Riot girrrls on wheels!

Nell’arena di una palestra di Manhattam l’atmosfera è rovente. La musica di Iggy Pop suona forte. Sta per iniziare una partita di Roller Derby: cattive ragazze su pattini a quattro ruote, rigorosamente no rollerblades, vestite con uniformi che strizzano l’occhio al vintage, ricoperte di tatuaggi e calze a rete stanno per sfidarsi in una gara di velocità e resistenza tutta al femminile. E’ questo sport esclusivamente femminile il nuovo hype americano. Questa sera giocano le nerovestite Queens of Pain contro le marinarette Brooklyn Bombshells. Sono due delle squadre della Gotham Girls Roller Derby League di New York. Le altre squadre si chiamano Bronx Gridlock, Manhattam Mayhem e Wall St. Traitors. Cominciate a capire lo spirito? Sugli spalti il pubblico è tra i più variegati: giovani uomini attratti dalle ragazze tutta grinta, amici e parenti pronti a sventolare cartelli casalinghi, cacciatori di mode, semplici amanti dello sport, curiosi e anche bambine che hanno già scelto la loro role-model. E non si tratta di Barbie. Un occhio al sito e si legge che: “la Gotham Girls Roller Derby, fondata nel 2003 e attiva dal 2004, è la lega di Roller Derby femminile, completamente autogestita della città di New York. La Lega è formata da donne forti, diverse e indipendenti che provengono dalla città più grande e cattiva del mondo.” Sembra un film di Quentin Tarantino, se non fosse che qui nulla è immaginato da uomini. Nato intorno al 1920 e poi immortalato con un certo successo (ma anche una certa libertà) nello sci-fi anni ’70 Rollerball, il Derby su pattini da allora è ridisceso velocemente nell’underground. Fino ai giorni nostri, quando un manipolo di riot girrrl l’ha fatto rinascere cavalcando l’onda del post-femminismo. Ma ritorniamo nell’arena: le regole del gioco sono poche ma ferree e, nonostante questo, non mancano i colpi bassi. Su una pista ovale le due squadre giocano a sorpassarsi. Le manches sono flash di adrenalina, la velocità fa perdere facilmente l’equilibrio in curva, i gomiti si alzano, le spalle si scontrano. Tutto intorno si anima un circo colorato. Al lato della pista gli arbitri, unici maschi, in casacca a strisce nere e bianche, gli occhiali da nerd e carpe colorate sugli avambracci, fischiano le infrazioni.  In fondo alla palestra ecco le Jeerleaders, versione mutante delle cheerleaders. Sostengono la squadra con balletti ammiccanti, vestiti esuberanti rubati al burlesque e fisici per niente tonici. Ma le roller girls sono tipe serie: arrivano ad allenarsi anche dodici ore a settimana e ci tengono a prendere le distanze dal baraccone del wrestling. Scegliere il Roller Derby vuol dire giocare con se stesse e con i ruoli. Prendere un nick, fare parte di una gang e diventare una guerriera. Mettersi alla prova continuamente. Non c’è una tipologia di pattinatrice e ogni diversità è accolta nello stesso modo disinvolto e ironico. Questa scena è stata raccontata da Drew Barrymore nel suo primo film da regista, Whip It!, la storia di una reginetta di bellezza controvoglia (Ellen Page) che trova una nuova e inedita dimensione nella sorellanza sui pattini. La rivoluzione arriva correndo!

Annunci