E’ facile smettere di fumare se… Chiudi Vogue.

Sto cercando di smettere di fumare. Quindi qualunque cosa o situazione per me è fonte di riflessioni sul fumo. Anche il gossip, anche la moda. Vedo tutto attraverso un filtro, ormai annerito da 17 anni di fumo. Quindi ho spulciato in giro. Sono capitata sulle pagine di Vogue.it sulle quali non si dice effettivamente nulla di troppo originale. Si parla di celebrities che smettono di fumare e “non tanto per i rischi che corre la salute, quanto paradossalmente per i danni che il fumo provoca alla bellezza, il cui tramonto viene combattuto, scongiurato e ritardato in ogni modo possibile”. Quindi sarebbe la Vanità a spingere verso l’abbandono della “paglia”: rughe, denti e unghie giallastre, capelli opachi, colorito spento, couperose, cellulite. Sono alcuni degli (anti) estetici effetti collaterali del fumo. Pare che Kate Moss, si legge ancora su Vogue, abbia recentemente dichiarato di volersi affrancare dalla schiavitù delle sigarette e qualche malalingua sostiene che voglia smettere di fumare proprio per contrastare l’antiestetica “buccia d’arancia”.

Certo Vogue, siamo d’accordo. Peccato però che prima di annunciare di voler bandire la sigaretta dai vostri shooting (solo da qualche mese!) abbiate forgiato schiere di ex teenager degli anni ’90 con foto così:

Kate Moss, Ellen von Unwerth, Vogue Italia, Aprile 1992

Linda Evangelista, Steven Meisel, Vogue Italia, Giugno 1990

Juliette Lewis, Ellen Von Unwert, 1994

Carla Bruni, Javier Vallhonrat, Vogue Italia, 1996.

E stranamente, dopo lo scioccante annuncio:

Carine Roitfeld, 2011.

Continuate a proporre foto così:

Kate Moss, Mario Testino, Vogue Brazil, 2011

E così:

Alla Kostromichova, Vogue Russia, Ottobre 2011

Tutto sommato sarebbe opportuno che le belle e fighe non apparissero più con la sigaretta in mano e non perché ce ne freghi nulla della loro cellulite (tanto è molto raro riuscire ad avvistarla) ma perché quando ero ragazzina ho iniziato forse a fumare perché facevo parte di quella ampia schiera per cui la figaggine consisteva nel chiudersi in bagno a fumare con la più bella della scuola, piuttosto che somigliare ad una suora laica di Comunione e liberazione:

Vi prego cambiate testimonials

Una Campagna realistica forse dovrebbe tenere conto del fatto che l’aspetto fisico, per i ragazzi,conta.

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Oggi sposi, domani chissà. Ma intanto…

Secondo l’ISTAT in Italia non si sposa quasi più nessuno: dal 1970 a oggi nel nostro Paese il numero delle celebrazioni si è ridotto della metà. A questo fenomeno si aggiunge l’esorbitante numero di separazioni e divorzi che si consumano ogni anno: quattro matrimoni su dieci finiscono in tribunale. Facile riprendere il famoso titolo di un film: quattro matrimoni … E un tribunale.

Il matrimonio è un gioco da ragazze

I motivi? Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell’Associazione avvocati matrimonialisti italiani afferma che la crisi economica che ci attanaglia  è assolutamente disincentivante per i più giovani a fare il grande passo. Affittare o acquistare un immobile è diventato un lusso proibitivo, soprattutto nelle regioni centro-settentrionali. E la disoccupazione giovanile, specie quella femminile, «non consente progetti così importanti» (Il Giornale, qui).

Eppure altre fonti e una semplice osservazione della realtà circostante ci dicono che, paradossalmente, sul matrimonio c’è sempre più attenzione. Il mese scorso Velvet, il mensile femminile de La Repubblica ha dedicato un intero articolo al matrimonio rilevando come si stia sempre più diffondendo la febbre da matrimonio, soprattutto il “buon matrimonio”, come dicevano le zie zitelle delle nostre mamme commentando i matrimoni altrui: insomma il matrimonio con il buon partito, il matrimonio d’interesse.

Un po’ ce ne eravamo accorti che il matrimonio andasse di moda: Enzo Miccio ci allieta con le sue composizioni di piselli odorosi in Wedding Planner espressione che dà il nome al programma di Discovery Real time sui professionisti nell’organizzare nozze indimenticabili e professione che potrebbe riabilitare tutti i laureati (disoccupati) in sociologia e scienze della comunicazione. Intimissimi ha lanciato di recente la Wedding Collection e, se un marchio di lingerie decisamente di fascia media si lancia in una operazione del genere, evidentemente il mercato è ancora più che ampio. Anche Max Mara (cosa alla quale aveva già pensato mia sorella, scegliendo un vestito Max Mara per il suo matrimonio) ha lanciato la collezione sposa. Probabilmente l’effetto Kate-William si farà sentire, ancor più se coniugato alla tendenza che vede in risalita il matrimonio di interesse.

