Ma quali sorelle, non siamo nemmeno parenti

La pubblicità, come ogni forma di comunicazione, è interessante quando stimola il cervello – che sia anche con la finalità di vendere, ma almeno lo mette in funzione. Per raggiungere questo scopo, è valido provocare, dissacrare, ironizzare sulle vacche sacre.

La condizione è quella di cui sopra, far lavorare i criceti dentro al cranio. Scomodare Mameli in nome di un blando piattume e di un’immagine femminile all’edulcorante artificale, più che una vergogna nazionale è uno spreco. Soprattutto perché la versione dell’Inno ha meno verve di una sigla di Cristina d’Avena.

Non c’è bisogno di essere chissà quanto impegnati per tirare fuori qualcosa di bello accostando un Inno Nazionale a un prodotto da mettere ai piedi, basta fare come la Nike con Marvin Gaye.

Io sono un Creativo. Forse Tu no. Forse sei qualcos’altro.

La magliettina Io sono un creativo. Tu no piace e non piace ma sicuramente solleva interesse e anche qualche polemica.

A questo blog, al quale piacciono le cose semplici e dirette, in nome del suo nume tutelare e principio ispiratore, piace pensare che il numero di persone che la indossa dimostri che c’è un esercito di gente che si sente Creativa.

Chi non si sente creativo non ne faccia un dramma. Chi si sente punzecchiato dalla provocatoria maglietta forse vorrebbe esserlo. Chi non ne fa un dramma potrà sempre creare gruppi esclusivit_shirt_banner di categorie professionali o sociali e diffondere la propria magliettina: Io sono un macellaio e tu no. Io sono un ladro e tu no. Io sono un disoccupato e tu no.

Professione stalker

Mi perseguita.

Me lo ritrovo davanti a tutte le ore.

Quando penso che abbia smesso e  finalmente tiro il fiato… riappare!

Implacabile.

E’ in momenti come questi che penso che non me ne libererò mai.

Che ansia ‘sto nuovo spot per la campagna ministeriale contro lo stalking!

In mancanza dello spot originale e anche per non ammorbare nuovamente tutti voi vi propongo un altro scottante documento.

Attenzione: il pericolo stalker può arrivare dai più insospettabili.

P.S. Qui, se proprio lo volete, se non avete mai acceso la TV o se non vivete in Italia, potete trovare il video e le info della campagna anti stalking.

Il target è donna

La tv di bassa lega e la pubblicità fatta per cerebrolesi (che non è necessariamente fatta DA cerebrolesi) trasmettono un’immagine della donna che lascia a dir poco perplessi. Se, per esempio, un alieno guardasse una mezz’oretta di spot rivolti al pubblico femminile avrebbe l’impressione che le terrestri siano una forma di vita solo leggermente più evoluta delle zucchine.

Abbiamo grosse difficoltà a identificare i sintomi del raffreddore, indossiamo maglioni a luglio perché non siamo andate al bagno e le sedute scomode sono un problema talmente serio che nel delirio immaginiamo dei petali giganti da usare come poltrone.

Meno male che Sarah c’è.

Sarah Haskins è una presentatrice/comica di Current TV, che all’interno del contenitore infoMedia presenta l’irresistibile Target:Women, in cui commenta alcune pubblicità, film e programmi “per donne” da un punto di vista decisamente Razor. In questo video l’argomento sono le commedie romantiche.

Current TV è stata fondata da Al Gore. Si tratta di un network indipendente in cui i contenuti sono generati dagli utenti, ed è disponibile sul canale 130 di Sky. La trasmissione di Sarah non va in onda in Italia, per cui se ne volete un altro po’ cliccate qui.

Vi immaginate questo spot in Italia?

Lo spot è per la pillola del giorno dopo Levonelle, venduta senza prescrizione medica, ed è la prima pubblicità per un contraccettivo d’emergenza ad andare in onda in Inghilterra. Trasmessa dopo le 9 di sera, non è stata particolarmente gradita dal rappresentante della Chiesa Cattolica britannica, reverendo Vincent Nicholls. “L’aborto non dovrebbe essere pubblicizzato come un sacchetto di patatine”  ha borbottato il religioso, dopodiché la storia è finita lì.

La domanda del titolo, ovviamente, è retorica.

Il punk non è morto ma ha bisogno di soldi

A proposito di stile di vita rock n’roll e di Iggy Pop, la leggenda vivente del punk è il nuovo, ahm… testimonial di una compagnia di assicurazioni inglese. Già. Non è una parodia né uno scherzo, la Swiftcover ha incentrato tutta la sua nuova campagna mediatica sull’ex-cantante degli Stooges.

Il che vuol dire almeno un paio di cose:

  • il vecchio tossico aveva bisogno di pagare il mutuo.
  • in alcuni paesi una figura come lui serve ad aumentare le vendite di un prodotto ultra-istituzionale, il pubblico capisce e apprezza. Non male, considerato che da noi avrebbero scelto, che so, Pippo Baudo.

p.s. Johnny Rotten invece fa la pubblicità di una marca di burro e neanche questo è uno scherzo.

Il preservativo fa venire le rughe

condom

Riprendo un post dalle ottime Sorelle d’Italia perché vale la pena conoscere questa fantastica campagna indiana contro l’AIDS. Il preservativo fa venire le rughe, fa venire i capelli grigi e abbassa anche la vista. In definitiva fa INVECCHIARE. Capito come? 😉