Cialtroni sentimentali: una tipologia ragionata. Quinto e sesto tipo.

Dall’8 settembre 2009 è in libreria un simpatico manualetto dal titolo Trattali Male (Piemme). L’autore è l’inglese (ma greco di origine) Gerry Stergiopolous. Gerry è un ex inquilino della Casa del Grande Fratello versione Brit ed è gay, il che spiega anche il funzionale titolo originale del libro (Trattali male e mantienili arrapati).
Sinteticamente il messaggio del libro è che ogni donna dovrebbe avere un amico gay, banalmente l’unico che ha il coraggio di dirti che quel vestito ti sta proprio da schifo ma anche l’unico ad essere uomo, spia oltre cortina, “che raccoglie informazioni e poi le dispensa alle donne”, come egli stesso afferma dalle pagine di Vanity Fair (n. 37, 16/09/09).
Lo slogan di Gerry è “Se dietro ogni grande uomo c’è una grande donna, dietro ogni grande donna c’è un amico gay”.
E questo mi ha fatto molto riflettere. Perché per quanto un amico gay sia utile, e io lo so molto bene, credo anche che esista una spiegazione molto più semplice: dietro una grande donna ci sia una grande esperienza maturata da altrettanto grandi fallimenti (sentimentali).
E così ho fatto un po’ di mente locale e ho tirato fuori una prima tipologia ragionata di cialtroni sentimentali… . Per ora i tipi sono sei:

L’“alternativo”: ha i capelli gialli, è alto e dinoccolato e indossa rigorosamente magliette al contrario e jeans oversize che sembrano usciti dall’officina di un meccanico. Per conquistarlo hai dovuto bere direttamente da una bottiglia di Jack Daniel’s che passa di mano in mano, peggio di bocca in bocca, durante la Festa della Semina e del Raccolto. Il suo anticonformismo ostentato e il disinteresse che dimostra verso qualunque attività produttiva, inclusa la spesa al supermercato, è direttamente proporzionale al conto in banca dei genitori. L’unica cosa positiva dell’alternativo è che, coerentemente alla sua lotta perenne-adolescenziale contro le convenzioni della società civile, non fa una piega se non ci siamo depilate le gambe.

La “prima donna”: la prima volta che ci parlate non vi fa aprire bocca e qualcosa vi dice che non avrete mai l’ultima parola (e manco la prima). Fidatevi del vostro istinto! Nonostante egli sappia irretirvi con il suo savoir faire e le sue capacità da vero mattatore. In mezzo ai suoi amici è brillante e istrionico ma probabilmente dotato di scarsissima autoironia e pronto ad andare in crisi al primo raffreddore del suo personal trainer. Un classico del cocainomane, di quelli che portano il colletto della polo alzato, di quelli che vi dicono “Sei fantastica”.

L’“impenetrabile”: occhi languidi, meglio se verdi, e naso aquilino, gran parte del suo fascino dipende dall’essere immerso perennemente nei suoi pensieri, cosa che stuzzica il Sondaggista che alberga in ciascuna di noi. L’impenetrabile è affascinante come un vuoto d’aria ed è molto probabile che sia l’unico caso in cui alla domanda “a che stai pensando” la risposta “a niente” corrisponda a verità, soprattutto se la domanda è ripetuta nel silenzio dell’abitacolo di un’auto, in mezzo ai cespugli, dietro alle dune dei Cancelli di Ostia, per la cinquantesima volta. L’impenetrabile è tipicamente un programmatore, un geometra o un surfista in acido…

L’“inconsolabile”: è uno dei tipi più pericolosi e il motivo è che riesce, e neanche a farlo apposta, a fare leva sulla vostra vituperata e quanto mai reale Sindrome da crocerossina (Io ti salverò). Questo straccio d’uomo esce dalla Storia tormentata dall’esistenza degli ex-files: sostanzialmente il fantasma della ex. E lui sta lì continuamente a chiedersi quale donna di tale virtù e tempra morale possa mai sostituire la sua amata, che lo ha mollato ma che lui non dimentica e che di conseguenza diventa profondamente retroattiva. Anzi, sono rimasti Amici, perché il surrogato dell’amore per la donna Angelo è sempre meglio che darsi una svegliata, guardarsi attorno e smetterla di smanettare col cellulare. Mollate voi, non prima di avergli ricordato affettuosamente (perché ve l’ha raccontato lui, come tutto il resto) che la donna Angelo ha mollato lui e loro magione portandosi dietro il diaframma… L’inconsolabile è tipicamente un colletto bianco e, ovviamente, un assassino seriale.

