E dopo il Berlusconi operaio: ecco a voi il Berlusconi Don Draper.

Cosa accomuna il nuovo sogno erotico di milioni di donne del mondo occidentale e il nostro Primo Ministro? Di certo la pubblicità. Don Draper è il Direttore Creativo della più importante agenzia pubblicitaria newyorkese all’inizio degli anni ’60, la Sterling & Cooper, un posto immaginario dove ci insegnano come e dove sono nati tutti i nostri bisogni indotti.

Silvio Berlusconi è, a parte quello che sappiamo, il padre della Tv Commerciale degli anni ’80, con la quale siamo realmente cresciuti , fino ad indurre questo Paese a credere che materassi e una nuova coscienza politica fossero entrambi una questione di marketing.

Ma, siamo liete di annunciare, le similitudini non finiscono qui.

Per essere degli  efficaci cloni di Don Draper dovete essere bugiardi. In tutti i sensi, soprattutto sul lavoro dove è chiara la vostra abilità nel traghettare mellifluamente le opinioni avverse dalla vostra parte, con qualunque mezzo.

Il Don Draper è il top nel suo campo perché è tutta la vita che racconta balle tanto che recitare una “parte” è ormai “parte” di sé.  È questo il motivo per cui lavora nella pubblicità con ottimi risultati: pubblicizza sé stesso in fondo …

È fondamentale mentire con tutti, soprattutto con vostra moglie. Don ha dalla sua che vive negli anni ’60, ma è difficile che una moglie sopporti le scappatelle a lungo. Soprattutto se diventa un passatempo continuo o peggio, una dichiarata patologia.

Non vi ricorda qualcuno?

Se ancora avete qualche dubbio è lo stesso Don Draper a togliervelo, dopo aver visto (cliccare sul titolo —>) La guida di Don Draper per rimorchiare le donne:

Qui la traduzione (anche in immagini) dei saggi consigli di Don:

Step 1:
Se sei in dubbio, rimani assolutamente in silenzio.


Step 2:
Quando ti fanno domande sul passato fornisci risposte vaghe e con una libera interpretazione.

Step 3:
Abbi un nome favoloso!


Step 4:
Dimostrati fantastico con qualsiasi look, dì le cose giuste, profuma, bacia bene, muoviti con confidenza, abbi successo nel lavoro … Sparisci per lunghi periodi … Menti a tutti, su tutto.


Sii il Berlusconi Don Draper!

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Sex and the elections

Marco Travaglio, durante la puntata di ieri sera ad Anno Zero, ci ha ricordato le escursioni notturne di Silvio Berlusconi in discoteca. Scapagnini, medico personale del premier, che lo definisce “tecnicamente immortale”, ed afferma che la sua “vera” età è di 55 anni, deve averne altresì alterato la percezione psicofisica, visto che Silvio, come riporta Travaglio, proclama: “dormo tre ore e poi ho ancora molta energia per fare l’amore per altre tre ore”. Se da noi il sesso e la politica hanno il gusto dello sberleffo pubblico e mentre l’Italia scende in piazza il premier se ne va in discoteca, negli Stati Uniti dove sono molto più furbi continuano a giovarsi della famosa formula “sex Sells” o meglio “Sex is a merchandiser’s best friend”. Da quando la politica, in tempi di comunicazione di massa, è diventata un supermercato elettorale non ci si stupisce di alcune simpatiche trovate in vista delle Presidenziali Usa nel novembre prossimo.

Trovata n. 1: i preservativi di Barack Obama e John McCain. Li trovate sugli appositi siti http://www.obamacondoms.com/ e http://www.mccaincondoms.com/; felice di avervi fornito un utile suggerimento vi invito a leggere gli slogan, esilaranti.

Trovata n. 2: il movimento “Boobs for Barack”: con queste suffragette, di sicuro Obama avrà qualche chance in più! Simpatiche foto di tette elettorali su http://boobsforbarack.com/

Trovata n. 3: Una pornostar per Barack Obama: tra le innumerevoli star del cinema, anche quelle del “film muto” (http://www.terapatrick.com/).

Perché le tettone e le pornostar tengano per Barack è presto detto: un presidente giovane, intellettuale e di colore!

Razor post (elettorale)

Ed eccoci qui, nel fatidico day after. Inutile piangere sul latte versato (meglio piangere sulla sparizione dei comunisti dal Parlamento), la realtà è questa. Stiamo ai fatti e affiliamo le lame. L’Italia ha bisogno di governabilità, lo si è detto molteplici volte e lo si è indicato come il compito assai gravoso che attendeva il futuro Governo.

Quindi, come prima mossa, Berluskete III ha sbandierato abolizione dell’Ici sulla prima casa e l’abolizione graduale della tassa sul bollo per auto, moto e motorini. Vabbè. Pensiamo a quelli che hanno casa ed auto. Quelli, come me, che non hanno casa ed auto, quelli per cui la casa è un miraggio e che non sono pochi, quelli… Chi se ne frega! E poi, i macchinoni ce li hanno in pochi, la benzina la fanno tutti… Berluskete perché non ci dici che le accise e la tassazione sulla benzina aumentano ed aumentano? Non ce lo dici? Non ce lo diranno neanche le tue televisioni, le quali avranno come unico merito quello di ispirarsi troppo alla lontana ad un maestro come Fellini: tristi e decadenti lustrini, fenomeni da baraccone, soubrettes e veline*. La Carfagna sarà ministro della Famiglia, l’ipotesi si fa sempre più tangibile.

