Piccolo manuale dello stalker telematico

stalking-ladyChi è lo stalker?

Da Wikipedia: “Stalking è un termine inglese (letteralmente: perseguitare) che indica una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un’altra persona, spesso di sesso opposto, perseguitandola ed ingenerando stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità. La persecuzione avviene solitamente mediante reiterati tentativi di comunicazione verbale e scritta, appostamenti ed intrusioni nella vita privata”.

Siamo sicuri che non siamo un po’ tutti stalker?

In fondo in fondo tutti siamo vittima/carnefice di una qualche ossessione, che sia dovuta alla gelosia se siamo fidanzati, alla necessità di sapere di più dell’altro se stiamo frequentando qualcuno, alla tendenza a controllare se siamo un po’ ansiosi, alla dose di narcisismo ferito se ci piace qualcuno e non siamo corrisposti… Insomma siamo tutti un po’ molesti.

Sono abbastanza cresciuta da ricordare quando l’unico modo per “molestare” qualcuno erano i pedinamenti, le attese sotto casa e i giri in motorino solo per avere una qualche probabilità di incontrare l’oscuro oggetto (sfuggente e del desiderio).

Devo dire che con il tempo le cose sono un po’ cambiate, non si può dire che siano migliorate perché le nostre ossessioni si nutrono di nuove possibilità di “tacchinaggio”, soprattutto telematico.

La cosa simpatica è che nel caso dello stalking telematico la vittima può non accorgersene, noi siamo salvi da denunce ma irrimediabilmente preda delle nostre paranoie perché il mondo virtuale è fatto di segni e simboli molto difficili da decifrare, molto più difficili, converrete con me, di un telefono sbattuto in faccia al trentesimo squillo consecutivo. Ci sono cose però che si possono facilmente intuire e sapere, basta un po’ di volontà e una certa attitude all’investigazione.

Piccolo manualetto (in 5 semplici punti e qualche suggerimento) dello stalker telematico. Come fare a…

  1. Sapere dove l’oscuro oggetto si trova: facile! Se sta su msn, facebook e myspace insieme è a casa! Ma non sempre è così facile. Diamo il caso puramente teorico che qualcuno non sia su msn ma su facebook sì e diamo per scontato che la cosa sia molto strana (guardatevi dentro saprete che è mooolto strano). Perché? Un bravo investigatore calcolerebbe la costanza con la quale si presenta il fenomeno e ne dedurrebbe che se non è su msn ma su facebook potrebbe essere a casa ma anche in luogo pubblico con pc connesso o con I-phone ma non dotato di msn.
  2. Sapere se l’oscuro oggetto sta chattando o sta solo fissando lo schermo o mangiandosi le unghie del piede destro: su facebook dovrebbe essere facile:

lunetta grigia”: inattivo, non sta chattando. Ma ancora non si è capito se stia facendo qualcos’altro, tipo non passare sul nostro profilo.

pallino verde”: attivo, l’oscuro oggetto sta chattando o è inattivo ma ancora il pallino (sole) non è diventato luna.

Su msn bisogna dotarsi di strumenti raffinati quali msnplus che, solo nel caso in cui il contatto tacchinato non abbia impostato uno stato di default, vi dice se lo stato è inattivo nel caso in cui sia online e non stia chattando. Olè.

  1. Sapere con chi l’oscuro oggetto sta chattando: molto molto difficile. Le variabili da considerare sono troppe ma si dà il caso puramente teorico  in cui abbiate tutti i contatti in comune e siate solo in tre online. Così è facile. Ma praticamente assurdo. Ehehe.
  2. Sapere se l’oscuro oggetto ha una tresca: su myspace e facebook è molto facile. Si dà il caso che se qualcuno ha una tresca inizi a dare segni di squilibrio mentale scrivendo frasi sdolcinate o peggio, strofe di canzoni. Se la frase in questione è accompagnata da punti esclamativi è molto probabile che la tresca vada “alla grande” e, al contrario,  non vada alla grande se le canzoni in questioni raccontano di treni in partenza e letti abbandonati oppure se essa è seguita da puntini sospensivi o è tratta da Zero degli Smashing Pumpkins.  In questo caso è molto probabile che qualcuno stia rosicando, come se dice a Roma.