Il “ciclotimico“: egli sembra perfetto tanto da non crederci. Pende dalle vostre labbra, vi chiede consiglio per tutto, è sempre d’accordo con voi e vi è vicino anche durante i momenti peggiori della vostra infezione gastro-intestinale. Vi chiedete “perché”? Non può essere vero! E infatti non lo è. È un po’ come avere l’amico immaginario (cioè fatto a vostra immagine) solo che il problema psichiatrico non ce l’avete voi (anche se vuole farvelo credere e per un po’ ci credete). Egli è il ciclotimico, le cui fasi seguono l’andamento del rapporto con la sua fidanzata ufficiale e tutte quelle che il ciclotimico crede di amare.

Il ciclotimico soffre dunque l’alternarsi di periodi di iperattività, creatività e spirito di iniziativa (conosce voi), con periodi di ipersonnia e apatia lentezza di riflessi e difficoltà nella concentrazione (torna dalla ex che gli dà il due di picche). Durante le fasi di ipomania intraprende progetti anche grandiosi (ti porto a fare il giro del mondo in barca a vela) affrontati con grande entusiasmo per poi essere abbandonati appena sopraggiunge la fase depressiva (amo la mia ex). Tuttavia i sintomi dell’ipomania e della depressione non sono mai così gravi da compromettere gravemente la vita sociale e lavorativa dell’individuo (ho conosciuto un’altra, la porto il barca a vela). A questo punto il mal di mare è venuto a voi e per riportare il soggetto nel necessario periodo di normotimia o umore in “asse” basta spaccargli un remo in testa.

Il “precettore“: prima dell’avvento dell’istruzione pubblica che vi ha fatte laureare e poi prendere un master o fare un dottorato, il precettore era la persona addetta all’istruzione e all’ammaestramento dei figli di famiglie ricche e/o nobili. Tuttavia le vostre precedenti letture di Piccole Donne e delle poesie di Emily Dickinson alimentano il mito del signore in pantaloni di velluto e dall’aria paterna. Il precettore è ovviamente brillante, con una mente stupenda, lo sguardo acuto e penetrante, la battuta sempre pronta. Lo amerete per la sua cultura, per il parlare forbito, per la classe. Lo odierete perché tenterà di fare di voi un suo duplicato o, peggio, un’adepta e se non ci riuscirà vi tratterà come l’essere più ignorante della terra dopo il vostro cane. Scoprirete ben presto che quando sta zitto sembra pensi ai problemi dell’universo ed  invece si sta scaccolando e che inoltre punta sul complesso di Edipo per scoparti perché lui e` maturo, vissuto, vuole aiutarti a superare le difficoltà della vita, vuole proteggerti. Ci riuscirà mandandovi in analisi e facendovi rinchiudere in un istituto di riabilitazione per poetesse fallite.

Fantasie sessuali

E’ di pochi giorni fa la notizia che il Punto G, il fascio di nervi ipoteticamente situato da qualche parte nell’apparato genitale femminile che, opportunamente sollecitato, provocherebbe lo zenith del piacere, non esiste. L’appassionato argomento di discussione e di ricerca, il mito per generazioni di donne (Il Punto Graefenberg o Punto G prende il nome dal ginecologo tedesco Ernst Graefenberg che più di 50 anni fa lo ha descritto e che dovrebbe trovarsi sulla parete frontale della vagina a 2-5 centimetri d’altezza) è stato sfatato da una recente ricerca di Andrea Virginia Burri e altri ricercatori del King’s College di Londra. La ricerca è lo studio più vasto condotto finora sul punto G (leggi qui l’abstract). Esso ha coinvolto 1.800 donne gemelle, ossia 900 coppie di gemelle mono o eterozigoti, e non ha trovato alcuna prova della sua esistenza. Le coppie di donne, geneticamente identiche, hanno dimostrato di divergere proprio sul punto G: alcune gemelle dicevano di averlo, altre no, dimostrando che altro non è se non un fatto mentale.

