Questa si una vera notizia perché a quanto pare anche dopo un grande dolore c’è qualcuno che trova la voglia di continuare a vivere e “godere”.

Il corpo di Noi donne

“Fortunatamente” alcuni “spiacevoli” vicende personali del nostro premier e della nostra vita politica hanno portato all’attenzione un tema di cui spesso si dimentica la cruciale importanza e su cui spesso si sorvola: la strumentalizzazione dell’immagine e del corpo delle donne.

Che siano sempre esistite le escort, gli intrecci tra sesso e politica e che il “sesso venda” (come amano affermare i pubblicitari americani) non è una novità. La novità, nel nostro paese, è che il sesso è diventato il mezzo e il fine per l’autoaffermazione delle donne e che ormai il modello imperante e socialmente accettato di “femminile” sia quello veicolato da un certo tipo di televisione e consacrato dall’“approvazione” e dall’indulgenza dell’opinione pubblica.

Del potere dell’immagine veicolato dalle televisioni si è occupato di recente il documentario Videocracy di Erik Gandini il cui titolo rimanda appunto all’idea del Potere della Televisione (commerciale), la Videocrazia, nel dettare modelli di comportamento basati sull’urgenza dell’apparire. Come non citare le due rivelatrici paroline pronunciate da Lele Mora, “basta apparire”, e significativamente posizionate a chiusura del documentario?

Della degradazione dell’immagine e del corpo delle donne, così come veicolato dalle televisioni, si occupa invece un documentario di Lorella Zanardo, “Il corpo delle donne”, in cui la rassegna di tette e culi e inquadrature “ginecologiche” tratte dalle più diverse trasmissioni televisive colpisce e nausea la sensibilità di chi non accetta di vedere paragonati i glutei delle donne a due prosciutti stagionati, per citare una delle immagini più forti ed emblematiche del documentario.

Il blog “Il corpo delle donne” si trova a questo indirizzo e sulle sue pagine si può anche cliccare e guardare il documentario.

Credo che non ci sia altro da aggiungere, se DonnaTimbrataComeUnProsciuttonon un piccolo pensiero su come lo scardinamento di questo stato di cose sia in mano alle sole donne. Siamo noi a non dovere aderire a queste logiche, siamo noi a doverci rifiutare di essere degradate al rango di prosciutto.

Intervallo musicale

Cosa vogliono le donne? Un uomo che non sia egoista quando si tratta delle cose che che contano. Nel suo irresistibile pezzo “Not Fair”, Lily Allen la dice tutta senza peli sulla lingua.

Beh, in realtà leggendo attentamente il testo… può essere che qualche pelo sulla lingua ce l’abbia.

Aggiornamento: viste le molte chiavi di ricerca riguardanti il significato di questa canzone, abbiamo aggiunto una breve spiegazione della frase clou.

NOT FAIR

Oh, he treats me with respect,
He says he loves me all the time,
He calls me 15 times a day,
He likes to make sure that I’m fine,
You know I’ve never met a man,
Who made me feel quite so secure,
He’s not like all them other boys,
They’re all so dumb and immature.

There’s just one thing,
That’s getting in the way,
When we go up to bed you’re just no good,
it’s such a shame!
I look into your eyes,
I want to get to know you,
And then you make this noise,
and its apparently it’s all over

It’s not fair,
And I think you’re really mean,
I think you’re really mean,
I think you’re really mean.

Oh you’re supposed to care,
But you never make me scream,
You never make me scream,

Oh you’re supposed to care,
But all you do is take,
Yeah, all you do is take.

I lay here in this wet patch
in the middle of the bed,
I’m feeling pretty damn hard done by
I spent ages giving head.

*(to give head = la pratica che sarà sempre associata a Monica Lewinsky, quindi lei sta dicendo di aver passato ore a fare quella determinata cosa senza che la dolce metà le abbia procurato un piacere equivalente)

Then I remember all the nice things
that you’ve ever said to me,
maybe I’m just over reacting
maybe you’re the one for me.

There’s just one thing,
That’s getting in the way,
When we go up to bed you’re just no good,
it’s such a shame!
I look into your eyes,
I want to get to know you,
And then you make this noise,
and it’s apparently it’s all over

argomenti pelosi/I have a dream…

Ma come si fa sostenere con convinzione che un altro presidente uomo alla guida della più grande potenza mondiale rappresenti una rivoluzione sociale?

