Supersize vs. superskinny

Sir Philip Green è il proprietario di Topshop – OMG!  – (scusate, ma non è fisicamente possibile scrivere il nome del megastore ingelse senza farlo seguire da quella sigla) e del marchio di taglie grandi Evans.

Per il primo, Green conta su una collezione disegnata da Kate Moss. Ecco uno degli abitini:

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Per il secondo, arriva il 9 luglio quella firmata Beth Ditto. Ecco uno degli abitoni:

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Riuscirà l’ugola d’oro dei Gossip a suscitare invidia nelle pelle-e-ossa che non potranno indossare i suoi vestiti? Ai posteri l’ardua sentenza.

Date un’occhiata su: Beth Ditto Evans.

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5 ritorni di cui avere timore nel 2009

ugg-boots1E’ di nuovo quel periodo dell’anno in cui si scatenano le classifiche. Noi ci sguazziamo. Ecco la prima top 5:

1. Gli stivali australiani UGG

2. Gli anni ‘90

3. Cocooning (… whatever)

4. La reunion dei the Darkness

5. Un altro film di Muccino

Il Rasoio ha detto NO

Tenete questa roba lontana da noi.

Bush?

Al Qaeda?

Berlusconi?

Veltroni?

I cinesi?

Scientology?

No, la vera catastrofe che segna l’inizio della fine dei tempi è l’enorme, planetario e inspiegabile successo delle orride ciabatte Crocs, iniziato l’anno scorso come un’epidemia. Sono comode, è vero. Sembra di non averle ai piedi e in tutta sincerità sarebbe molto meglio non averle proprio. La comodità non basta. Per compensare l’infinita bruttezza di questi arnesi, dovrebbero essere più che comode, dovrebbero farti le pulizie, il caffé, minacciare i tuoi nemici, farti la messa in piega e il linfodrenaggio. Ecco, così forse il loro successo sarebbe giustificato.

Invece sono lì a dimostrare che centinaia di miliardi di mosche non possono avere torto.

crocs