Lasciatevi Trans-portare

A pochi giorni dall’EuroPride e dalla bellissima performance canora e oratoria di Lady Gaga mi è venuta in mente una pubblicità avvistata su una rivista (credo fosse Dipiù o qualcosa di analogo) che ho scroccato alla mia vicina di sedile sul treno, qualche giorno fa. La pubblicità è quella di TTTLines, una compagnia di navigazione che collega Napoli a Catania. La pubblicità ha come testimonial un transgender cosa che testimonia (gioco di parole voluto) un bel cambio di prospettiva sul mondo GLBT: una pubblicità peraltro non volgare, non pruriginosa e simpatica quanto il sorriso della testimonial. E poi la pubblicità è l’anima del progresso no ? E se non lo è o non lo è sempre è una potente forma di comunicazione.

Foto della Pubblicità presa da un blog in cui si specifica che il cartellone si trovava di fronte al centro commerciale Euroma2

Quindi, spero di vederne molte pubblicità così, come spero di vedere un altro EuroPride pieno di eterosessuali, famiglie e bambini come quello di sabato scorso. Cosa che ha dimostrato quanto il clima sia cambiato. E’ vero che le aggressioni che hanno fatto cronaca negli ultimi mesi sono da condannare ma si può forse leggere il fenomeno sotto un’altra lente: fanno cronaca le aggressioni perché la comunità GLBT non si nasconde più. Se ci si nasconde non c’è nessuno da aggredire. Il paese reale come sempre è scollato e viaggia più veloce di quei piccoli poveri esegeti di un rifiuto ideologico della contemporaneità, dell’amore e della libertà di essere ciascuno come natura ci ha fatti/e.

Dormi C***o! Favole della buonanotte per genitori stressati.

Molti bambini non vogliono proprio saperne di dormire la notte o fanno i capricci (non solo) prima di addormentarsi. Che essere genitori significhi necessariamente essere privi di ironia, sempre disponibili e dover ammettere di non odiare mai i propri pargoli è uno di quei tabù duri a morire che nega la patente di individuo all’uno e all’altro: i figli, oltre ad essere piezz’ e core (noto titolo di nota canzone di Mario Merola che è assurta al ruolo di vessillo dell’amore paterno e materno), come si usa dire dalle nostre parti, sono spesso dei grandi rompi balle e i genitori, soprattutto la mamma, non è proprio “come un albero grande che tutti i suoi frutti dà: per quanti gliene domandi sempre uno ne troverà” (la prima strofa di una delle tante  nursery rimes di cui ho ricordo). Insomma a volte anche le mamme si rompono le palle e sarebbe un loro diritto che ciò venisse universalmente riconosciuto.

Tesoro e adesso dormi ... Cazzo!

Bene. Go the F**k to sleep (Adam Mansbach) è un libro di favole pieno di parolacce il cui titolo in italiano suonerebbe tipo “Dormi, cazzo“! Probabilmente non sarebbe il caso di leggerle ai vostri bambini, se non volete che essi diventino degli insonni che vanno in giro per casa a smadonnare perché non riescono a chiudere occhio. E tuttavia, finalmente, qualcuno da voce ad uno degli ultimi, grossi, tabù legati all’immagine sempre amorevole e candida dei genitori.

Tra l’altro il libro è splendidamente illustrato e veramente divertente. Qui una rima:

The cats nestle close to their kittens now


The lambs have laid down with the sheep. 


You’re cozy and warm in your bed, my dear


Please go the fuck to sleep.

I gatti si acciambellano coi micini,

Le pecore con l’agnellino si posano.

Sei al caldo nel tuo lettino, tesoro mio,

ti prego, e che cazzo, ora dormi.

Qui alcuni estratti dell’audio-libro.

Fare i genitori: l’anno della tigre (e della pecora permissiva)..

È qualche mese che le polemiche infuriano intorno al tema dell’educazione dei figli da parte dei genitori. È stato pubblicato anche in italia pochissimi mesi fa (Sperling e Kupfer, 2011)) un libro che ha scandalizzato l’America: il Ruggito della Mamma tigre di Amy Chua docente di diritto internazionale nella esclusiva Yale Law School, cinese-americana, figlia di immigrati con un marito di ebreo americano. Come ha scritto Federico Rampini sulle pagine di Repubblica: “è un libro molto ricco e affascinante, ma la parte che ha fatto scandalo in America è una sola, quella in cui Amy Chua descrive i metodi con cui educa le due figlie, metodi più ispirati alla cultura confuciana che alle consuetudini americane: disciplina ferrea, divieto di guardare la tv o di trastullarsi con i videogame. Perfino le feste dagli amici sono proibite per dare la priorità allo studio”. Tutto ciò con l’intento ben preciso di coltivare il talento dei figli e indirizzarli verso carriere fulgide. 

