La solitudine del cunnilingus

Ci avete mai pensato? In italiano non esiste un sinonimo per il cunnilingus. La questione  gira in rete, rimbalza da Twitter a Facebook, dove c’è anche un gruppo dedicato alla ricerca di un neologismo. Mentre per la fellatio, lo sappiamo, esistono davvero tanti modi di dire per il cunnilingus proprio niente, come se il sesso orale per donne fosse rimasto lì, un po’ imbalsamato nel nome latino. Carolina Cutolo sul suo indimenticato blog Pornoromantica scriveva: “”Perché mai la più santa delle leccate non riesce ad ottenere un posto di pari prestigio [pari alla fellatio, ndr] nell’Olimpo delle pratiche sessuali? Che anche solo l’orrenda parola di origine latina, “cunnilinguo”, così freddamente tecnica se confrontata con l’onomatopeica armoniosità della parola “pompino”, che ti riempie la bocca al solo pronunciarla, è in sé prova evidente di un’antica disparità di trattamento, di un uso assiduo dell’una quanto scarso dell’altra. Io proporrei dunque, ad uso sperimentale e per lo meno finché non si trova di meglio, di chiamare il cunnilinguo “santaleccata”, e non venitemi a dire che è offensivo per qualche religione, perché ci sono innumerevoli culti a questo mondo e ciascuno ha i suoi più che legittimi santi. Perché mai dunque i miei non dovrebbero meritare rispetto e coltivare dignità?”. Le parole sono importanti e sarebbe carino se anche il cunnilingus avesse dei nomi che incutessero meno timore di cunnilingus e se fosse una pratica talmente ordinaria da conquistarsi nell’immaginario popolare i suoi sinonimi amichevoli. Intanto siamo qui che ancora pensiamo a dei nomignoli buffi: da santaleccata a sorbetto.

cenni sull’epifania moderna e sui pompini


Il termine epifania nella lingua italiana oltre alla famosa festa del 6 gennaio corrisponde all’apparizione della divinità. Nel senso della concretizzazione di qualcosa di precedentemente evanescente e prendendo in considerazione anche lo spiazzamento che ciò crea, possiamo ben denominare epifania moderna quel momento particolarissimo in cui incontri nel mondo reale una persona che per te era fino ad un attimo prima un avatar, una manciata di foto, qualche post o un’infinità di chattate. Quanto è elettrizzante e/o devastante ricomporre tutte le nostre proiezioni dentro un corpo tangibile che si muove nello spazio e che manda tutta una serie di messaggi inaspettati? Non meno di vedere apparire Padre Pio sulla nostra strada, diciamocelo.

Se poi consideriamo che il termine epifania venne usato anche dai poeti Stilnovisti per indicare l’apparizione femminile possiamo ben affermare che noi Razor ieri sera abbiamo avuto un’epifania moderna all’ora dell’aperitivo. Intorno ad un tavolino apparecchiato di birre e pizzette è apparsa la gentilissima Carolina Cutolo, alias Pornoromantica. Noi la blogger Carolina la seguivamo da tempo. I suoi post sono tra i più divertenti, ironici e innegabilmente sinceri che abbiamo letto sul sesso e sui desideri di uomini e donne. Il suo blog Pornoromantica che trovate su Splinder ha avuto un tale successo che si è trasformato in un libro omonimo edito dai tipi della Fazi. A lei abbiamo pensato per chiedere qualche dritta sul mondo dei blog. Almeno questa era l’idea iniziale che ben presto si è trasformata in una chiacchierata serrata per conoscerci meglio, intercalata dagli interventi della barista più vulcanica del mondo (cose che succedono al Pigneto, un giorno Simona vi spiegherà il perchè e il per come di questo quartiere romano).

Insomma con Carolina, ormai trasformata o trasfigurata in nostro nume tutelare, ci siamo raccontate un sacco di cose, tra cui la fortuna di azzeccare il nome giusto passando per il nostro status sentimentale e concludendo simbolicamente con il desiderio di fare delle cose insieme (stay tuned). Alla fine la nostra ci ha dato qualche drittuzza ironica sulle parole che attirano nei blog. Una, non so se ve ne siete resi conto arrivati a questo punto della lettura, è nel titolo. Pare che funzioni sempre e comunque. A proposito, qualcuno di voi ha una teoria precisa al riguardo?