Hello Kitty bang bang

Ecco la quadratura del cerchio: Hello Kitty incontra le armi da fuoco. Orrore al quadrato. La pistola – vera – con la famosa gattina è una delle tante creazioni customizzate in vendita su un sito americano (sebbene ora non sia più in produzione). L’Hello Kitty Gun non è autorizzata dalla Sanrio che è licenziataria del marchio ma fà parte di una nuova tendenza, quella di rendere girlie le armi da fuoco per attirare il target femminile. Se ne parla più approfonditamente in questo recente articolo del Dailymail. Sembra infatti che negli Stati Uniti, nonostante le battaglie delle associazioni contro le armi, l’83% in più di donne abbia acquistato una pistola per difesa personale. Morireste più contenti se vi sparassero con questo “gioiellino”?

Hello Kitty non è nuova agli abbinamenti scioccanti. La sua popolarità è tale che la si trova, ahinoi, davvero dappertutto. Per esempio, per quanto brutto come il peggiore dei vostri incubi, questo vestito da sposa potrebbe ancora avere un senso.

Ma nell’Hello Kitty burqa che senso possiamo trovare?

(via Hello Kitty Hell)

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cani e gatti

Mica quelli normali, no. Solo ed esclusivamente eccezionali.

Come Stump, l’esemplare di razza Essex Spaniel che ha vinto il titolo di cane più bello d’America 2009. Le selezioni si sono tenute presso il Best in Show, una storica mostra canina al Madison Square Garden di New York.

Stump il bellissimo

Stump il bellissimo

O come Hello Kitty, la gattina più ossessionante e trasversale del pianeta, a marzo anche sotto forma di make-up per i tipi della M.A.C.

A proposito, come mai Hello Kitty non ha una bocca? Perché parla con il cuore, assicurano alla Sanrio, l’azienda giapponese che l’ha creata 34 anni fa.

Hello Kitty l'ineffabile

Hello Kitty l'ineffabile

Il gelato di Hello Kitty

Il noto fenomeno ribattezzato “bamboccismo” era noto già da tempo alla comunità internazionale con il termine kidult un azzeccato neologismo frutto dell’incrocio evidente tra due parole: kid e adult. Il termine sta ad indicare la tendenza tutta contemporanea di una massa enorme di trentenni che per evidenti motivi psico-sociologici, che non staremo qui ad indagare (chi ne ha voglia?), si comportano come tredicenni. I ragazzi si attaccano alla playstation, fanno giochi di ruolo, fanno collezione di fumetti, impazziscono per i Simpson e indossano magliette con il simbolo di Superman. A volte si comportano da idioti brufolosi e non pagano la cena, come se non gli bastasse la paghetta dell’agenzia pubblicitaria di turno. Ma tant’è. Le ragazze… Le ragazze comprano costosissimi cosmetici in edizione limitata con l’effige della Barbie sulla scatoletta, si vestono come Avril Lavigne e fanno sempre gli stessi errori.

E poi, e poi c’è Hello Kitty. Il preoccupante e dilagante fenomeno nipponico a cui schiere di trentenni tutte martini, sesso e carriera non riescono a resistere. Ed Hello Kitty dilaga.

Devo ammetterlo: posseggo il righello di Hello Kitty, i trasferelli di Hello Kitty (sul cellulare, sul casco, sul motorino), l’astuccio metallico di Hello Kitty, la pochette porta-trucchi di Hello Kitty. Alla quale mi sono saggiamente fermata.

Ma è Hello Kitty a non fermarsi: esiste la Fender Stratocaster di Hello Kitty, lo scooter di Hello Kitty, la Smart di Hello Kitty, e una miriade di oggetti che la vostra mente mai avrebbe immaginato, come questo. Io rimango impalata davanti allo shop di Hello Kitty in via Appia per svariati minuti, in contemplazione del tostapane di Hello Kitty e dell’asciugacapelli di Hello Kitty.

E’ con immensa gioia che oggi ho scoperto la prossima commercializzazione del gelato di Hello Kitty. Seppure in periodo di diete e lotta alla cellulite persistente sono convinta che lo stecco di Hello Kitty sarà il vero fenomeno estivo, l’accessorio più trendy di stagione, in mano a tutte le tardo(ne) adolescenti in età da marito che lo scipperanno di mano alle loro nipotine undicenni dalle quali non si differenziano poi molto tranne che per il fatto che le più argute vi leggeranno anche un vago riferimento fallico nell’impugnatura.