Donnacce di casa

Per le donne con la gonna, preferibilmente a fiori, il sito Domestic Sluttery è una vera miniera d’oro. O quanto meno di glassa dorata, burrosa e zuccherosa.

Questo gruppo di ragazze d’Albione posta ricette, interviste e idee di cucina, decorazione e altre leziosaggini da copiare e adottare subito, preferiblmente sorseggiando un Martini alle 3 del pomeriggio, con le unghie perfettamente laccate. Oh, dear.

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Il Rasoio d’Argento. Ricette semplici per evitare serate complicate.

Dalle mie parti, per essere perfetta, una donna deve esserne almeno 3: padrona in salotto, cuoca in cucina e puttana in camera da letto. Ma dalle mie parti il rasoio non è ben visto: le donne possono permettersi il lusso dei peli superflui e, piuttosto che cercare la soluzione più semplice, è preferibile evitino di notare il problema.
La tripartizione di cui sopra apre a degli spunti interessanti come, ad esempio, la consustanzialità del divino e del femminile: uno e trino si pretende sia quello, une e trine si pretende siamo noi. Trine, poi, gode della duplice accezione di 3 per volta ma anche di leziosi merletti. Quindi 3X2, che fa 6, ma anche promozione della Sma.
Ma non siamo qui per questo.
Avendo a disposizione 3 variabili, le soluzioni sono ovviamente 3:
1. puttana e padronaconversazione raffinata, Sofficini e sesso acrobatico;
2. puttana e cuocagrembiulino, guepiere, vitello in crosta e parliamo di gossip;
3. padrona e cuocacasa perfetta, cena perfetta, letto perfettamente intatto.
Dunque, signore adorate, ecco a voi il Rasoio d’Argento: ricette semplici per evitare serate complicate.
Buon appetito.

Salmone in crosta di cristalli salini*

*Salmone al sale
Di quando affermiamo con spocchia di preferire il pesce alla carne, precipitandoci da sole nell’inferno di verificare la cottura di qualcosa ancora avvolto nella propria pelle.

L’inizio è la parte più difficile: compra un salmone e ricordati di fartelo pulire. Se non lo fai, preparati a conoscere il meraviglioso mondo delle viscere di pesce. Torna a casa. Accendi il forno a 180°. Ora guardati intorno finché non trovi un tegame basso, rettangolare e in vetro: complimenti, hai scoperto di avere una teglia. Bagnala con un po’ d’acqua e un goccio d’olio* (goccio: un cucchiaio o due cucchiaini o un fondo di bicchiere. E comunque non la quantità che usa zia Rosa per la caponata). Adagia il salmone sul suo viscido liquido letto e ricoprilo completamente di sale grosso. Infilalo nel forno per mezz’ora e abbandonalo al suo destino. Fatti una doccia, vestiti, mettiti in piega le ciglia, chiama tua madre che ti deve raccontare di zia Rosa che a momenti dava fuoco a casa per cuocere la caponata, togli i calzini sporchi dal pavimento della camera da letto, fai sparire le pantofole a forma di delfino, apparecchia. Il salmone è pronto.
Suggerimenti:
• aggiungi al sale grosso un qualunque sale colorato – non sa di niente, ma è tanto posh;
• porta in tavola il salmone ancora nella sua crosta e lascia al tuo commensale il piacere di farla esplodere in mille direzioni.

*PRIMA l’acqua, POI l’olio. Se non ti fidi ti meriti di scoprire da sola il perché.