I disoccupati hanno i super poteri

Prepariamoci: il 2011 è l’anno del ritorno in massa (sugli schermi cinematografici) dei supereroi. Nei prossimi mesi vedremo (o rivedremo) una serie abbastanza nutrita di cinecomic (film tratti dai classici comic della Marvel o della DC): ad aprire le danze della comic-mania saranno due outsider, ovvero The Green Hornet (28 gennaio 2011) e Kick-Ass (25 febbraio). Il 29 aprile debutterà il divino Thor (di casa Marvel), l’arrogante figlio di Odino. Per assistere alle prodezze del suo collega vendicatore a stelle e strisce Capitan America, invece, bisognerà attendere il luglio 2012, mentre dall’Universo DC il primo a debuttare sarà Green Lantern (17 giugno 2011).

Il disoccupato

Tutto questo testosterone e questo tripudio di super poteri mi hanno spinta ad indagare sulla nascita della figura del supereroe nella cultura popolare (occidentale).

Pare, indagando un po’, che i primi supereroi si conformassero largamente al modello di personaggio dominante nella produzione cartacea dell’America popolare nella prima metà del XX secolo. Quindi, il tipico supereroe era bianco, di ceto medio-alto, eterosessuale, professionista, di giovane o media età.

Inoltre, una caratteristica sempre comune a quasi tutti i supereroi è la doppia identità  cosa che “ha fatto parlare gli studiosi di “schizofrenia”, e in ogni caso rappresenta una tensione tra la natura umana e quella ultraumana del personaggio” (per qualche notizia in più leggere qui:  Supereroi).

 

Wonder Mother

È a questo punto che non può che sorgere spontaneo  il legittimo dubbio che il miglior interprete delle caratteristiche dell’uomo medio dei nostri tempi e soprattutto colui che rappresenta meglio le tensioni della nostra attuale schizofrenia di “essere umani che però devono sovra umanamente arrivare a fine mese senza lavoro” sia il nuovo eroe protagonista di The adventures of unemployed man con tutta la sua splendida cricca di amici e nemici.

Il suo nome è Ultimatum, l’uomo comune che perde il posto e si trasforma in Unemployed: il disoccupato. Insieme a lui si muovono sulla scena Wonder Mother, ovviamente madre sola che fatica a mantenersi e, questa sì una figura davvero rivoluzionaria (e se hanno problemi negli States …) Master, il laureato troppo qualificato per qualsiasi lavoro.

Master of Degrees

I malvagi, ovviamente, sono il Debito tossico, il Broker, la temibile Risorsa Umana e Outsourcerer che fa sparire il tuo lavoro delocalizzandolo.

Chissà se ne faranno mai un film. Ma sono sicura che se il film fosse italiano ora come ora Marchionne sarebbe uno dei temibili protagonisti principali.

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Santa Luxuria ha fatto il miracolo

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Era autunno e questa Razor impegnava le sue serate in rutilanti maratone televisive per assistere allo spettacolo d’arte varia dell’Isola dei Famosi. Ivi regnava incontrastata Vladimir Luxuria, intenta a trasformarsi da trans più famosa d’Italia in icona di saggezza femminile, passando dalla svolta obbligata della delazione pettegola sulla presunta relazione tra le chiappe di Belen Rodriguez e i bicipiti di Rossano Rubicondi.
Nel disinteresse di chi scrive, l’Italia di interrogava su quanto questa partecipazione avrebbe potuto aiutare la causa dell’integrazione. A distanza di mesi, la situazione è quella che segue.

Napoli: si chiama Ketty (diminutivo universale di Concetta per i nati a nord dei Campi Flegrei, ndr.), è una trans e faceva la prostituta nei ritagli di tempo. Sì, perché la sua principale occupazione in realtà era fare il boss della Camorra. Arrestata a febbraio,  sarà il primo caso di transessuale non violentato in carcere. Franca Leosini con la bava alla bocca piantona l’ingresso della prigione.

Milano: Nostra Signora delle anoressiche, l’accozzaglia di parti di corpo senza senso secondo la classifica Blackwell 2008, Victoria Beckham dichiara a Vanity Fair che nel suo corpo cela un uomo gay. Che, per sopravvivere in tali ristrettezze, si sospetta sia il fantasmino Casper.

Stati Uniti: Batman (momentaneamente, si spera) muore, al suo posto arriva Batwoman. Ricca, rossa e lesbica.

Che poi il bollettino degli stupri sui quotidiani italiani si aggiorni con la stessa frequenza con cui si aggiorna l’oroscopo è un’altra storia. E, purtroppo, verrà raccontata un’altra volta.