Si può davvero urlare al rinnovamento solo perché Obama è di colore nero?

No!

Forse a noi ci ha cambiato la vita una miss italia nera? Per non parlare di un noto monsignore di colore, l’unico esemplare di esorcista posseduto da una coreana…

Scherzi a parte, credo invece di sapere cosa mi spinge a sostenere tanto la causa di Hillary, al di là del fatto inequivocabile che avere una Prima Presidentessa d’America possa effettivamente sdoganare per sempre il potere delle donne nel mondo, che si tradurrebbe in un’ equiparazione di carriere e stipendi. E sarebbe pure ora di vedere un First Gentleman accompagnare la moglie in visita ufficiale a quel paese.

Ma l’unico vero cambiamento è quello del sesso sotto la scrivania.

La verità è che ho un sogno: vorrei vedere un secondo Sex Gate, questa volta con uno stagista maschio nei panni dell’ attore protagonista. In altre parole, Hillary, come primo provvedimento, spassatela nella Stanza Ovale…

Ma poi che sarà mai, come diceva il compianto Sandro Penna:

“io mi inginocchio dinnanzi a te

o anima sola,

non è preghiera

è peccato di gola…”

Sesso e numeri

Evviva le liste. Le liste mettono ordine, archiviano e liberano spazio nel nostro hard disk psichico. Una delle liste più simpatiche da stilare è quella degli ex amanti. Di questo, e di molto altro, parla una dark comedy di prossima uscita nelle sale, Tutti i numeri del sesso. Di numeri si parla perchè la lista in questione ha senso solo in quanto elenco puntato e numerato: serve esattamente a far il conto.

A quanto pare, tuttavia, il rapporto dei numeri con il sesso non è esclusivo dell’elenco degli ex partner a letto. Pensandoci un po’ meglio, sin da quando venne pubblicato, con grande stupore dell’America conservatrice e maccartista della metà del secolo scorso, il famoso Rapporto Kinsey, il sesso sembra sempre più essere una questione di numeri e di statistiche.

Tra i numeri del sesso il più importante è di gran lunga l’uno e soprattutto la sua versione ordinale: primo bacio e prima volta, sì quella. Che poi il primo bacio sia stato dato con la lingua molle ed inerte come quella di manzo stufata, non importa. Della prima volta che dire, è ovvio che il sesso è una cosa che migliora con la pratica.

A proposito di pratica, i numeri preferiti dalle statistiche sono quelli legati alla frequenza: quante volte in un giorno, in una settimana, in un mese, in un anno. Sono questi i numeri che incutono maggior timore e che inducono maggiormente a mentire…

Una volta che si è praticato abbastanza si può anche sperimentare dedicandosi a numerose attività di matrice numerica e pitagorica: in due il 69, in tre il triangolo, un insieme finito si dice ammucchiata.

Che dire poi delle unità di misura? Le unità di misura sono considerate ad occhio e croce direttamente proporzionali alla qualità del sesso: lunghezza in testa. Come non ricordare i celebrati ed imbattuti “30 cm di dimensione artistica” del re del porno? Io però proporrei di concentrarsi anche sul diametro o calibro. Diciamo che non sono importanti le dimensioni, ma le due dimensioni, come in qualunque geometria non piana che si rispetti.

I numeri non sono solo fonte di piacere. Così come un voto basso o un’insufficiente altezza, alcuni numeri sono legati a problematiche serie: in genere pochi secondi sono sinonimo di eiaculazione precoce ma anche di speed dating, il modo migliore per ritrovarsi con uno psicopatico nel letto.

Invece i numeri che mi fanno ridere sono quelli legati ad un argomento serissimo: l’orgasmo. Soprattutto se di recente è uscito un libro di una sessuologa americana, Tina Robbins, L’Orgasmo Perfetto in 5 minuti: il metodo infallibile per ottenerlo (Vallardi Editore, 2008). Per non parlare dell’orgasmo “simultaneo”, un concetto quello della simultaneità che anche Einstein ha faticato a spiegare, e di quello “multiplo”, cosa che dipende esattamente dalla base di partenza (fa riflettere il fatto che un multiplo di zero è sempre zero).

L’unica cosa certa di quando si parla di sesso e numeri è che la maggiorparte delle persone che conosco quando non lo fa inizia a darli, i numeri.