Cose di cui (non) sentivamo la mancanza: Blowjob Kneepads

Come non averci pensato prima! Sono proprio dei furbacchioni quelli della Diesel e, del  resto, ci avevano già avvisato e preparato ad essere stupidi con una ridondante campagna nel 2010: BeStupid

Questa volta hanno davvero superato tutte le nostre aspettative con queste fantastiche Ginocchiere per il sesso orale ovvero le BlowJob Kneepads:  la notizia viene dall’India dove, con 150 $ d’acquisto,  ti regalano le sopracitate ginocchiere che preservano da eventuali traumi e dolori durante la pratica orale.

A quando l’unico regalo che servirebbe realmente in un paese con circa 2,5 milioni di sieropositivi, la meta’ del totale in Asia, e cioè PRESERVATIVI (fonte qui)?

Nota positiva: se proprio qualcuno dovesse sentirne il bisogno può prendere spunto dalla Diesel ed usare delle comuni ginocchiere sportive o conservare la confezione “Pop artistica”. Sempre che prima voglia andare in India da Diesel.

Lasciatevi Trans-portare

A pochi giorni dall’EuroPride e dalla bellissima performance canora e oratoria di Lady Gaga mi è venuta in mente una pubblicità avvistata su una rivista (credo fosse Dipiù o qualcosa di analogo) che ho scroccato alla mia vicina di sedile sul treno, qualche giorno fa. La pubblicità è quella di TTTLines, una compagnia di navigazione che collega Napoli a Catania. La pubblicità ha come testimonial un transgender cosa che testimonia (gioco di parole voluto) un bel cambio di prospettiva sul mondo GLBT: una pubblicità peraltro non volgare, non pruriginosa e simpatica quanto il sorriso della testimonial. E poi la pubblicità è l’anima del progresso no ? E se non lo è o non lo è sempre è una potente forma di comunicazione.

Foto della Pubblicità presa da un blog in cui si specifica che il cartellone si trovava di fronte al centro commerciale Euroma2

Quindi, spero di vederne molte pubblicità così, come spero di vedere un altro EuroPride pieno di eterosessuali, famiglie e bambini come quello di sabato scorso. Cosa che ha dimostrato quanto il clima sia cambiato. E’ vero che le aggressioni che hanno fatto cronaca negli ultimi mesi sono da condannare ma si può forse leggere il fenomeno sotto un’altra lente: fanno cronaca le aggressioni perché la comunità GLBT non si nasconde più. Se ci si nasconde non c’è nessuno da aggredire. Il paese reale come sempre è scollato e viaggia più veloce di quei piccoli poveri esegeti di un rifiuto ideologico della contemporaneità, dell’amore e della libertà di essere ciascuno come natura ci ha fatti/e.

E dopo il Berlusconi operaio: ecco a voi il Berlusconi Don Draper.

Cosa accomuna il nuovo sogno erotico di milioni di donne del mondo occidentale e il nostro Primo Ministro? Di certo la pubblicità. Don Draper è il Direttore Creativo della più importante agenzia pubblicitaria newyorkese all’inizio degli anni ’60, la Sterling & Cooper, un posto immaginario dove ci insegnano come e dove sono nati tutti i nostri bisogni indotti.

Silvio Berlusconi è, a parte quello che sappiamo, il padre della Tv Commerciale degli anni ’80, con la quale siamo realmente cresciuti , fino ad indurre questo Paese a credere che materassi e una nuova coscienza politica fossero entrambi una questione di marketing.

Ma, siamo liete di annunciare, le similitudini non finiscono qui.

Per essere degli  efficaci cloni di Don Draper dovete essere bugiardi. In tutti i sensi, soprattutto sul lavoro dove è chiara la vostra abilità nel traghettare mellifluamente le opinioni avverse dalla vostra parte, con qualunque mezzo.

Il Don Draper è il top nel suo campo perché è tutta la vita che racconta balle tanto che recitare una “parte” è ormai “parte” di sé.  È questo il motivo per cui lavora nella pubblicità con ottimi risultati: pubblicizza sé stesso in fondo …

È fondamentale mentire con tutti, soprattutto con vostra moglie. Don ha dalla sua che vive negli anni ’60, ma è difficile che una moglie sopporti le scappatelle a lungo. Soprattutto se diventa un passatempo continuo o peggio, una dichiarata patologia.

Non vi ricorda qualcuno?

Se ancora avete qualche dubbio è lo stesso Don Draper a togliervelo, dopo aver visto (cliccare sul titolo —>) La guida di Don Draper per rimorchiare le donne:

Qui la traduzione (anche in immagini) dei saggi consigli di Don:

Step 1:
Se sei in dubbio, rimani assolutamente in silenzio.


Step 2:
Quando ti fanno domande sul passato fornisci risposte vaghe e con una libera interpretazione.

Step 3:
Abbi un nome favoloso!


Step 4:
Dimostrati fantastico con qualsiasi look, dì le cose giuste, profuma, bacia bene, muoviti con confidenza, abbi successo nel lavoro … Sparisci per lunghi periodi … Menti a tutti, su tutto.


Sii il Berlusconi Don Draper!

Beato chi so fà (sul) sofà

Chissà perché i pubblicitari in certi casi hanno davvero l’occhio lungo, forse perché è sempre valido il famoso detto “Sex Sells” e le campagne pubblicitarie sono sempre più puntate su immagini sexy o su allusioni più o meno esplicite a un rapporto sessuale, ma questa volta paiono proprio averci azzeccato.

