Mostri, racconti e altre meraviglie

C’era una volta, e c’è ancora, una bottega non tanto grande ma di certo ben fornita, orgogliosamente piazzata in una strada secondaria nel recondito Est di una metropoli umida e fumosa.

Gli scaffali di tale bottega espongono in perfetto ordine una quantità di provviste di prima scelta, adatte a soddisfare le richieste di ogni Mostro, anche il più esigente. Eleganti confezioni di Paure d’ogni sorta, dal Vago Senso di Disagio al Terrore Mortale, un ricco assortimento di fluidi umani in conserva e una varietà di altri prodotti di cui un Mostro dai gusti raffinati non può fare a meno.

Ma la rispettabile bottega, nota a tutti col nome di Hoxton Street Monster Supplies, nasconde un segreto. Da essa, infatti è possibile accedere a un luogo di grande importanza e autorità. Un ministero, per essere precisi: The Ministry of Stories.

The Ministry of Stories è un progetto nato da un collettivo di scrittori e designer, tra cui spiccano i nomi di Nick Hornby e Zadie Smith, che si rifà alla scuola di scrittura per ragazzi 826 Valencia, curata da Dave Eggers a San Francisco. Anche The Ministry of Stories vuole nutrire la passione per la scrittura nei bambini, aiutare a identificare e far crescere nuovi talenti e soprattutto onorare la sacra arte del raccontare storie.

Hey, ancora una cosa. The Ministry of Stories è un progetto no-profit finanziato in parte dal negozio Monster Supplies e in parte da donazioni, e cerca volontari. Se siete a Londra e avete sempre voluto lavorare al Ministero, questa potrebbe essere l’occasione giusta.

Il suono di tutto

Tutte le storie d’amore hanno una colonna sonora, una canzone che le definisce. Alla nascita, all’apice della passione, alla fine, dopo la fine.

Il percorso va da un’euforica Kylie Minogue che strilla “I just can’t get you out of my head” in mezzo a una pista da ballo, all’agonia di Kurt Cobain che rantola “Where did you sleep last night”. Per finire con “Dig, Lazarus, Dig”, e Nick Cave cinico quanto basta per ricordarci che dai buchi neri si entra ed esce più volte nella vita. E si risorge comunque.

Relazioni a parte, il gioco di oggi è attribuire a tutti – e tutto – un genere musicale. Ricordate quella trasmissione in cui si parlava di lento vs. rock? Si può fare di meglio.

Per intenderci:

Nick Hornby è brit pop anche se ascolta soul, Oscar Wilde è glam rock e Jane Austen è Tori Amos anche se sono morti da un sacco di tempo. Per non dire che mi sono arenata sugli scrittori inglesi, Francesco Totti è Beach Boys anche se ascolterà Eros Ramazzotti.

Fabio Volo è bossa nova.

Fabrizio Corona è dance music rumena.

Batman è techno minimale mentre Joker è electroclash.

Robin è una canzone di Elton John.

L’Ikea è un carillon da film dell’orrore.

Le code in autostrada hanno il suono di un bambino che piange sul sedile posteriore.