Su msn in genere è la stessa cosa, ma si può avere qualche indizio in più se il/la tacchinato/a aggiunge alla propria frase qualche emoticon… Smile e cuori: tresca in corso; pipistrelli e nuvole in tempesta: rosicamento.

  1. sapere con chi l’oscuro oggetto ha la tresca: facile. Facilissimo. O quasi. Bisogna essere furbi. Il segno più evidente sono il numero di foto che appaiono sul profilo. Ma non solo le foto in cui l’oscuro oggetto e la tresca sono insieme. Bensì:

il numero di foto in cui l’oscuro oggetto viene ritratto anche da solo (vale nei casi di narcisismo più o meno latente): l’oscuro oggetto potrebbe voler attirare l’attenzione di qualcuno;

il numero di foto commentate sempre dalla stessa persona e il tono dei commenti (hihihihihih, che bello! Wowow! Baci… etc.): è molto probabile che l’oscuro oggetto abbia una tresca con quella persona;

il numero di foto che ritraggono insieme l’oscuro oggetto e qualcuno: evidente. Lampante. Sintomo di frequentazione fisica. Ma vi devo dire proprio tutto!

Il numero di commenti lasciati sulla pagina… Ma, attenzione. Non è indicativo, può esserlo ma non è un segno sicuro. L’oscuro oggetto e il qualcuno si sono scambiati il privatissimo indirizzo di msn e ovviamente si parlano lì (vedi sopra, frasi).

Ci sono dei casi molto pericolosi in cui lo stalker telematico può provare a rubare la password all’oscuro oggetto (si danno casi in cui ciò sia accaduto) e provare a farsi un giro nei suoi account (guardatevi dentro: è molto probabile che anche la password dell’oscuro oggetto sia la medesima per tutti gli account, come la vostra), in cui lo stalker telematico costringa i suoi amici ad aggiungere gli amici dell’oscuro oggetto solo per vederne la bacheca o le foto (nel caso di facebook e non di myspace dove i profili sono liberi). Nel primo caso mai entrare in msn. All’accesso dell’oscuro oggetto apparirà una finestrella informandolo che qualcuno ha effettuato l’accesso da un altro pc. Trallalero. Nel secondo caso, attenzione a chi chiedete il favore. Va bene l’amico/amica del cuore, mai chiederlo a chi in cambio potrebbe volere molto altro da voi.

Mai chiederlo a qualcuno che conosce l’oscuro oggetto. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio e si evitano un sacco di figure di merda.

P.s. il fenomeno dello stalking è molto serio, ed è l’anticamera della violenza sulle donne. Da quando la ministra Mara Carfagna ha proposto una legge sugli atti persecutori creando, nel miglior stile del suo Governo, un altro nemico pubblico, lo stalker, in qualunque salotto televisivo non si parla altro che di stalking. Va bene, ma…  La questione è molto seria, così com’è è molto serio il fatto che esistessero già nel codice penale i reati di molestie, molestie aggravate, telefoniche e maltrattamenti in famiglia e il suo Governo abbia dovuto uscirsene con il solito colpo di scena e contemporaneamente usare i soldi sottratti ai centri antiviolenza per abolire l’Ici.

Myspiace. Ossessioni, dichiarazioni, malintesi e figuracce nel mondo telematico.

E come scrisse Italo Calvino nel suo Perchè leggere i classici (1995, Mondadori, Milano): “Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire“.

E’ con enorme modestia (visto l’incipit) che ripropongo, in questa, sede un classico scaturito dalle mie riflessioni sul nostro quotidiano rapporto con il virtuale dal titolo “Sindrome di maispeis”.

Ovviamente il rapporto di ricerca completo può essere richiesto, come di consueto, all’indirizzo razorsisters@gmail.com.

Sindrome di Maispeis.

La parola “sindrome” è utilizzata in medicina per indicare un insieme di sintomi e segni clinici che possono essere segno di una o più malattie. Maispeis è il nome di una nuova malattia, una realtà dilagante con cui tutti dobbiamo fare i conti, che ne siamo colpiti direttamente o meno. E’ il nostro dovere di uomini e donne e di cittadini. Non c’è modo di dire una cosa simile in modo diverso, ce lo insegna la rudezza e la scioltezza con cui di solito i medici ci comunicano certe cose.

