Il sesso debole (quello orale)

Eh lo so gente, tocca riparlare di pompini. Non vorremmo sembrare monotematiche (vedi post qui sotto) ma che fare quando nel giro di pochi giorni due notizie attraggono la nostra attenzione e, guarda un po’, parlano di pompini? Prima di tutto l’affermazione di  Heidi Klum riportata oggi sul Messaggero. Su Allure Heidi ha rivelato: “Sul sesso ho imparato molto dagli amici gay. Sono un caleidoscopio di pensieri e opinioni interessanti. Ti insegnano tante cose utili sugli uomini”. A lei ad esempio avrebbero insegnato tutte le tecniche per un gran rapporto orale. Tanto da far dire a Heidi che Seal (l’ex marito n.d.r.) “è stato un uomo fortunato”.

Heidi è una donna di mondo e incarna quel pensiero illuminante che ultimamente sembra cogliere sempre più tutte noi: “Chi può sapere meglio di un gay come far godere con il sesso orale un altro uomo?”. E poi, subito dopo:” Hey! Aspetta un attimo ma io ho un sacco di amici gay!”. O forse sono gli stessi amici a vantarsi (attività tipicamente maschile) di essere i più bravi nel ramo. Com’è, come non è fatto sta che sempre più donne chiedono trucchetti e dritte ai gay, con una certa soddisfazione reciproca.

Però ferme tutte, prima di farvi prendere dalla smania di telefonare al vostro miglior amico arriva la seconda notizia a tema: una vera e propria disfida all’ultimo, ehm, pompino tra una ragazza e un gay. E, indovinate un po’, vince la ragazza. L’articolo, invero piuttosto divertente, è qui.

Insomma, chi la sa più lunga sui pompini? Non so se la ragazza abbia portato a casa la vittoria anche grazie a qualche omo-consiglio però mi pare di capire che, come in tutte le faccende sessuali, la tecnica senza un tocco di sensualità e di reale divertimento (femminile o maschile) sia niente.

Morale: donne, un po’ di know-how aiuta ma chi fa da sé fa per tre (wow!).

Ora smentiteci o, almeno, insegnateci tante cosette nuove.

La foto è tratta da Seventies Blow Job Faces. Enjoy.

Sexy provocatrici e zombie

Agente provocatore di nome e di fatto. Il famoso marchio di lingerie Agent Provocateur lancia il nuovo spot per la linea “Fleurs du Mal” e si mette in gioco senza esclusione di colpi. Il regista Justin Anderson, stella della moda, ha realizzato un mix ironico di ammiccamento erotico e horror. Sembra proprio che gli zombie si accompagnino bene a tutto, anche all’impensabile, un po’ sulla scia di Orgoglio e Pregiudizio e Zombie, il romanzo di Jane Austen rivisitato da Seth Grahame-Smith.

Enjoy.

Dell’amore e dell’orgasmo, intervista a Sofia Natella

Qual è la connessione tra sesso, cuore e cervello? Una bella domanda a cui, almeno in parte, ha cercato di rispondere Sofia Natella, milanese, 26 anni, in arte e online Sophieboop (eletto miglior blog erotico nel 2009). “La disposizione degli organi interni” è il suo primo romanzo da poco pubblicato nella collana Aliberti Freestyle. La protagonista si innamora di un uomo e, nonostante il sesso stellare, non riesce più ad avere un orgasmo. In preda alla frustrazione si rivolge a un dottore che le indica un lungo e impegnativo percorso, una strada fatta di esperimenti che, ben prima del clitoride, toccano il cuore e il cervello. Un romanzo erotico, certo, ma anche una storia di formazione sentimentale che implica la ricerca del piacere e il diritto ad essere felici. Ne abbiamo parlato con Sofia.

Esiste davvero un dottore come quello a cui si rivolge la protagonista del libro? E se gli dovessimo trovare un ruolo sarebbe più un ginecologo o un analista?

Nello specifico no, il dottore non esiste, è frutto della mia discutibile immaginazione quanto a fattezze fisiche e caratteriali, ma esistono tantissimi specialisti validi, che possano aiutare tante donne ad essere più consapevoli e soddisfatte della propria sessualità. Parlando di ruoli, per il dottore ho fatto riferimento alla figura del sessuologo, ma volevo che più che a un medico somigliasse a un grillo parlante, anche se più enigmatico e meno pedante, che fosse una sorta di guida interiore per la protagonista. Mentre scrivevo il romanzo poi mi sono documentata molto sull’orgasmo e la sessualità, sia leggendo, sia facendo qualche istruttiva chiacchierata con un mio caro amico sessuologo, da cui ho tratto una certa ispirazione. Per cui la risposta definitiva è che mentre il personaggio del dottore è fittizio, ciò che dice e i consigli che dà alla protagonista non lo sono affatto, nel senso che hanno un fondamento scientifico. Desideravo fortemente che questo romanzo potesse in qualche modo essere utile a chi vuole migliorare la propria vita erotica, anche se l’intenzione non è mai stata quella di dispensare consigli, piuttosto di offrire un punto di vista.