Ci chiediamo chi abbia votato Pdl?

È Silvietto stesso a rispondere con la sua prima sparata: chi guarda al proprio portafogli, chi si preoccupa del bollo e dell’Ici. Chi, come l’Italia, ha smesso di guardare al futuro o, chi come gli Italiani, ha la memoria corta e ha perso l’ormai buffo “senso del bene comune”.

* Il termine “velina”, oltre che un invidiabile e sodo sedere sculettante, in gergo giornalistico, indica una comunicazione inviata dall’ufficio stampa del governo, di un partito, di un ente pubblico contenente informazioni da divulgare o suggerimenti relativi al modo di dare una notizia o di commentare un evento. Famosissime le “veline” fasciste, dalle quali deriva il nome, così chiamate perché venivano battute su sottilissima carta di riso e inviate in dozzine di copie. Il ministero per la Stampa e la Propaganda, diretto dal 1935 da Galeazzo Ciano, infine Ministero per la Cultura Popolare, istituito nel 1937, esercitarono una rigida supervisione attraverso costanti ordini a quotidiani e periodici, con cui il regime proiettò un’immagine serena e ottimistica della situazione italiana.

Il Rasoio ha detto NO

Tenete questa roba lontana da noi.

Bush?

Al Qaeda?

Berlusconi?

Veltroni?

I cinesi?

Scientology?

No, la vera catastrofe che segna l’inizio della fine dei tempi è l’enorme, planetario e inspiegabile successo delle orride ciabatte Crocs, iniziato l’anno scorso come un’epidemia. Sono comode, è vero. Sembra di non averle ai piedi e in tutta sincerità sarebbe molto meglio non averle proprio. La comodità non basta. Per compensare l’infinita bruttezza di questi arnesi, dovrebbero essere più che comode, dovrebbero farti le pulizie, il caffé, minacciare i tuoi nemici, farti la messa in piega e il linfodrenaggio. Ecco, così forse il loro successo sarebbe giustificato.

Invece sono lì a dimostrare che centinaia di miliardi di mosche non possono avere torto.

crocs

Piramidi di paure…

Sul sito www.changethatsrightnow.com si trova un interessante, sebbene non si sappia quanto attendibile, lista di fobie. Non si sa bene da chi sia stata stilata la lista, e non sono chiare le statistiche in merito a ciascuna delle fobie rigorosamente elencate in ordine alfabetico.

L’unica cosa che sappiamo, è che il sito si propone di aiutare chi soffrisse di una di queste fobie a superarla. Ma perché?

Avere paura è utile. Il termine Fobia è, infatti, il termine greco per paura. La paura è uno dei sentimenti che proviamo sin dai primi vagiti e la funzione della paura è quella di far suonare un campanello d’allarme: è l’istinto primordiale di autoconservazione che si allerta appena si percepisce un pericolo, reale o supposto…

Se vostra madre afferra il telecomando e punta su Raitre perché vuole vedere a tutti i costi il Circo Massimo Show condotto da Filippa Lagerback, potete mimare un attacco di panico e dire soffrire di Coulrophobia, la paura dei clowns.

Se non riuscite ad arrivare in orario neanche il giorno del vostro matrimonio, potete tirar fuori dal taschino la Chronomentrophobia, la paura degli orologi.

Adolescenti tiratardi? Entrate in casa come un ladro d’appartamento per schivare vostro padre che vi ricorda ancora che “questa casa non è un albergo”? Tranquilli, soffrite di Clinophobia, la paura di andare a dormire. O di Nostophobia, la paura di tornare a casa.

Le pacifiche vecchiette che vi tendono il braccio alla fermata dell’autobus non hanno niente che non va, tranne soffrire di Agyrophobia, la paura di attraversare la strada. Permettetemi di aggiungere che la cosa è stata scientificamente accertata su tutti gli abitanti di Roma.

Siete fra quelli a cui l’armadio salta addosso ogni mattina o che sembrano usciti dal mercatino dell’Esercito della Salvezza? Non è colpa vostra, soffrite di Catoptrophobia, la paura degli specchi o, non si capisce quale sia la differenza, di Eisoptrophobia, la paura di guardarsi allo specchio.

Perfetto, non sarà proprio la stessa cosa, ma quel fastidio incontrollabile che provo quando, dopo aver mangiato i crackers, i rimasugli mi si appiccicano alle pareti della bocca deve essere simile alla Arachibutyrophobia, la paura che il burro di noccioline si attacchi al palato.

Saltate da un letto all’altro? Non siete dei farfalloni o delle lucciole… Soffrite di Anuptaphobia, la paura di rimanere single. Al contrario, chi sparisce dileguandosi dopo il primo appuntamento probabilmente soffre di Coitophobia, la paura dell’atto sessuale o dei rapporti sessuali. Tutto si spiega.

Non siete stupidi, soffrite solo di Phronemophobia, la paura di pensare. Berlusconi? Poverino, forse è malato di Bolshephobia, la paura dei bolscevichi.

Di sicuro noi non soffriamo di Xirophobia, la paura dei rasoi. Semmai siamo Counterfobici, perchè il pericolo è il nostro mestiere.