Oggi sposi, domani chissà. Ma intanto…

Secondo l’ISTAT in Italia non si sposa quasi più nessuno: dal 1970 a oggi nel nostro Paese il numero delle celebrazioni si è ridotto della metà. A questo fenomeno si aggiunge l’esorbitante numero di separazioni e divorzi che si consumano ogni anno: quattro matrimoni su dieci finiscono in tribunale. Facile riprendere il famoso titolo di un film: quattro matrimoni … E un tribunale.

Il matrimonio è un gioco da ragazze

I motivi? Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell’Associazione avvocati matrimonialisti italiani afferma che la crisi economica che ci attanaglia  è assolutamente disincentivante per i più giovani a fare il grande passo. Affittare o acquistare un immobile è diventato un lusso proibitivo, soprattutto nelle regioni centro-settentrionali. E la disoccupazione giovanile, specie quella femminile, «non consente progetti così importanti» (Il Giornale, qui).

Eppure altre fonti e una semplice osservazione della realtà circostante ci dicono che, paradossalmente, sul matrimonio c’è sempre più attenzione. Il mese scorso Velvet, il mensile femminile de La Repubblica ha dedicato un intero articolo al matrimonio rilevando come si stia sempre più diffondendo la febbre da matrimonio, soprattutto il “buon matrimonio”, come dicevano le zie zitelle delle nostre mamme commentando i matrimoni altrui: insomma il matrimonio con il buon partito, il matrimonio d’interesse.

Un po’ ce ne eravamo accorti che il matrimonio andasse di moda: Enzo Miccio ci allieta con le sue composizioni di piselli odorosi in Wedding Planner espressione che dà il nome al programma di Discovery Real time sui professionisti nell’organizzare nozze indimenticabili e professione che potrebbe riabilitare tutti i laureati (disoccupati) in sociologia e scienze della comunicazione. Intimissimi ha lanciato di recente la Wedding Collection e, se un marchio di lingerie decisamente di fascia media si lancia in una operazione del genere, evidentemente il mercato è ancora più che ampio. Anche Max Mara (cosa alla quale aveva già pensato mia sorella, scegliendo un vestito Max Mara per il suo matrimonio) ha lanciato la collezione sposa. Probabilmente l’effetto Kate-William si farà sentire, ancor più se coniugato alla tendenza che vede in risalita il matrimonio di interesse.

Si commenta da sola

E’ vero che molte star, anche abbastanza recidive, se non dotate di un’immagine poco convenzionale, stanno per convolare a giuste nozze: la prima in ordine di importanza direi che è la Kate, l’unica Kate a Londra, come recitava un manifesto circolante nei giorni del matrimonio reale. Kate Moss si sposerà il 2 luglio prossimo con Jamie Hince, chitarrista dei The Kills. Aspettiamo frementi di vedere l’abito indossato da Kate, e scommetto che lo faranno anche quelli che non hanno il coraggio di ammetterlo.

Stanno per sposarsi anche Petra Nemcova, un’altra top (e con un altro Jamie (Belman), Naomi Campbell e Vladislav Doronin. Per restare in Russia sono previste nozze per Anna Abramovich e Nicolai Lazarev (in un’intima cerimonia a St. Barth che costerà pare 8.000.000 di dollari). Per non parlare poi del prossimo matrimonio reale, quello tra Alberto di Monaco e Charlene Wittstock (che speriamo francamente vada meglio di quello delle sorelle e anche del padre, ahi noi).

Fatto sta che tutto questo parlare di matrimonio mi ha messo una strana sensazione addosso (oh oh) e ho fatto un giro in rete per cercare di trovare qualche idea che possa incontrare gusti meno regali, per così dire, e più reali.

Mi sono indirizzata sullo stile vintage-rock and roll e ho trovato un sito molto carino dal quale si possono prendere vari spunti. Si chiama rocknrollbride e si trova qui.

Foto scattata a Londra lo scorso Aprile (Courtesy of me medesima)

Per il momento, nell’attesa, continuo a bearmi di avere avuto un’idea (molto tempo fa) che ho ritrovato in una guida al nuovo matrimonio compilata qualche tempo fa su VF: perché spendere tanto per un servizio fotografico in cui il fotografo di paese vi farà arrivare tardi al banchetto e rischiare di rotolare sugli scogli o farsi pungere da un’ape (cose realmente successe)? Dotate i vostri amici di macchinette usa e getta e avrete un servizio particolarmente accurato e da punti di vista decisamente diversi. Per ora rinuncio, almeno in teoria, alla idea trash e balorda di usare delle spillette con la faccia della coppia (chi, dove, quando?) come bomboniere…

 

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Hello Kitty bang bang

Ecco la quadratura del cerchio: Hello Kitty incontra le armi da fuoco. Orrore al quadrato. La pistola – vera – con la famosa gattina è una delle tante creazioni customizzate in vendita su un sito americano (sebbene ora non sia più in produzione). L’Hello Kitty Gun non è autorizzata dalla Sanrio che è licenziataria del marchio ma fà parte di una nuova tendenza, quella di rendere girlie le armi da fuoco per attirare il target femminile. Se ne parla più approfonditamente in questo recente articolo del Dailymail. Sembra infatti che negli Stati Uniti, nonostante le battaglie delle associazioni contro le armi, l’83% in più di donne abbia acquistato una pistola per difesa personale. Morireste più contenti se vi sparassero con questo “gioiellino”?

Hello Kitty non è nuova agli abbinamenti scioccanti. La sua popolarità è tale che la si trova, ahinoi, davvero dappertutto. Per esempio, per quanto brutto come il peggiore dei vostri incubi, questo vestito da sposa potrebbe ancora avere un senso.

Ma nell’Hello Kitty burqa che senso possiamo trovare?

(via Hello Kitty Hell)