Di orgasmo femminile se ne parla tanto, soprattutto perché rimane ancora un po’ di mistero intorno ad esso. Ora che anche le aziende farmaceutiche tentano di proporre pillole per stimolarlo puoi dirci, secondo te, qual è il più grande falso mito e la più grande verità sull’orgasmo femminile?

Il progetto del viagra Rosa è stato recentemente bocciato dall’FDA, l’organismo che regola l’approvazione dei farmaci che possono essere messi in commercio: a riguardo c’è anche documentario molto interessante, Orgasm inc. che parla appunto della strumentalizzazione del piacere femminile ad opera delle aziende farmaceutiche e che consiglio di guardare. Anche alla protagonista del romanzo passa per la mente di prendere una di queste pillole, ma credo che, se anche funzionassero – cosa che dubito, a meno che non si tratti di effetto placebo – sarebbe solo un nascondere il problema, invece di affrontarlo con consapevolezza e coraggio, per cercare di risolverlo all’origine. È la stessa differenza che c’è tra il depilarsi con il rasoio e la depilazione definitiva. Ma perché l’idea del viagra rosa sembra così allettante? E qui arrivo alla risposta vera e propria, che emerge anche dal romanzo: perché – a mio parere – il più grande falso mito sull’orgasmo femminile è che debba essere quasi un automatismo, codificato secondo parametri con cui definire la dannata “normalità”, pressappoco uguale per tutte, mentre la più grande verità è che l’orgasmo femminile non solo è diverso per ogni singola donna, ma lo è anche di volta in volta. All’apparenza questo può sembrare scontato, ma se ogni donna fosse educata alla sessualità con informazioni corrette e accettasse il proprio particolare modo di godere – e con “modo” intendo tempi, modalità di eccitazione e di stimolazione, zone erogene e via dicendo – credo che nessuna rincorrerebbe più l’orgasmo, semplicemente perché lo troverebbe sulla sua strada. Nessuna vorrebbe essere “come le altre”, perché sarebbe felice di essere sé stessa e di godere a modo suo. Di conseguenza, credo anche che svanirebbero una serie di problematiche legate al giudizio e che abbandonarsi al piacere sarebbe molto più facile. Per fare qualche esempio di pensieri anti-orgasmici: se non vengo penserà che non lo amo? Godo meno delle altre donne che ha avuto? E se fossi frigida? Non ho mai avuto un orgasmo vaginale, sono menomata? Godo tantissimo con la stimolazione anale, sono gay? Non trovo il punto G, sono sfigata? Ma in pochissimi si sono disturbati di dire, ad esempio, che la stimolazione del punto G potrebbe semplicemente non piacere o non piacere se fatta in un certo modo invece che in un altro… fare notizia sembra molto più importante della sessualità femminile e molte donne si sono dannate a cercarlo, soffrendo per questo. La verità è che in generale la libera espressione di sé non viene per nulla incoraggiata: ci viene continuamente chiesto di adeguarci a dei canoni e se non lo facciamo abbiamo paura di essere diversi, emarginati, ci viene chiesto di seguire la moda del “famolo nelle solite tre posizioni” o del “famolo strano”, insomma, è una strage dell’individualità.

Sofia Natella

Se fosse una ricetta di una torta, quali sarebbero gli ingredienti di un orgasmo femminile?

Ovviamente non posso dirlo in generale, perché ho esperienza solo del mio orgasmo. La ricetta secondo me sarebbe A come Abbandono alle sensazioni, alle intuizioni, quel lasciarsi andare completamente facendo sì che sia il corpo, l’istinto a guidare, D come Desiderare di godere, avere fame di piacere, E come l’Eccitazione, che bisogna lasciar crescere, lievitare, G come Giocare con le sensazioni, i ritmi, con la fantasia, provando infinite variazioni della stessa ricetta, L come Lentezza per assaporare meglio il piacere, mentre si avvicina, sentirne l’odore, sentirne già il sapore in bocca, V come Voglia di sperimentare nuove sensazioni, di andare oltre i propri limiti, di essere audaci. E poi, immancabile, L come la sensazione di Libertà che si prova, come se si urlasse “Mamma mia che buono!”

