Il senso delle mutande

La figura del sociologo è complessa. Talmente tanto complessa che la maggior parte delle persone non ha la più pallida idea di cosa sia e cosa faccia. Fatto sta che tutto quello che ci gira intorno, il mondo, riflette, in un continuo gioco di rimandi, quello che siamo diventati e quello che, forse, diventeremo.

Pensate che la musica sia solo un passatempo? Ovvio che così non è: la musica è un potente mezzo di comunicazione, veicolo di contestazioni, rivolte, momento di aggregazione, coagulo di emozioni, rito, industria e, quindi, motore di una bella fetta di economia.

E così anche le mutande. Solo un utile indumento per contenere e per proteggere parti altrimenti sensibili? 

Niente affatto. La mutanda racconta la storia del costume (non quello da bagno), dell’uomo e della cultura non meno di un saggio di economia politica. Negli ultimi tempi la mutanda (e, soprattutto, il procedimento della denudazione ) può raccontarci molto. Se n’è accorto anche Yamamay, il palindromo marchio di lingerie che ha chiesto ad un sociologo (devo dire, non proprio tra i miei preferiti) di scrivere d’amore per la sua nuova campagna pubblicitaria. Scrivere d’amore e non diffondere fotografie che sviliscono l’immagine della donna (il dibattito continua e si infiamma).

Afferma il professor Alberoni: “Una scelta di non volgarità” e aggiunge “in un momento in cui è proprio questa a spopolare sui media e tra i (divani-letto dei) salotti di una politica sempre più macchiata da squallida ipocrisia”.

Sarà, ma sulle riviste e nel web (qui il sito ufficiale), accanto a queste parole, si vedono le immagini della nuova campagna pubblicitaria della Yamamay:

E’ vero, le immagini non sono volgari (secondo il senso comune). Ma che ne dite di queste giovani Lolite in fiore esaltate da un sociologo ottant (adue) enne? (E che ne dite che sarebbe ora di far parlare d’amore all’Italia quelli più giovani?)

 

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Quando l’amore in chat finisce a tarallucci e vino (o quasi)

Che accalappiare un partner per la gola sia una strategia vincente è uno di quei luoghi comuni che in un paese come l’Italia funziona sempre. Che io sia ormai ossessionata dai sondaggi è risaputo. Quindi, eccovi il risultato dell’ennesimo sondaggio, questa volta commissionato da Meetic, la community di single che conta ben 42 milioni di utenti in Europa (di cui oltre 6 milioni in Italia) che ha lanciato un sondaggio online e ha chiesto ai suoi iscritti tra i 18 e i 50 anni le loro abitudini in fatto di amore e luoghi dove consumare … Il cibo.

Tra i risultati troviamo che il 43% degli intervistati  preferisce, per la prima cena fuori,  la cara vecchia trattoria italiana ai ristoranti etnici. Sempre per quanto riguarda il primo appuntamento vietato invitare a casa. Del resto persone che si conoscono prevalentemente in chat dimostrano di avere ancora quel po’ di sale (è proprio il caso di dirlo) in zucca (ottima con il riso basmati del resto) che gli impedisce di portarsi in casa un perfetto sconosciuto/a.

Quindi il 60% degli intervistati afferma che l’happy hour in un locale è il momento migliore e il posto migliore per scoprire eventuali reali affinità.

A questo proposito segnaliamo un libro, di recente uscita, che potrebbe interessarvi (sia che gradiate appuntamenti al buio sia che siate felicemente single o in coppia): I bar a Roma di Stefano Sgambati (Castelvecchi Editore, pp. 319 Euro 14,90): una lunga passeggiata tra i bar di Roma, da quelli più ricchi di storia a quelli più recenti. 

Se l’happy hour andrà bene e la coppia decolla ricordate che il primo anniversario, secondo i risultati del sondaggio, si festeggia tra le quattro mura e che cucinare per il partner è considerato un gioco di seduzione da ben quasi il 30% degli intervistati (gli altri devono essere troppo pigri forse, o troppo spilorci).

E se poi alla fine dovesse capitarvi che il rapporto nato intorno alla tavola dovesse rivelarsi un fiasco (non di vino, che avevate pensato), prima di lanciarvi i piatti addosso, finite almeno il dessert che più della metà degli intervistati (55,8%) considera il piatto clou della serata.

Non si sa bene se siano di più le signore a preferirlo (dubito) ma sicuramente un bel tiramisù o un profiterole al cioccolato non sono di certo una “magra” consolazione (proprio per questo dubito)!

Un amore dell’altro mondo*

Ci sono almeno due cose che, secondo me, accomunano i single alla ricerca del grande Amore. La prima è incappare in relazioni usa e getta. La seconda è rifugiarsi nell’irrazionale per trovare qualche tipo di giustificazione ad un destino che riteniamo inspiegabile.