Ok, il punto G non esiste, così come l’uomo perfetto, ma noi vogliamo continuare a crederci senza preoccuparci se non lo troviamo ma preoccupandoci di continuare a cercarlo.

Il puttano e la pappona

Ray (Thomas Jane) e Tanya (Jane Adams)

Cosa avrà questo nuovo telefilm, Hung, perché tutti ne parlano? Ok, vediamolo. Divorato. Dieci episodi, andati in onda tra l’estate e l’autunno scorso dulla rete HBO. Una storia che sembra solo una trovata divertente – un allenatore di basket in serie difficoltà economiche decide di far fruttare il suo grosso coso prostituendosi per sbarcare il lunario  – ma che fin da subito mostra una complessità di tutto rispetto. C’è l’America che se ne va a puttane (in senso lato), con la crisi che tocca ogni fascia sociale. Ray, il nostro eroe, certo, ma anche il marito dermatologo dell’ex moglie. E insieme alle basi del capitalismo si sgretolano certezze, scenari, relazioni e sentimenti. In questo Hung, slang per “ben accessoriato”, è un telefilm corale, dove tutti i personaggi hanno il loro spazio e compongono un pezzo della situazione, interpretati da attori che abbiamo già visto in Tv e al cinema, facce familiari e perfette per il ruolo. Ci sono anche scene di sesso divertenti e abbastanza esplicite ma non è questo il punto: fare il puttano (o gigolò che dir si voglia) non è così facile. Bisogna reinventarsi, sapersi vendere, avere a che fare con situazioni mica tanto lineari e, soprattutto, bisogna rimediare le clienti. Tanya, la storia di una notte di Ray, una poetessa un po’ sfigata che non ha niente in comune con lui, si propone come la sua pappona. Da qui si sviluppa il rapporto principale della storia. Una specie di alleanza di affari tra due che hanno bisogno di soldi, o bisogno tout court, che è però anche un’amicizia sbilenca e mai banale, tenera alla fine. Ray è un ex vincitore che deve vedersela con il crollo di tutto quello che si è costruito: il lavoro che sta perdendo, la casa che è andata a fuoco (vive in una tenda nel suo giardino), le aspettative dei due figli emo-adolescenti e l’ex moglie che lo ha lasciato. Tanya è una perdente da sempre: troppo incasinata, sensibile e complessata per affrontare il capitalismo sentimentale. Tutto si sfascia e cambia assetto, come sabbie mobili, mentre ognuno di loro cerca di non affogare salvando un minimo di umanità. Arrivando all’ultima puntata (dove Tanya legge Donne che corrono con i lupi e possiamo immaginare una rivalsa nella seconda serie) ti rendi conto che il bello della serie sta nella sua verità: preparatevi tutti a diventare presto puttani o papponi.

Sex and the Forest

SEXANDTHEFORESTgreensignOK

 

Vuoi salvare i panda dall’estinzione? il pianeta tutto dalla desertificazione?

controbilanciare l’accumulo di preservativi che vengono abbandonati nell’ambiente post copula clandestina?

Continua ad accoppiarti allora, ma fallo ecologicamente. 

Mentre i soliti inglesi suggeriscono di utilizzare condom eco-friendly per via dei circa 100.000 preservativi smaltiti impropriamente ogni anno, dal 2004 resiste il sito web di un’ associazione che si definisce “eco-porno no profit” dal nome diretto e simpatico: www.fuckforforest.com 
 

Non è un sito italiano e quindi il sesso non è nè tabù nè volgare ma libero da ogni pruderie de noantri. Quelli di FFF lo considerano come un bisogno primario alla stregua della fame. E ci dicono con una spiazzante sincerità che nascondere la propria sessualità è come doverci nascondersi per mangiare. Credono che i problemi sessuali nelle nostre relazioni abbiano molto in comune con la distruzione della natura. La sessualità è natura. Così il loro scopo è di connettere personalità open mind per creare un network di “erotic eco lovers” e raggiungere coloro che vogliano aiutare il pianeta attraverso donazioni.  