La tua protagonista affronta una ricerca dell’orgasmo senza esclusione di colpi, fuori e soprattutto dentro di sé. Ma si può vivere bene un rapporto d’amore anche senza?

Probabilmente in alcuni casi sì, se la mancanza dell’orgasmo non rappresenta un problema, se non fa soffrire. Ma la mia supposizione più in generale è che la mancanza dell’orgasmo sia poco tollerabile quando c’è l’amore: passino le avventure e le storielle, ma quando si vorrebbe condividere tutto con una persona, soprattutto la felicità, di cui credo faccia parte il piacere, la mancanza di un momento così intimo come l’orgasmo penso sia difficilmente indolore. Più che altro mi dico: essere felici al 100%, godere della vita e del sesso è un diritto di ogni essere umano, perché mai dovremmo rinunciarci? Forse la risposta è che a volte quando desideriamo qualcosa e non lo otteniamo è perché, come la protagonista del libro, non ci vogliamo abbastanza bene e in fondo pensiamo di non meritarcelo.

Verso la fine del romanzo i corpi degli amanti vivono di vita propria, quasi come macchine ben oliate tanto da arrivare a questa riflessione sull’amore: “Noi non abbiamo bisogno di pensare all’amore, né di cercarlo tra le pieghe o nei mari. E’ qualcosa che facciamo sempre, perché è qualcosa che abbiamo già. Non abbiamo bisogno di niente, quando abbiamo noi stessi.” Dicci di più.

Quando amiamo una persona, a volte abbiamo così paura di perderla che finiamo col perdere noi stessi, cercando di corrispondere a delle aspettative che presupponiamo il partner abbia nei nostri confronti, di plasmarci ad immagine e somiglianza di quelli che crediamo siano i suoi desideri… Insomma, un altro dei trabocchetti della mente o, più esattamente, del cuore: pensiamo di non meritarcelo quell’amore e di dover trovare un modo per convincere chi amiamo a restare. Cerchiamo di convincerlo con il sesso magari, come la protagonista, o cucinando, o iniziando a indossare vestiti improbabili solo perché piacciono a lui, quando in realtà li detestiamo. Così perdiamo la nostra identità, siamo fragili e ci tormentiamo sempre di più. Ma quando “abbiamo noi stessi”, singolarmente e l’un l’altro, quando sappiamo intimamente chi siamo e ce ne innamoriamo, pregi e difetti inclusi, capiamo non solo di essere meritevoli dell’amore del partner, ma anche che quella capacità di dare e ricevere amore (e piacere), in altre parole di essere felici, ci appartiene come ci appartiene un orecchio. Allora facciamo l’amore sempre, con ogni gesto, con naturalezza, siamo nudi e puri di fronte all’altro, possiamo abbassare davvero le difese e abbandonarci al piacere, alla vita, perché non temiamo più niente e non dobbiamo più preoccuparci di convincere l’altro ad amarci. Siamo sicuri del suo amore perché siamo sicuri dell’amore che proviamo nei nostri confronti. Non c’è più la paura della perdita, semplicemente perché capiamo che noi stessi e la capacità di essere felici sono qualcosa che non potremmo perdere mai. Ed è quando non c’è più la paura che siamo davvero liberi di vivere. Di godere.

10 cose che non sapevate sull’orgasmo

Si intitola così l’intervento di Mary Roach, autrice di “Godere” (Einaudi), alla conferenza TED del 2009.

Un intervento brillante e ricco di humour che prende spunto da vari  e più o meno oscuri studi scientifici sull’orgasmo. Insomma la Roach in azione è una conferenziera irresistibile che sa ben ritrarre la difficoltà che la scienza ha incontrato nel capire i meccanismi di quel mistero chiamato orgasmo. Considerate, ad esempio, che un orgasmo è inducibile anche bei cadaveri e immaginate il resto.

Se l’intervento fosse stato fatto oggi probabilmente la scrittrice e divulgatrice statunitense avrebbe aggiunto un undicesima cosa, sebbene non sia poi così sconosciuta visto che la notizia ha fatto il giro del mondo. Ana Catarina Silvares Bezerra, contabile brasiliana 36enne, ha vinto la sua battaglia legale. Affetta da “sindrome da eccitazione genitale persistente” che la costringe a masturbarsi fino a 40 volte al giorno, la donna ha ottenuto dal tribunale di poter avere sul lavoro una pausa di 15 minuti ogni due ore per masturbarsi. Qui la news. La sentenza è shock anche perché riconosce l’esistenza della PSAD (Persistent sexual arousal disorder). Una cosa che a leggerla qualche tempo fa sarebbe sembrata una notizia a metà tra rarissimi casi medici e leggenda metropolitana. L’orgasmo, a volte, non è tutto questo divertimento.

