Il gelato di Hello Kitty

Il noto fenomeno ribattezzato “bamboccismo” era noto già da tempo alla comunità internazionale con il termine kidult un azzeccato neologismo frutto dell’incrocio evidente tra due parole: kid e adult. Il termine sta ad indicare la tendenza tutta contemporanea di una massa enorme di trentenni che per evidenti motivi psico-sociologici, che non staremo qui ad indagare (chi ne ha voglia?), si comportano come tredicenni. I ragazzi si attaccano alla playstation, fanno giochi di ruolo, fanno collezione di fumetti, impazziscono per i Simpson e indossano magliette con il simbolo di Superman. A volte si comportano da idioti brufolosi e non pagano la cena, come se non gli bastasse la paghetta dell’agenzia pubblicitaria di turno. Ma tant’è. Le ragazze… Le ragazze comprano costosissimi cosmetici in edizione limitata con l’effige della Barbie sulla scatoletta, si vestono come Avril Lavigne e fanno sempre gli stessi errori.

E poi, e poi c’è Hello Kitty. Il preoccupante e dilagante fenomeno nipponico a cui schiere di trentenni tutte martini, sesso e carriera non riescono a resistere. Ed Hello Kitty dilaga.

Devo ammetterlo: posseggo il righello di Hello Kitty, i trasferelli di Hello Kitty (sul cellulare, sul casco, sul motorino), l’astuccio metallico di Hello Kitty, la pochette porta-trucchi di Hello Kitty. Alla quale mi sono saggiamente fermata.

Ma è Hello Kitty a non fermarsi: esiste la Fender Stratocaster di Hello Kitty, lo scooter di Hello Kitty, la Smart di Hello Kitty, e una miriade di oggetti che la vostra mente mai avrebbe immaginato, come questo. Io rimango impalata davanti allo shop di Hello Kitty in via Appia per svariati minuti, in contemplazione del tostapane di Hello Kitty e dell’asciugacapelli di Hello Kitty.

E’ con immensa gioia che oggi ho scoperto la prossima commercializzazione del gelato di Hello Kitty. Seppure in periodo di diete e lotta alla cellulite persistente sono convinta che lo stecco di Hello Kitty sarà il vero fenomeno estivo, l’accessorio più trendy di stagione, in mano a tutte le tardo(ne) adolescenti in età da marito che lo scipperanno di mano alle loro nipotine undicenni dalle quali non si differenziano poi molto tranne che per il fatto che le più argute vi leggeranno anche un vago riferimento fallico nell’impugnatura.