Se lo dovessimo spiegare al bar Italia la butteremmo subito sul pecoreccio, ridendo come stronzi e diffondendo la notizia così: sono un gruppo di segaioli e ninfomani che otterranno molte donazioni, sì, ma di sperma. 

Invece, ecco che fanno in solido: raccolgono soldi a favore delle foreste, creando aree protette, i cosidetti polmoni verdi, in zone a rischio. Nonostante il denaro raccolto, tutt’ora incontrano forti problemi ad elargire aiuti alle associazioni ambientaliste, tra cui il WWF, perché i fondi derivano dalla vendita on line di materiale porno amatoriale fornito dai sostenitori.

Un’idea un po’ fuori di testa che, però, sembra funzionare. Hanno raccolto abbastanza soldi per acquistare diversi ettari di terra ed aiutare gli Shuar, tribù indigena dell’Ecuador,  con progetti di riforestazione. In più hanno acquisito 55 ettari di terreno in Costa Rica proteggendoli dal disboscamento. 

E tu allora, pia donna dal vibratore rotto, ricordati di smaltirlo in ossequio al regolamento rifiuti del tuo comune e possa il tuo prossimo sex toy essere eco friendly (come Earth Angel, il nuovo vibratore che si aziona a manovella).


Intervallo musicale

Cosa vogliono le donne? Un uomo che non sia egoista quando si tratta delle cose che che contano. Nel suo irresistibile pezzo “Not Fair”, Lily Allen la dice tutta senza peli sulla lingua.

Beh, in realtà leggendo attentamente il testo… può essere che qualche pelo sulla lingua ce l’abbia.

Aggiornamento: viste le molte chiavi di ricerca riguardanti il significato di questa canzone, abbiamo aggiunto una breve spiegazione della frase clou.

NOT FAIR

Oh, he treats me with respect,
He says he loves me all the time,
He calls me 15 times a day,
He likes to make sure that I’m fine,
You know I’ve never met a man,
Who made me feel quite so secure,
He’s not like all them other boys,
They’re all so dumb and immature.

There’s just one thing,
That’s getting in the way,
When we go up to bed you’re just no good,
it’s such a shame!
I look into your eyes,
I want to get to know you,
And then you make this noise,
and its apparently it’s all over

It’s not fair,
And I think you’re really mean,
I think you’re really mean,
I think you’re really mean.

Oh you’re supposed to care,
But you never make me scream,
You never make me scream,

Oh you’re supposed to care,
But all you do is take,
Yeah, all you do is take.

I lay here in this wet patch
in the middle of the bed,
I’m feeling pretty damn hard done by
I spent ages giving head.

*(to give head = la pratica che sarà sempre associata a Monica Lewinsky, quindi lei sta dicendo di aver passato ore a fare quella determinata cosa senza che la dolce metà le abbia procurato un piacere equivalente)

Then I remember all the nice things
that you’ve ever said to me,
maybe I’m just over reacting
maybe you’re the one for me.

There’s just one thing,
That’s getting in the way,
When we go up to bed you’re just no good,
it’s such a shame!
I look into your eyes,
I want to get to know you,
And then you make this noise,
and it’s apparently it’s all over

Il preservativo fa venire le rughe

condom

Riprendo un post dalle ottime Sorelle d’Italia perché vale la pena conoscere questa fantastica campagna indiana contro l’AIDS. Il preservativo fa venire le rughe, fa venire i capelli grigi e abbassa anche la vista. In definitiva fa INVECCHIARE. Capito come? 😉