Proprio di oggi, sempre su Repubblica, una notizia che sembra una risposta al ruggito della mamma tigre.

Il professor Bryan Caplan in un nuovo manuale “Selfish reasons to have more kids: why being a great parent is less work and more fun than you think” (Ragioni egoistiche per fare più figli: perché essere un bravo genitore è meno faticoso e più divertente di quanto si pensi) afferma esattamente il contrario: rilassatevi, divertitevi, lasciate che i vostri figli stiano davanti al computer o alla tivù e per cena ordinategli la pizza. Insomma, la rivincita della mamma chioccia, agnello, pecora (e chi più ne ha più ne metta) ma, potremmo dire, sostanzialmente fancazzista.

Bryan Caplan psicologo ed economista, citando dati e statistiche su gemelli e figli adottivi, dimostra che raramente il modo in cui i genitori allevano i figli ha un effetto su come diventeranno da adulti.

"Figli dei Fiori"

Fatto sta che noi abbiamo la sensazione che, in questo campo, la ricetta non ci sia proprio. Partiamo da una considerazione personale. Proprio ieri sera ho assistito ad una conversazione tra un mio amico e i suoi genitori: normalmente egli si lamenta del fatto che i suoi genitori gli abbiano, per dire, impedito di coltivare le sue aspirazioni adolescenziali (ovviamente fare il musicista) e l’abbiano fatto studiare dai salesiani. Parimenti loda il fatto che gli abbiano sempre permesso di non doversi smazzare per lavorare e l’abbiano mantenuto senza battere ciglio. Ebbene, ieri sera gli ha rinfacciato di non averlo mandato a lavorare sin da giovanissimo. Mamma tigre, mamma agnello? Genitori, non vi angosciate, qualunque cosa facciate, vi sarà rinfacciata.

Un esempio della totale confusione in cui versa il campo dell’educazione genitoriale è quello delle Celebrities.

Una serie di coppie di genitori permissivi hanno provocato molti danni ai loro figli (che si siano ripresi o no): Drew Barrymore e i suoi problemi di droga sin da piccolissima ne sono un esempio. River Phoenix, figlio di hippies è finito decisamente male.

Parliamo dei poveri genitori della Gaga che adesso si ritrovano a fronteggiare le manie emulative della figlia minore Natali. Stranamente sono preoccupati che la ragazza diventi come la sorella … Troppo attaccata al lavoro, non alle bistecche di Manzo.

Katy Perry

Di qualche giorno fa sono le dichiarazioni di Katy Perry (VF America di Giugno) che sembra abbastanza confusa: dice di non aver avuto una infanzia e di essere vissuta in una famiglia intollerante e chiusa (e guarda quanto è tollerante e aperta lei) ma nello stesso tempo afferma che i genitori sono felici del suo successo. La palese contraddizione, cara ai giornalisti, fra l’esuberanza della sua carriera e la rigidità delle sue origini.

Tra i genitori estremamente permissivi, che non hanno per questo rovinato la carriera dei propri figli, possiamo sicuramente annoverare quelli di Woody Allen, cui va il premio per l’originalità: “Quando ero piccolo, mia madre mi diceva sempre: “Se uno sconosciuto ti avvicina, ti offre caramelle e ti invita a salire in macchina con lui, vacci!” (W.A.).

E voi che tipo di genitori avete avuto?

Nozze virali

La febbre per le nozze mediatiche del secolo sta salendo (mancano solo dieci giorni) e T-Mobile (UK), l’operatore multinazionale di telefonia mobile, ha confezionato uno spot (Saatchi & Saatchi), anzi un viral, che sta allegramente contagiando l’etere. Nell’ultimo giorno ha ricevuto quasi cinque milioni di visite.

La canzone è House of Love degli East 17 e questo è il video!

Everybody in the house of love!

Il senso delle mutande

La figura del sociologo è complessa. Talmente tanto complessa che la maggior parte delle persone non ha la più pallida idea di cosa sia e cosa faccia. Fatto sta che tutto quello che ci gira intorno, il mondo, riflette, in un continuo gioco di rimandi, quello che siamo diventati e quello che, forse, diventeremo.