Si commenta da sola

E’ vero che molte star, anche abbastanza recidive, se non dotate di un’immagine poco convenzionale, stanno per convolare a giuste nozze: la prima in ordine di importanza direi che è la Kate, l’unica Kate a Londra, come recitava un manifesto circolante nei giorni del matrimonio reale. Kate Moss si sposerà il 2 luglio prossimo con Jamie Hince, chitarrista dei The Kills. Aspettiamo frementi di vedere l’abito indossato da Kate, e scommetto che lo faranno anche quelli che non hanno il coraggio di ammetterlo.

Stanno per sposarsi anche Petra Nemcova, un’altra top (e con un altro Jamie (Belman), Naomi Campbell e Vladislav Doronin. Per restare in Russia sono previste nozze per Anna Abramovich e Nicolai Lazarev (in un’intima cerimonia a St. Barth che costerà pare 8.000.000 di dollari). Per non parlare poi del prossimo matrimonio reale, quello tra Alberto di Monaco e Charlene Wittstock (che speriamo francamente vada meglio di quello delle sorelle e anche del padre, ahi noi).

Fatto sta che tutto questo parlare di matrimonio mi ha messo una strana sensazione addosso (oh oh) e ho fatto un giro in rete per cercare di trovare qualche idea che possa incontrare gusti meno regali, per così dire, e più reali.

Mi sono indirizzata sullo stile vintage-rock and roll e ho trovato un sito molto carino dal quale si possono prendere vari spunti. Si chiama rocknrollbride e si trova qui.

Foto scattata a Londra lo scorso Aprile (Courtesy of me medesima)

Per il momento, nell’attesa, continuo a bearmi di avere avuto un’idea (molto tempo fa) che ho ritrovato in una guida al nuovo matrimonio compilata qualche tempo fa su VF: perché spendere tanto per un servizio fotografico in cui il fotografo di paese vi farà arrivare tardi al banchetto e rischiare di rotolare sugli scogli o farsi pungere da un’ape (cose realmente successe)? Dotate i vostri amici di macchinette usa e getta e avrete un servizio particolarmente accurato e da punti di vista decisamente diversi. Per ora rinuncio, almeno in teoria, alla idea trash e balorda di usare delle spillette con la faccia della coppia (chi, dove, quando?) come bomboniere…

 

Supersize vs. superskinny

Sir Philip Green è il proprietario di Topshop – OMG!  – (scusate, ma non è fisicamente possibile scrivere il nome del megastore ingelse senza farlo seguire da quella sigla) e del marchio di taglie grandi Evans.

Per il primo, Green conta su una collezione disegnata da Kate Moss. Ecco uno degli abitini:

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Per il secondo, arriva il 9 luglio quella firmata Beth Ditto. Ecco uno degli abitoni:

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Riuscirà l’ugola d’oro dei Gossip a suscitare invidia nelle pelle-e-ossa che non potranno indossare i suoi vestiti? Ai posteri l’ardua sentenza.

Date un’occhiata su: Beth Ditto Evans.

Consigli per gli acquisti

Vi sarà sicuramente capitato di vedere questo spot qui sopra, in cui l’attore americano Matthew McConaughey fa il testimonial per una marca di profumo very glamour – benché di mass market.

Molte ragazze lo ricorderanno come lo spot durante il quale hanno abbandonato qualunque cosa stessero facendo per dedicarsi unicamente a sbavare. Il profumo però è maschile. Teoricamente lo spot è rivolto agli uomini.

Ora, quando noi donne vediamo uno spot con Kate Moss o Gisele Bündchen o Natalia Vodianova – insomma il meglio del DNA umano – tendenzialmente desideriamo essere come loro e quindi desideriamo il prodotto che stanno pubblicizzando. Quando vediamo McConaughey desideriamo lui.

Voglio capire due cose:

Cosa prova il target dello spot – cioè un uomo – davanti a quei trenta secondi di ficaggine ostentata?

Quale spot, quale modella o attrice – parlo di qualcosa che possa andare in onda in prima serata, non a tarda notte – provoca negli uomini l’effetto “mollo tutto e sbavo”?

Intanto godetevi Matthew.