Simona invasa e atterrita dall'invasione

Nel primo caso, per la legge dei grandi numeri, si sa che più si cerca, più sono alte le probabilità di incappare in relazioni destinate a fallire (per la stessa legge, sarebbe molto più facile trovare casa a Pechino). Nel secondo caso ci si mette a spulciare oroscopi, si fanno test di affinità in base al nome o in base alla data di nascita, ci si affida a formule matematiche confidando nel potere di qualcosa di cui abbiamo un timore reverenziale, un po’ come facevano i greci con gli oracoli.

Suppongo che questo tipo di atteggiamento fatalista sia forse quello che deve aver mosso un giovane economista dell’Università di Warwick, Peter Backus, a convertire l’equazione di Drake, l’astronomo che nel 1961 tentò di stimare il numero di civilità extraterrestri evolute nella nostra galassia con le quali avremmo potuto entrare in contatto, in una formula per trovare il partner ideale.

Così come quando consultiamo un oroscopo in cerca di segni e segnali, il ragazzo ha cercato nelle incognite astrali il motivo del suo celibato. La formula, abbastanza complicata (almeno per me) tiene conto di una serie di variabili quali la popolazione del paese in cui si vive, la percentuale di uomini o donne (nel caso in cui la formula sia volta alla ricerca di un uomo o di una donna) sulla popolazione generale, la percentuale di uomini/donne che vivono nella propria città (se non si vuole una relazione a distanza), la percentuale di uomini/donne che vivono nella propria città e hanno l’età desiderata e un altro paio di parametri (tipo il livello di istruzione desiderata o l’aspetto gradevole, se vi interessa).

L’originale formula di Drake fece stimare allo scienziato l’eventuale esistenza di diecimila forme extraterrestri con le quali entrare in contatto. I calcoli fatti dagli astronomi ci dicono che nel Cosmo ci sono tra 200 miliardi e 400 miliardi di stelle e che in questo modo incappare in un alieno è fantascienza pura. E tuttavia, la conversione della formula ha portato fortuna a Peter che, nel giro di qualche mese, ha trovato la fidanzata che cercava.

Ci ho riflettuto parecchio su questa cosa e ho tratto, come al solito, la più semplice delle conclusioni possibili: Peter deve avere incontrato un alieno. Così si spiegherebbe anche la crescente difficoltà dei single a trovare un soggetto umano e di incappare in relazioni fallimentari a piè sospinto: forse nell’emisfero occidentale è iniziata l’invasione degli ultracorpi. Meglio emigrare e trovare casa a Pechino.

*Grazie a Tommaso Pincio per il titolo che gli ho rubato.

Quando il postino suona troppe volte

A questo punto rivogliamo anche lei…

Il cinema e la tv attraversano una fase revival, parola inglese che sta per “non ci sono idee originali che valgano la pena”. L’incombente rifacimento di Beverly Hills 90210 (Shannen Doherty è confermata!), la Donna Bionica dei 2000, la minaccia di un Faster Pussycat! Kill! Kill! stavolta by Tarantino. Con le Tartarughe Ninja abbiamo toccato il fondo. Tutto ciò ricorda molto le dinamiche a cui, prima o poi, facciamo ricorso noi donne nelle relazioni con gli ex.

C’è il revival puro e semplice, quando si riprova a far funzionare le cose con un ex di vecchia data, in nome di quello che c’è stato. Equivale al rimandare in onda un classico, come sta facendo Sky Vivo con Dallas e Dynasty. O Penelope Cruz con Javier Bardem.

C’è l’eterno on & off. L’uomo con cui da anni si rompono i momenti di calma piatta, senza un vero inizio né la necessità di una fine. Ineluttabile come una replica di Friends.

Si può decidere di rifarsi una storia con qualcuno, prendendo atto di ciò che è cambiato in entrambi e nel mondo circostante. Può funzionare, come l’auto-remake di Funny Games.

Si può ricominciare una relazione senza essersi mai lasciati, semplicemente cercando di infondere sangue fresco al corpo quasi in decomoposizione. Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo funziona allo stesso modo.

In extremis, c’è chi trasforma un on&off in rapporto ufficiale, affibbiandogli una responsabilità che non è in grado di sostenere. La speranza è l’ultima a morire ma le possibilità sono scarse, lo dimostra una serie di spin off (quando il personaggio secondario di una serie ha un telefilm tutto suo) falliti, su tutti il patetico Joey.

Troppi revival fanno male, nell’arte e nella vita… presto, dateci materiale fresco! Gli episodi ce li scriviamo da sole, grazie…