Pensate che la musica sia solo un passatempo? Ovvio che così non è: la musica è un potente mezzo di comunicazione, veicolo di contestazioni, rivolte, momento di aggregazione, coagulo di emozioni, rito, industria e, quindi, motore di una bella fetta di economia.

E così anche le mutande. Solo un utile indumento per contenere e per proteggere parti altrimenti sensibili? 

Niente affatto. La mutanda racconta la storia del costume (non quello da bagno), dell’uomo e della cultura non meno di un saggio di economia politica. Negli ultimi tempi la mutanda (e, soprattutto, il procedimento della denudazione ) può raccontarci molto. Se n’è accorto anche Yamamay, il palindromo marchio di lingerie che ha chiesto ad un sociologo (devo dire, non proprio tra i miei preferiti) di scrivere d’amore per la sua nuova campagna pubblicitaria. Scrivere d’amore e non diffondere fotografie che sviliscono l’immagine della donna (il dibattito continua e si infiamma).

Afferma il professor Alberoni: “Una scelta di non volgarità” e aggiunge “in un momento in cui è proprio questa a spopolare sui media e tra i (divani-letto dei) salotti di una politica sempre più macchiata da squallida ipocrisia”.

Sarà, ma sulle riviste e nel web (qui il sito ufficiale), accanto a queste parole, si vedono le immagini della nuova campagna pubblicitaria della Yamamay:

E’ vero, le immagini non sono volgari (secondo il senso comune). Ma che ne dite di queste giovani Lolite in fiore esaltate da un sociologo ottant (adue) enne? (E che ne dite che sarebbe ora di far parlare d’amore all’Italia quelli più giovani?)

 

Relazioni complicate: il gatto mi capisce meglio di te?

Andare al cinema a vedere film trash mangiando cibo trash non è mai una bella idea. Ieri sera ho mangiato galletto fritto, patate fritte e anelli di cipolla fritti e poi ho visto Il Rito film che ha per protagonista un seminarista che viene spedito a Roma per diventare esorcista. Le cose maggiormente degne di nota nel film sono, a mio parere, due: la tendenza americana a dipingere gli italiani come selvaggi metropolitani (modello scippo con il motorino) e il numero imprecisato di gatti presenti.

Ovviamente stanotte ho  avuto gli incubi e ho sognato tutta una serie di animali che tentavano di sedurmi. Mi sono svegliata confusa: il demonio tentatore viene raffigurato come una capra, l’uomo definito un gallo (nel pollaio), il pene uccello e la vagina micia. Solo una cosa mi sembra chiara: deve esistere un legame tra regno animale e seduzione. Quindi stamattina, appena alzata, ho cercato notizie in merito e ne ho trovate due abbastanza fresche. La prima riguarda i gatti che, per rimanere in tema di diavolerie, erano già gli animali da compagnia preferiti dalle streghe.

 

E dai cani

Un gruppo di ricercatori dell’ Università di Vienna, guidati dal Dott. Kurt Kotrschal della Konrad Lorenz Research Station, ha video-documentato e analizzato il comportamento di 41 coppie gatto (maschi e femmine) – padrone (uomini e donne) per un periodo di tempo piuttosto lungo. Dall’osservazione e lo studio di questi comportamenti è emerso che, sebbene i gatti siano ben disposti verso il contatto sociale in generale, la preferenza per le donne è netta ovvero l’emissione di fusa o miagolii è tre volte maggiore che verso gli  uomini. L’articolo intero (per chi fosse interessato) è qui.

La cosa simpatica è che il gatto metterebbe in atto tutta una serie di tecniche di seduzione. Gatto e padrona sviluppano infatti “una serie di complessi rituali” secondo quanto si legge nello studio, “che prevedono la comprensione dei bisogni e delle inclinazioni reciproche”: ciò vuol dire che il gatto impara a conoscere e capire la sua padrona, e questo gli consente in alcune occasioni di persuaderla per i suoi scopi. Diavolo di un gatto!

La seconda notizia riguarda invece il rapporto tra cani e uomini. Come si suol dire, “Il cane è il migliore amico dell’uomo” (in questo blog si riconosce alla frase una valenza universale ma per i nostri biechi scopi rasoiamo tutta l’altra metà del cielo) ma a quanto pare “l’uomo è il miglior amico del cane” e per un motivo preciso: nel corso dei secoli Egli (l’uomo) ha tentato di sfruttare il secondo animale domestico per eccellenza (il primo è il maiale, non lo sapevate?) per sedurre le donne.