A differenza del medico però, il quale di norma non ritiene opportuno e necessario rispondere alle domande che gli rivolgiamo con interesse e dovizia di particolari, qui si prova a riferire e spiegare la sintomatologia correlata alla sindrome di Maispeis, la cui eziologia è tuttavia ancora da indagare (per questo ogni anno, approssimativamente nel mese di Luglio si attua una raccolta di fondi, tramite banchetti nelle principali piazze italiane e la vendita di router wireless e interamente devoluti alla ARMA, Associazione per la Ricerca sulla Maispeis Addiction ).

Il sintomo, si ricordi, indica un’alterazione della normale sensazione di sé e del proprio corpo in relazione ad uno stato patologico, riferito dal paziente.

Una lista dei primi 5 sintomi principali, la cui presenza e diagnosi indica un incipiente sviluppo della malattia:

Sintomo da Top Friends: è il primo segnale della sindrome. La sua comparsa risale ai primi accessi al network. Alcuni pazienti riferiscono un disagio provocato dall’ordinamento degli amici preferiti nella Top Friends. E’ necessario ancora indagare la correlazione esistente tra ordinamento degli amici e grado di frequentazione con gli stessi, il che apre scenari del tutto inaspettati sul rapporto tra vita su maispeis e vita reale.
Le indagini più impegnative riguardano tuttavia la percezione di sé che deriva dallo scoprirsi declassati o estromessi da una top friends. La correlazione tra estromissione da top friends e livello di autostima è una delle grandi sfide che gli scienziati si trovano a dover affrontare, e vincere, nei decenni a venire.

Sintomo da About me: la descrizione del sé dipende dalla percezione del sé. E’ questo il presupposto da cui gli scienziati partono dopo aver constatato la difficoltà con la quale i pazienti riferiscono la gestione della suddetta sezione. Si è scoperto che esiste molto spesso uno scarto tra percezione del sé e immagine che si desidera offrire e che ciò è direttamente correlato al numero di about me visionati e alla professione dei loro possessori (tra le professioni individuate: copywriter, scrittori in erba, gente di spirito, intellettuali di sinistra). Si rilevano casi in cui la sezione è occupata da una singola simbolica foto e si ricorda un singolo caso, oggetto di un’indagine approfondita (case study), in cui la foto ritraeva un rotolo di carta igienica.

Sintomo da On line now!: alcuni pazienti riferiscono una necessità impellente a disfarsi della icona che indica l’avvenuto accesso al network e quindi la propria presenza virtuale. Le indagini si muovono in questa direzione e sono mirate soprattutto a scoprirne le cause più profonde e maggiormente radicate nel subconscio. Le cause apparenti sono state indagate, la principale delle quali risale ad una presenza ininterrotta nel network e di conseguenza al superamento dell’ostacolo costituito da continui login. Il maggior rischio correlato a tale sintomo è la mancanza di reali opportunità di dialogo, il che implica la messa in discussione del principale scopo della presenza sul network (C’è da precisare la coincidenza di tale sintomo con una sindrome diversa, quella da msn, e precisamente il sintomo legato alla cosiddetta “invisibilità”): tenersi in contatto.

Sintomo da “portierato” (vedi post-precedente): è riferito da pazienti dei quali è stata ampiamente accertata la correlazione tra la tendenza ad occuparsi delle altrui faccende, per usare un gergo maggiormente comprensibile se non scientificamente corretto, e l’appartenenza di genere, la curiosità e l’intensità della relazione affettiva e/o amicale che lega il profilo “portierato” al proprio. I rischi maggiormente correlati alla presenza di tale sintomo riguardano principalmente lo sconfinamento oltre i sei gradi di separazione, il monopolio delle conversazioni a tavola e l’impossibilità quasi reale di poter riferire una succosa novità spesso indicata dallo sguardo sornione del commensale e dal suo: «Ho visto», vedo dunque so. Non ultimo il rischio del licenziamento in tronco.

Sintomo “giapponese”: la denominazione proviene dalla proverbiale presenza nella mano di ogni giapponese di una fotocamera digitale. La maggior parte dei pazienti ascoltati riferiscono una presenza costante nelle proprie borse e tasche di tali oggetti, e una tendenza compulsiva a farne maggiore uso, alla ricerca della pic perfetta. Un sintomo che ricade nella medesima categoria fa riferimento all’uso della fotocamera nella stanza da bagno. Lo scenario più probabile riguarda il grado di correlazione tra l’uso della fotocamera in un luogo normalmente deputato ad altri scopi e funzioni e la presunta originalità della foto.