Di recente abbiamo visto la Ferilli ammiccare da un divano e in tempi meno recenti la Cuccarini diventare la “più amata” dagli italiani proprio in una cucina. Come dimenticare poi il sensuale spogliarello di un giovanotto in una lavanderia e la giovane sirena di pelle vestita in uno spot del silicone?

Insomma a quanto pare le ambientazioni casalinghe sono entrate a pieno diritto nell’immaginario collettivo dello sfondo ideale per chi decide di fare sesso lontano dal classico letto, forse troppo legato ad una più casta posizione di matrice cattolica (detta del missionario, infatti).

Quindi “beato chi se lo fa (sul) sofà” perché un recente sondaggio commissionato da una community ricca di notizie curiose sulle relazioni  e  sul sesso (ottenendo risposte da 5000 persone di età compresa tra i 20 e i 50 anni) emerge che il luogo preferito dagli italiani (letto escluso) per fare l’amore è proprio il sofà o più semplicemente il divano.

Al secondo posto, sarà forse per il richiamo del legame sempre virtuoso tra sesso e cibo, si posiziona il tavolo della cucina (25%), mentre la cucina intera (di cui ci chiediamo cosa rimanga di altrettanto comodo se non sedie e pavimento) si posiziona al primo posto tra le stanze della casa. Al terzo posto tra le preferenze troviamo il bagno e  tra gli amanti della lavatrice il sondaggio segnala che il 10% ha dichiarato di farlo con la centrifuga accesa.

Insomma gli italiani “amano” spaziare e devono comunque ritenersi fortunati perché c’è anche chi di camere non ne ha nemmeno una: una “camera per il sesso”, infatti,  è stata tra le richieste insolite da parte di alcuni dei 300.000 sfollati dopo l’eruzione del vulcano Merapi in Indonesia preoccupati di una violazione del loro “diritto alla privacy” in un momento di coabitazione forzata. Questa si una vera notizia perché a quanto pare anche dopo un grande dolore c’è qualcuno che trova la voglia di continuare a vivere e “godere”.

Anime gemelle, e anche indie

Qualche settimana fa annunciai su questo blog la mia sottoscrizione a Guardian Soulmates, ormai scaduta. Tirando le somme è stato divertente, mi sono corrisposta con una decina di persone che sembravano tutte interessanti e sono uscita a bere una cosa (e basta) con tre. Di questi tre, due mi sono sembrati davvero alla ricerca di una storia seria, e sono rimasti un po’ di sasso quando ho detto che io invece no.

Ad alcuni non ho risposto perché mi hanno contattata usando frasi fatte. Di altri, invece, ho cestinato il messaggio senza leggerlo perché sinceramente, amico, se QUELLA è la foto che metti su un sito di dating, non oso immaginare cosa sei dal vivo.

Oh, e citare Io ed Annie, di Woody Allen, nel proprio profilo funziona un ca-si-no.

La popolarità dei siti di dating però non accenna a dimiuire, almeno nei paesi anglosassoni, dove questi siti sono ormai parte del linguaggio corrente insieme a Facebook, YouTube e compagnia. A questo punto è interessante notare la suddivisione del mercato. Mentre eHarmony punta chiaramente a persone più tradizionali, forse con una separazione alle spalle, Match.com si posiziona come sito d’incontri tra gente che compra vestiti vintage e ascolta Bjork, tanto per cercare di immaginare uno dei loro profili.

La prove è questo – adorabile, bisogna ammetterlo – spot per la tv.

Ma quali sorelle, non siamo nemmeno parenti

La pubblicità, come ogni forma di comunicazione, è interessante quando stimola il cervello – che sia anche con la finalità di vendere, ma almeno lo mette in funzione. Per raggiungere questo scopo, è valido provocare, dissacrare, ironizzare sulle vacche sacre.

La condizione è quella di cui sopra, far lavorare i criceti dentro al cranio. Scomodare Mameli in nome di un blando piattume e di un’immagine femminile all’edulcorante artificale, più che una vergogna nazionale è uno spreco. Soprattutto perché la versione dell’Inno ha meno verve di una sigla di Cristina d’Avena.

Non c’è bisogno di essere chissà quanto impegnati per tirare fuori qualcosa di bello accostando un Inno Nazionale a un prodotto da mettere ai piedi, basta fare come la Nike con Marvin Gaye.

Il target è donna

La tv di bassa lega e la pubblicità fatta per cerebrolesi (che non è necessariamente fatta DA cerebrolesi) trasmettono un’immagine della donna che lascia a dir poco perplessi. Se, per esempio, un alieno guardasse una mezz’oretta di spot rivolti al pubblico femminile avrebbe l’impressione che le terrestri siano una forma di vita solo leggermente più evoluta delle zucchine.

Abbiamo grosse difficoltà a identificare i sintomi del raffreddore, indossiamo maglioni a luglio perché non siamo andate al bagno e le sedute scomode sono un problema talmente serio che nel delirio immaginiamo dei petali giganti da usare come poltrone.

Meno male che Sarah c’è.

Sarah Haskins è una presentatrice/comica di Current TV, che all’interno del contenitore infoMedia presenta l’irresistibile Target:Women, in cui commenta alcune pubblicità, film e programmi “per donne” da un punto di vista decisamente Razor. In questo video l’argomento sono le commedie romantiche.

Current TV è stata fondata da Al Gore. Si tratta di un network indipendente in cui i contenuti sono generati dagli utenti, ed è disponibile sul canale 130 di Sky. La trasmissione di Sarah non va in onda in Italia, per cui se ne volete un altro po’ cliccate qui.