Aveva provato a sostituirlo prima con una clava, poi con una macchina di grossa cilindrata e, ultimamente, con l’I-phone ma, a quanto pare, secondo un sondaggio, svolto dal sito statunitense Retrevo.com su un campione di 1.000 donne, solo il 36% rimane colpito da un uomo “tecnologico” mentre la maggior parte trova più interessante un uomo che porta a spasso un cane.

Diciamo pure che la lettura di queste notizie non ha dissipato molto la mia confusione iniziale, anzi mi lascia con dei quesiti che rivolgiamo anche a voi.

È possibile che dalla ricerca sui gatti di cui sopra emerga finalmente la prova empirica indiretta che l’essere umano di sesso maschile (non ce ne vogliate, vi accettiamo lo stesso, con tutti i vostri limiti) sia meno capace persino del gatto di instaurare con una donna tutta quella “serie di complessi rituali che prevedono la comprensione dei bisogni e delle inclinazioni reciproche” (cit.) o che abbia bisogno di un cane per farlo?

Ma se così è, dobbiamo aspettarci un’invasione di uomini che portano a spasso cani? Ciò vuol dire che dobbiamo aspettarci un incremento del numero di cacche che dimorano indisturbate sui nostri marciapiede e che rischiamo di calpestare con i nostri sandali preferiti? O, nella migliore delle ipotesi, portarci a casa un uomo pieno di peli, che puzza di cane e che prima o poi ci chiederà di portare la dolce creatura a fare pipì la mattina presto o la notte tardi con qualunque clima e temperatura?

No, grazie.

Sarà per questo che La Santa Inquisizione ha messo al rogo migliaia di streghe insieme ai loro poveri mici: erano solo donne che si rifiutavano di portare a spasso un cane.

 

L’espansione del Marra-pensiero e le mutande di Ruby

Comunque per me la verità più importante del nuovo spot di Marra è che Ruby legge molto meglio dal gobbo della Arcuri

Per chi se le fosse perse, riassunto delle puntate precedenti:

Libro tabù di uomo tabù, parola di Marra junior

Le quattro valenze della sessualità

Lo strateggismo sentimentale

è bellissimo

 

Appendice: strane assonanze

(illuminazione dal profilo facebook di Paolo Basile, grazie!)

Di che segno eri?

Di che segno sei? Una delle prime temibili domande all’esordio di qualunque tipo di relazione. Una domanda foriera di supposizioni su (in) compatibilità caratteriali, sessuali e sentimentali. Una domanda alla quale rispondere mette sempre l’ansia che la risposta, per quanto non possa essere tecnicamente sbagliata, effettivamente lo sia. Una domanda che rimanda ad un mondo di pregiudizi: i toro sono tirchi, gli ariete sono teste calde, gli acquario sono troppo estroversi.

Una domanda tutto sommato alla quale era facile rispondere. Si, avete letto bene “era”. Perché adesso pare che, secondo “la solita ricerca americana” o meglio uno studio della Minnesota Planetarium Society, l’oroscopo sia tutto da rifare. Panico: di che segno sei? Anzi eri? Metà Ariete e metà toro, e sono sicura che qualcuno ci marcerà sopra come nel passaggio dalla lira all’euro.

Comunque, secondo questo studio il moto di oscillazione dell’asse terrestre, il quale si sposta, anche se lentamente, negli anni, ha cambiato la mappa delle costellazioni che adesso si ritrovano in punti diversi del cielo. In più questo spostamento avrebbe lasciato un posto vuoto alla terribile costellazione dell’Ofiuco (o, peggio, Serpentario). Gli spostamenti, che non sono precisi, hanno creato allungamenti ed accorciamenti vari e il terribile Ofiuco si è mangiato un bel pezzo dello Scorpione (per fortuna) e un altro po’ del Sagittario.

Di seguito la tabella aggiornata dei nuovi segni con il relativo periodo di riferimento:

 

A questo punto, io che sono Ariete e che sono ormai abituata ad essere non solo il primo segno dello zodiaco ma anche (secondo la maggior parte delle descrizioni delle caratteristiche del mio segno) una amabile testa …  calda e una guerriera (o almeno mi piace crederlo) ho approfondito l’argomento e ho scoperto che (grazie ad Antonio Capitani astrologo di fiducia di Vanity Fair) il cambiamento della posizione delle stelle non influisce affatto sui segni.

