Non solo ciabatte

Anzi infradito con pedigree quelle che Havaianas (gran bel sito, tra l’altro) ha commissionato ad una manciata di stilisti e celebrities varie, da Manolo Blahnik a Noemi Campbell (infradito col tacco, mah!), da Jade Jagger a Paul Smith. Coloratissime e sfiziose, le ciabattine fescion sono state vendute sul web e il ricavato devoluto in beneficenza.

Il Rasoio ha detto sì

Ci piace. Approviamo. Servizi, beni di consumo, idee e persone che meritano il bollino Razor.

Ancora fashion du Braziu. Perfetti per curare rasoiate, i cerottini streetwear dello stilista Alexandre Herchcovitch sono deliziosi, sembrano quasi degli skateboard. Il dettaglio ironico è che, da pochissimo, il designer è rimasto fregato nell’affare di vendita del proprio marchio a una fantomatica holding che non l’ha mai pagato.

Per riprendersi dalla botta economica ha iniziato a disegnare un po’ di tutto, dalle agende scolastiche a questi cerotti (che probabilmente applicherà sull’autostima).

Razorflash – Mi è venuta una Kurkova

Di recente sono apparse sui giornali le “scioccanti” immagini della supermodella Karolina Kurkova in passerella con 3/4 chili fuori programma che si esprimevano sotto forma di rotolini e cuscinetti. Le immagini provenivano dalla São Paulo Fashion Week, la settimana della moda che si tiene nella metropoli brasiliana.

Per caso questa Razor era lì, imbucata con un’amica che ci stava lavorando e ha appreso che dopo le sfilate i brasiliani hanno incorporato la modella ceca allo slang. Avere una kurkova significa avere un po’ di panzetta.

Cattiverie? Sì. Gli standard estetici della moda sono assurdi? Verissimo.

Però visto che a noi donne “normali” non danno una barca e mezza di soldi solo per essere fighe, una come Karolina, che diventare ricca usa solo il DNA, potrebbe anche seguire l’esempio di Razor Simona e avere cura del proprio fondoschiena.

Per il resto, la sfilata che ho potuto vedere davvero da vicino è stata questa, della griffe brazilienji Carlota Joakina.

Modelle minorenni e magre davvero, qualche vestito caruccio e delle scarpine interessanti.

Carlota Joakina

Non è un paese per single – 1

carnaval lonely

Comitiva di single in Brasile         Donna single in Italia

Premessa:

questa Sister che vi scrive è di nazionalità italiana. In questo paese è nata, vota e paga le tasse. Dai 13 ai 26 anni, però, ha vissuto da tutt’altra parte, in Brasile. Estremo sud del Brasile, per motivi familiari vari. La fase dai 13 ai 26 è proprio quella di formazione sentimentale. Tutta quella parte del suo essere è venuta su decisamente oge-ge oge-ge.

Quando si tratta di relazioni non tutto il mondo è paese.

In Brasile, lo scopo dell’esistenza di tutti, ricchi o poveri, belli o brutti, è divertirsi il più possibile. Stare in coppia non è divertente. Vai a letto con una sola persona (o almeno dovresti), ti devi giustificare continuamente, devi dare spiegazioni e i tuoi programmi per il weekend non variano molto. La pubblicità, i sogni di consumo, gli svaghi in generale sono rivolti al pubblico che folleggia e va in giro.

In Italia, osservandovi da italiena, noto che la cultura delle relazioni è centrata sul romanticismo e, prima o poi, sulla costruzione di una famiglia. Somebody to love. Qualcuno che ti tenga per mano e ti mandi sms con le frasi dei cioccolatini. Si esce in coppia, si viaggia in coppia, ci si diverte in coppia. La pubblicità, i sogni di consumo, gli svaghi in generale sono rivolti al pubblico che ha trovato una dolce metà.

Indi:

Italia = ti diverti di più in coppia, essere single è triste

Brasile = ti diverti di più da single, essere in coppia è noioso

Indi:

l’approccio ai rapporti uomo-donna è completamente diverso. Di conseguenza lo sono anche gli incontri e appuntamenti vari.

— Nella prossima puntata, i dubbi e perplessità di quando ero appena rientrata nel Bel Paese.