La perdita delle illusioni

Tempo fa Homera si era occupata di farci riflettere a proposito di quando si può dire iniziata una storia, di quali sono gli elementi che ci fanno capire quando si esce dalla fase del ci frequentiamo e si entra nella fase del stiamo insieme… ma quanto tempo ci vuole per ciò che io definisco la perdita delle illusioni?

Parto con una premessa. Non è interessante vedere come funziona quando le cose vanno bene: è un luogo comune ormai domandarsi cosa succede quando la favola finisce e si avviano i titoli di coda. Ci hanno provato anche con la storia d’amore più intensa degli ultimi anni, quella fra Carrie e Mister big. È inutile dire che quanti di noi erano fan della prima ora ci sono rimasti malissimo… E’ tutto più scialbo e noioso, Carrie avvolta in maglioncini di cachemire e Samantha monogama. Mi si risponde è la vita. Si, ok. Ma che bisogno ho io di vederla al cinema?

Tutto ciò dipende dalla nostra educazione di bambini occidentali: tutti i libri di favole si interrompono sul “e vissero felici e contenti” e noi cresciamo a base di sogni e non di quotidianità. Ma anche per i bambini arriva il momento della perdita delle illusioni: il momento in cui ci si accorge che Babbo Natale è il nonno travestito (che avete capito, travestito da Babbo Natale), il momento in cui scopriamo che Arnold non è un “vero” bambino e la dolce e saggia Kimberly è morta per abuso di sesso alcool e droghe.

Ma quando arriva per noi bambini cresciuti il momento della perdita delle illusioni? Non credo coincida con il momento in cui si va in bagno con la porta aperta e ci si scaccola in piena libertà. Anche l’intimità può essere fantastica e, diciamocelo senza troppi fronzoli, è quello a cui si punta quando ci piace veramente qualcuno. Nessuno si accontenterebbe di infiniti cinema e appuntamenti fuori casa. Quello che si vuole è poter dire: ho preso possesso della sua vita e dei suoi spazi, quel che è suo è mio, perché lui/lei è mio (ovviamente la storia delle caccole dipende un po’ da che tipi si è, io sono un tipo caccola, molte mie amiche lo trovano repellente e poco lungimirante. Ma io sono una persona fin troppo spontanea).

By the way, credo che ci sia qualcosa di molto più sottile ed inquietante che andare in bagno a porta aperta: è la perdita delle illusioni.

Dei significati prevalenti della parola illusione questo è quello che ho in mente: rappresentazione ingannevole della mente che immagina o interpreta la realtà secondo le proprie aspettative e speranze”. Ci aspettiamo la favola ma sbattiamo a muso duro contro la realtà.

E’ quando ci accorgiamo che la creatura mitica la cui immagine era frutto del nostro amore e della nostra innocenza è diventata reale. Le sue battute di spirito diventano noiose e ripetitive, il suo modo di bere il latte e di mangiare a dismisura quando è annoiato ci urtano, i suoi amici simpatici e originali perché irradiati della sua simpatia ed originalità sono così banali che ci fanno venire l’orticaria.

E così è come ci vedono gli altri. Non c’è soluzione, ma sono in un momento pessimista della mia vita. E secondo voi? C’è un modo per far perdurare l’illusione oltre ad una sana canna di erba calabrese?