Capitani spiega che l’astrologia si basa sui segni (e non sulle costellazioni che hanno una propria realtà fisica) i quali derivano dalla suddivisione in dodici rettangolini di trenta gradi dell’orbita descritta in un anno dal sole (per quello quando si dice “Il sole transita in … “ si intende che transita in uno dei rettangolini specifici): l’astrologia si basa quindi su una griglia virtuale che coincide di fatto con le costellazioni solo perché più di 5.000 anni fa i sacerdoti babilonesi usavano lo zodiaco come calendario e dietro ogni rettangolino si intravedeva una costellazione.

Dice Capitani “Se questi rettangolini o segni fossero stati chiamati cipolla o pomodoro l’equivoco non ci sarebbe stato”.

Io personalmente tiro un sospiro di sollievo: non voglio essere nessun segno, tantomeno pesci (secondo la tabella sarei un po’ toro, ma io non voglio comunque essere pesci, non si sa mai). Quelli che conosco dei pesci non li sopporto e poi non sopporto Venditti che canta Nata sotto il segno dei pesci e descrive una sfigata (Marina, non a caso) che “oggi insegna in usa scuola vive male e insoddisfatta e capisce perché e’ sola”. E poi questa settimana ho un oroscopo che spacca.

Ecco, possiamo continuare tranquillamente ad esercitare i nostri pregiudizi basati sull’unica cosa meno attendibile che c’è: l’astrologia.

P.s. Chi di voi sarebbe diventato il terribile Ofiuco?

 

Lo strategismo sentimentale for dummies

stati alterati di coscienza

Ebbene si, ho comprato Il Labirinto Femminile di Alfonso Luigi Marra. Troppo facile ironizzare sugli spot demenziali con Manuela Arcuri e Lele Mora senza andare fino in fondo. Così mi sono recata in libreria e ho devoluto 14 euro alla mia curiosità perversa e al bene (?) della comunità che deve sapere cos’è lo strategismo sentimentale “che ha rallentato il cammino della civiltà di centinaia di migliaia di anni”.

Il Labirinto Femminile è in gran parte uno scambio di sms e qualche mail tra Luisa e Paolo, inutile pseudonimo del Marra che subito rivela la sua identità attraverso pensieri e azioni strabordanti. Paolo/Marra, potente avvocato 60enne perde la brocca per la 30enne Luisa che lavora con lui e comincia a tartassarla di sms da 1400 caratteri ciascuno colmi di desiderio sessuale e verve giovanile (TA, è il ti amo che conclude i suoi messaggi). Un fiume in piena punteggiato qua e là dai rari sms di Luisa che, al limite dell’analfabetismo (senz’altro anche sentimentale secondo il Marra-pensiero), risponde ripetitiva o forse anche un po’ preoccupata: “tu non capisci niente”, “fai come ti pare”, “ho mal di testa”. Più lei è ermetica, più lui parte in quarta con riflessioni para-psicologiche sul suo negarsi, arrovellandosi soprattutto quando lei lo trova troppo vecchio. Poi Luisa fa l’errore madornale di dargliela. Probabilmente rintronata dai troppi bip bip del cellulare. Al che Paolo/Marra si infervora sempre di più e si convince che lei lo ama ma siccome è prigioniera dello strategismo sentimentale lo vuole soprattutto dominare e cela la corrispondenza di amorosi sensi perché vuole avere assicurazioni di non essere una delle sue tante conquiste. Dopo i rari incontri sessuali lei sparisce, lui si incazza, poi la perdona, lei continua ad avere mal di testa (e ti credo!), finché lui si convince che lei punti a sposarlo, cosa buona e saggia se non fosse che lui sta ancora divorziando dalla seconda moglie e se non sospettasse che lei lo sopporti solo per questioni “datorili”. Tutto questo per 4 lunghi anni e centinaia di migliaia (quelli si) di sms che sono fondalmentalmente un gorgo narcisistico del Marra in cui non manca di informare il lettore sulla sue teorie, tra cui quella della formazione del pensiero, quella della tigna e delle preesistenze, sul libro precedente “La storia di Giovanni e Margherita”, i figli devoti, i cinghiali che padella dopo averli cacciati, i gamberoni pescati da Ciro (e poi padellati anche quelli), le battaglie contro le banche e i suoi successi nell’Unione Europea. Tutto è genio nella vita di Alfonso Luigi, tanto che mentre li scrive già raccoglie gli sms perché gli è venuto in mente che possono diventare un libro che salverà il mondo. Senza volerci addentrare troppo nelle analisi psico-sociologiche: forse questo potrebbe spiegare come mai ci troviamo davanti al fenomeno chiamato Marra.