NETLOVING

Tra i libri usciti nel 2008 c’è questo libro, Amori (Fazi, 2008 ) di un signore di quelli che incutono timore: Jacques Attali eminenza grigia di F. Mitterand ed economista di fama mondiale, chiamato da Sarkozy a capo della commissione di eccellenti dediti a “ripensare” (una cosa molto francese) la Francia. È così che l’ambiente glamour dell’Eliseo, allietato dai taillerini di Madame Carlà, deve avergli allargato il cuore spingendolo a discettare di amore e relazioni amorose. Da quello che ho letto si possono trarre diverse conclusioni e qualche riflessione. La storia delle relazioni uomo-donna, il solo luogo dove la parola amore si materializza e diventa “qualcosa” che ha delle conseguenze (quindi è reale), invece di un vago concetto con mille sfumature, è una storia lunga e complicata che ha una caratteristica davvero particolare, perlomeno nelle società occidentali: contrariamente a tutte le altre specie animali l’uomo ha imposto un vincolo ai propri sentimenti creando e imponendo, con la società borghese, il “vincolo matrimoniale” come base del tessuto sociale. Anche il sesso e l’attrazione sessuale, la cosa più spontanea e irrazionale che caratterizza le relazioni uomo-donna, sono state ideologicamente asservite allo scopo della riproduzione nell’ambito della morale cristiano-cattolica e slegate dalla loro caratteristica puramente ludica, o se vogliamo, dallo scopo di soddisfare un desiderio “intimo”, individualistico o un puro istinto. Ma come succede sempre, finché qualcuno cui noi attribuiamo un certo prestigio non ci apre gli occhi non ci rendiamo conto di star sperimentando tutti una nuova realtà. E allora Attali ci spiega che la monogamia, in quanto vincolo, ha i giorni contati e a maggior ragione in questa nostra epoca in cui l’evoluzione dei rapporti umani e dell’intera società ci spinge verso un maggiore individualismo, o come spiega efficacemente Attali ad una “apologia della masturbazione”. Le nuove tecnologie e la possibilità di sperimentarsi in situazioni diverse e la moltiplicazione conseguente delle possibilità di incontro renderanno sempre più plausibile l’emergere di ciò che Attali definisce il Netloving. Ma attenzione, netloving non significa amore in rete ma rete amorosa cioè poliamorismo dove le varie dimensioni dell’amore, dei sentimenti e del sesso netloving1non formano più un unicum così come noi uomini e donne non siamo più definite/i da “un ruolo” e soprattutto noi donne: non più mogli e madri, regine del focolare o donne in carriera ma un sistema complesso di ruoli e di vite parallele. Così la dimensione dell’amore in rete è solo una delle tante che caratterizzeranno il nuovo modo di gestire le relazioni amorose nel futuro preconizzato da Attali. La cosa interessante è che il netloving non costituisce né una evoluzione, né una involuzione ma semplicemente una nuova fase, così come la monogamia che non è sempre esistita costituisce una fase nella evoluzione degli amori nel corso della vita dell’uomo. Una ultima cosa, un puro esercizio di logica: qualcuno dirà che l’apologia del poliamorismo giustificherebbe l’infedeltà ma se l’infedeltà costituisce l’altra faccia della monogamia, se sparisce l’una sparisce anche l’altra, o no? E la monogamia, forse, potrebbe diventare una scelta consapevole così come l’infedeltà cessare di essere una deroga colpevole ad un vincolo imposto. Pensieri difficili. Lancio solo una provocazione e attendo di conoscere qualche opinione perché per ora, come dice Samantha Jones, le botte prese nel vano tentativo di sciare e “questa faccenda dell’amore” mi hanno sfinita.

Il maschilismo femminile ovvero “Se una svampita fa la gattamorta con il mio uomo”

Da Vanity Fair, n. 44, 5 novembre 2008

“Ti leggo sempre e la maggior parte delle volte resto disgustata. Ma queste “mezzedonne” che pretendono di essere amate da uomini già sposati non si fanno un pochino schifo? Certo la colpa può essere anche dell’uomo, ma se fossi in loro appena saputo che lui è sposato io scapperei: ma che vita mi può dare uno così? Io sono innamorata si una persona fantastica e pensare che una svampita potrebbe cominciare a fare la gatta morta mi dà sui nervi. Ma mettetevi al posto delle mogli o dei figli, pensate se toccasse a voi. Bello no? “Sono innamorata, ma lui è sposato”: non si prova schifo solo a pensare uan cosa del genere? Un uomo con famiglia non dovrebbe in teoria essere un asessuato”?

(Anonima)

La lettera si commenta da sola, tracciando inoltre un profilo ben poco caritatevole degli uomini: esseri incapaci di intendere e di volere, povere vittime di perfide gatte(morte) in calore. Roba da film dell’orrore. O da Santa Inquisizione.