http://www.beautifulagony.com (tanto per entrare nel "vivo" dell'argomento)

La solitudine del cunnilingus

Ci avete mai pensato? In italiano non esiste un sinonimo per il cunnilingus. La questione  gira in rete, rimbalza da Twitter a Facebook, dove c’è anche un gruppo dedicato alla ricerca di un neologismo. Mentre per la fellatio, lo sappiamo, esistono davvero tanti modi di dire per il cunnilingus proprio niente, come se il sesso orale per donne fosse rimasto lì, un po’ imbalsamato nel nome latino. Carolina Cutolo sul suo indimenticato blog Pornoromantica scriveva: “”Perché mai la più santa delle leccate non riesce ad ottenere un posto di pari prestigio [pari alla fellatio, ndr] nell’Olimpo delle pratiche sessuali? Che anche solo l’orrenda parola di origine latina, “cunnilinguo”, così freddamente tecnica se confrontata con l’onomatopeica armoniosità della parola “pompino”, che ti riempie la bocca al solo pronunciarla, è in sé prova evidente di un’antica disparità di trattamento, di un uso assiduo dell’una quanto scarso dell’altra. Io proporrei dunque, ad uso sperimentale e per lo meno finché non si trova di meglio, di chiamare il cunnilinguo “santaleccata”, e non venitemi a dire che è offensivo per qualche religione, perché ci sono innumerevoli culti a questo mondo e ciascuno ha i suoi più che legittimi santi. Perché mai dunque i miei non dovrebbero meritare rispetto e coltivare dignità?”. Le parole sono importanti e sarebbe carino se anche il cunnilingus avesse dei nomi che incutessero meno timore di cunnilingus e se fosse una pratica talmente ordinaria da conquistarsi nell’immaginario popolare i suoi sinonimi amichevoli. Intanto siamo qui che ancora pensiamo a dei nomignoli buffi: da santaleccata a sorbetto.

Lo Stallone Italiano

WikiLeaks. Afghanistan. Il terremoto ad Haiti. I minatori imprigionati in Cile. il 2010 è stato un anno veramente importante per le notizie che fanno il giro del mondo.

Ma noi sappiamo a cosa siete veramente interessati. E la cosa ci riguarda da vicino. Il Global Post, oltre a queste importanti notizie, ci segnala anche “the 10 best sex stories of 2010”.

Ebbene anche in questo campo si distingue la cosiddetta “eccellenza” italiana, quel talento tutto italiano di eccellere, appunto, in quasi tutti i campi: dalla moda, all’arte, al design, alla ricerca (svolta all’estero) al … Sesso.

Ebbeno al primo posto delle migliori 10 storie di sesso del 2010 troviamo lui: “The Italian Stallion” e l’arte del bunga bunga.

Così  si pronuncia il Global post : “In italia, il Primo Ministro Silvio Berlusconi rimane il padrino degli scandali sessuali. Berlusconi ha trascorso gran parte del 2010 schivando o eludendo svariate accuse, la più seria quella che coinvolge la diciassettenne ballerina di danza del ventre Karima Keyek, meglio nota come Ruby Rubacuori.

La difesa di Berlusconi? Meglio essere appassionati di belle ragazze che gay.

Lo scandalo ha infastidito (un sottile eufemismo ndr) il Governo Italiano , ha portato al voto di fiducia e dato origine forse al termine più colorito per indicare una pratica sessuale “feste bunga bunga”: notti selvagge che da quanto è emerso sono presenziate dal leader settantaquattrenne e vanno a finire in dopo cena a base di sesso”.

La triste notizia è che il padrino degli scandali sessuali ci ride su. È appena uscito un libro (Marsilio edizioni) intitolato Il Re che Ride. Tutte le barzellette raccontate da Silvio Berlusconi di Simone Barillari. Rimanendo in tema, il tema più caro al nostro Premier, ve ne propongo una:

“Fareste l’amore con Silvio Berlusconi?” Il 38% delle intervistate ha detto di sì. Il restate 62% ha risposto: “Un’altra volta”?.

Ah, ah. Ahi.

Quello che avreste voluto sapere sulla Danimarca e non avete mai osato chiedere

Loro, i danesi, dicono di avercelo più lungo di tutti. E chi l’avrebbe mai detto? Secondi gli italiani. L’infografica viene da Manhunt.net, un sito di dating per gay dove gli utenti, evidentemente, inseriscono tra i dati anche la lunghezza del loro coso. Ché sono divertenti queste aggregazioni di informazioni prelevate dai social network e dating sites. Ma visto l’argomento: chi la dice più grossa (o più lunga)? Il sito