Il Labirinto si conclude poi con le chiavi di lettura e con la parte seconda costituita da capitoli i cui titoli fanno la felicità degli amanti del surrealismo: “La non dialogicità sessuale e la non orgasmicità femminile quali effetti delle politiche del potere economico per inibire il confronto”, “La consumazione delle culture dell’amore fin qui vigenti”, “Definizione dell’amore, sue cause, suo modo di insediarsi nel sistema mentale, e sua alterazione a opera del potere economico”, “L’inversione a favore dell’uomo del rapporto di forza dopo l’istituzione della coppia”, per concludere con la temibile degenerazione dello strategismo sentimentale: “Il maliardismo”.

Inutile chiedervi cosa sia esattamente lo strategismo sentimentale o il maliardismo. L’unica cosa che davvero preme al Marra è che lui sia giustamente riconosciuto come un genio e che finalmente il cammino della civiltà riprenda il suo corso. Ad ogni costo: anche attraverso costosi spot con azzeccati testimonial famosi. Ma la battaglia non finisce qua. Marra annuncia anche i suoi prossimi libri, titoli che valgono la pena di essere citati: “Pazzia un corno!”, “Atto di appello”, “Da Ar a Sir”, “Cucciolino”, “Il complesso di Santippe”, “La civiltà degli ‘onesti'”, “La storia di Aids”, “Causa della fondazione, ideologia e programma del Partito di Azione per lo Sviluppo”, “Lettera di un avvocato italiano agli intellettuali australiani”, “L’Australia, una monarchia ben poco costituzionale”. Siete avvisati… intanto a me è venuto un gran mal di testa.

Perle del Marra-pensiero:

Vecchio a chi?!

“Ti scrivo, cara Luisa, di vari argomenti che in parte già conosci, ma preferisco svolgere compiutamente. Ribadito quindi che questa questione dell’età non mi ha convinto e mi sembra celare altro che mi sfugge (strategismo), parlerò tuttavia come se pensassi sia davvero quello il problema. A riguardo, pertanto, innanzitutto spero che le mie connotazioni psichiche abbiano sul tuo giudizio l’influsso che hanno sui tuoi sentimenti. Inoltre, non scherzo se dico, come dai miei libri, che l’evoluzione tecnologica causerà che coloro che saranno vivi fra uno, cinque, dieci anni potranno sperare sempre più fondatamente di poter allungare la loro vita ogni giorno di un giorno ancora, per cui, quelli tra noi che attraverso questa logica saranno vivi tra dieci, venti, quaranta anni, non moriranno più, perché sarebbe impensabile che, essendo ancora vivi tra cinquanta, sessanta, settant’anni, il livello di evoluzione scientifica di quel momento non garantirà di allungare ancora la vita fino a epoche in cui sarà possibile eludere la morte del tutto […] tanto più che, per il momento, modestamente, sono in grado di farti volare, sicché dimmi tu che senso ha preoccuparti che potrei non sapere più come farti volare decorsi i prossimi quindici vent’anni quando tu non hai mai volato finora neanche un momento.”

Della necessità del linguaggio scurrile

“Stamattina, in piena aula di udienza della Corte del Lussemburgo, dinanzi a non so quanti giornalisti di tutto il mondo, nella causa per danni fattami da quei tre PM per le parolacce di cui al mio documento sulla necessità del linguaggio scurrile, l’avvocato del Parlamento Europeo ha detto, come nulla fosse, che il Parlamento ha formulato la normativa sull’immunità dei parlamentari europei in base a quello che ho scritto io in un volantino di mezza pagina del 1996, e che ci sarà prossimamente una nuova riforma sempre in base agli argomenti di cui al mio volantino. Cose folli: coprono le persone di onori e cattedre universitarie per molto meno, e a me non hanno addirittura fatto sapere niente! Mi è venuto il sospetto che nelle Istituzioni europee i miei documenti (specie quello sulla riforma istituzionale europea) siano più noti di quanto io immagini, ma i media non ne facciano parola.”

Montalcini chi?

“Montalcini sta dicendo in tv che la ragione degli errori umani è il dominio della componente limbica (antica/emotiva) del cervello su quella corticale (razionale). È una sciocchezza. La ragione degli errori umani è nel fatto che la scienza moderna non conosce il modo di formazione del pensiero, dopo che l’ho descritto nei miei libri da ormai ventitré anni.”