La riflessione che volevo fare è un’altra e la lettura di questa lettera mi ha dato il la.

Sono mesi che rifletto su questa cosa che, facendo dei giretti per la rete, ho scoperto è possibile definire il MASCHILISMO FEMMINILE, ma sul quale ancora poco si è detto e non sarò io certo a farlo in questa sede, solo butto lì l’amo e raccolgo opinioni e idee e dalle quali mi auspico un feedback.

Cosa si intende con Maschilismo femminile? Beh, ancora nn ho le idee chiarissime ma colgo una tendenza che , ahimé, nella mia ingenuità pensavo sotterrata da secoli, di una sorta di connivenza delle donne al pensiero dominante maschilista.

La donna maschilista è colei che, pur in assenza di tangibili segni esteriori e sotto un malcelato progressismo dei valori, sostiene il punto di vista maschile contro ogni ragionevole dubbio oppure spalleggia, anche se solo metaforicamente, l’uomo coalizzandosi con il suo pensiero. E’ una donna che è poco solidale con le donne, che giudica le donne, che non si mette nei panni delle donne nelle occasioni in cui un uomo palesemente ferisce, un uomo tradisce, un uomo esercita il suo controllo ed il suo potere di atavica memoria.

Penso ai casi in cui, rabbrividendo, ho sentito dire da una donna ad un’altra donna: “Se ti ha trattata male [improperi, insulti e parole impronunciabili] è perchè tu non lo hai lasciato in pace. Sapevi che era fatto così, è anche colpa tua”;

Penso ai casi in cui ho sentito dire da una donna ad un’altra donna: “Non ti lamentare se poi vogliono solo quello, non si fanno subito certe cose”;

Penso ai casi in cui ho sentito dire da donne ad altre donne: “Se una si innamora di uno sposato è una troia”

Finché le donne useranno termini con accezione dichiaratamente e consensualmente spregiativa e negativa per appellare le loro sorelle, finchè saranno pronte sempre a perdonare i loro uomini e a non costruirsi una vita autonoma ed indipendete ed un autonomo senso critico, faranno perdurare un atteggiamento di chiusura verso diritti e libertà delle donne: di vivere la propria sessualità e i propri sentimenti senza per questo essere messe al rogo. Dalle donne.

P.s. Domani, 25 novembre 2008, è la giornata mondiale indetta dall’Onu per l’eliminazione della violenza sulle donne.

Sex and the elections

Marco Travaglio, durante la puntata di ieri sera ad Anno Zero, ci ha ricordato le escursioni notturne di Silvio Berlusconi in discoteca. Scapagnini, medico personale del premier, che lo definisce “tecnicamente immortale”, ed afferma che la sua “vera” età è di 55 anni, deve averne altresì alterato la percezione psicofisica, visto che Silvio, come riporta Travaglio, proclama: “dormo tre ore e poi ho ancora molta energia per fare l’amore per altre tre ore”. Se da noi il sesso e la politica hanno il gusto dello sberleffo pubblico e mentre l’Italia scende in piazza il premier se ne va in discoteca, negli Stati Uniti dove sono molto più furbi continuano a giovarsi della famosa formula “sex Sells” o meglio “Sex is a merchandiser’s best friend”. Da quando la politica, in tempi di comunicazione di massa, è diventata un supermercato elettorale non ci si stupisce di alcune simpatiche trovate in vista delle Presidenziali Usa nel novembre prossimo.

Trovata n. 1: i preservativi di Barack Obama e John McCain. Li trovate sugli appositi siti http://www.obamacondoms.com/ e http://www.mccaincondoms.com/; felice di avervi fornito un utile suggerimento vi invito a leggere gli slogan, esilaranti.

Trovata n. 2: il movimento “Boobs for Barack”: con queste suffragette, di sicuro Obama avrà qualche chance in più! Simpatiche foto di tette elettorali su http://boobsforbarack.com/

Trovata n. 3: Una pornostar per Barack Obama: tra le innumerevoli star del cinema, anche quelle del “film muto” (http://www.terapatrick.com/).

Perché le tettone e le pornostar tengano per Barack è presto detto: un presidente giovane, intellettuale e di colore!