Le cure sono ancora in fase di sperimentazione. Vista la pericolosità dell’automedicazione, che per la maggior parte dei casi consiste nel suicidio virtuale (quale il grado di simbolismo insito in questa pratica? Quali ricadute sulla vita reale? Sulle proprie capacità di autocontrollo e disciplina?) e che comporta comunque una comprovata percentuale di ricadute pari al 99%, il consiglio degli esperti è rivolto a coloro che individuassero almeno tre di questi sintomi e raccomanda caldamente di rivolgersi a stretto giro ad uno dei sempre più frequenti specialisti in new addictions o ad un esorcista.

Semplice.

Il Portierato Elettronico

Non è qualcosa che istallano all’entrata dei condomini di lusso.
Per Portierato Elettronico qui s’intende l’andare a frugare tra i cavoli altrui nei vari social network, blog e qualunque struttura web da cui si possano ottenere informazioni che non ci riguardano.

In fondo, cosa sono queste strutture se non un grande condominio virtuale in cui possiamo stare alla finestra a commentare la gente che passa? Si scoprono cose turche, come ad esempio che il nuovo ragazzo di tua cugina fa karate con uno che stava in classe con te al liceo.

Si possono trarre conclusioni a prova di dubbio, ad esempio: se il tipo con cui esci e la sua ex non accedono a MySpace dallo stesso esatto giorno è ovvio che sono in vacanza insieme, quindi lui ti ha mentito e quando torna è il caso di piantare una grana epocale, fidati. Per non parlare della classifica degli amici… metti che all’aperitivo di venerdì hai visto X, che esce con Y, chiacchierare un po’ troppo con Z che guarda caso è amica di Y. Se lunedì noti che Y ha tolto sia X che Z dai top friends, stai sicura che è scoppiato il casino.

Perez
Nella foto: Perez Hilton, Queen of All Media,
padre spirituale di ogni portinaia

Intervallo telenovelas
Il Portierato Elettronico può causare effetti collaterali anche gravi, come dimostra la seguente storiella, accaduta già da qualche anno.
I protagonisti sono Amica A (io), Amica B, Amica C e Lo Stronzo. Tutti i personaggi risiedono in Braziu, esclusa Amica A che ha lasciato i tropici per smanettare sul computer nella nostra ridente Comunità Europea.

Colta da saudade, Amica A legge il blog di Amica B, che scrive bene e ama raccontare le sue (dis)avventure amorose. Stavolta Amica B parla della sua nuova fiamma, con cui esce sporadica ma ormai regolarmente. Dà a intendere di averci fatto un po’ di tutto e ora è triste perché lui è sparito nel nulla. Traccia quindi un divertente identikit dello scomparso, descrivendolo minuziosamente: nome di battesimo, iniziale del cognome, capelli biondi e occhi azzurri perché di origine tedesca, ha tatuato sul braccio una specie di clown malefico.
Amica A, che dista dalla scena almeno 13 ore di volo senza contare gli scali, si sente un attimo mancare: la descrizione corrisponde per filo e per segno al fidanzato – da 8 anni, con anello al dito – della sua carissima Amica C!
Cosa fare? Cosa non fare? Nulla, se non fosse che Amica C sta per sposarlo, Lo Stronzo.
Poche settimane dopo Amica A va in Braziu a trovare i suoi, e parla. Ci sono delle conferme (Amica B è tutt’altro che l’unica scappatella). Scoppia il casino. L’anello va a farsi benedire.
Amica A non se ne pente perché alla fine Amica B si è fatta un po’ più furba, Amica C è rinata come donna indipendente e Lo Stronzo continua a credere che il suo solo errore sia stato farsi beccare.

Tornando a noi
È vero che il Portierato Elettronico può essere irresistibile, soprattutto quando ci piace qualcuno, ma la patologia è dietro l’angolo. Nervi saldi e autocontrollo sono fondamentali per non lasciarsi trascinare in un vortice di paranoie campate in aria, anche più delle paranoie normali. Praticarlo senza che prenda il sopravvento, ecco il segreto: roba per vere dure, insomma.