Il botox ti fa vecchia

Nata nel 1958, la signora Madonna Veronica Ciccone, se la matematica non m’inganna, dovrebbe avere 52 anni. Quanti ne dimostra in questa foto recente (scattata all’apertura “Hollywood style” della prima palestra della sua catena Hard Candy Fitness)? Tutti direi. Ma, soprattutto, in cosa si sta trasformando la popstar? A prima vista, sembrerebbe un incrocio tra la donna gatto e una pagnotta appena sfornata. Di sicuro si è trasformata nell’ennesima vittima dell’illusione che plastiche e botulino possano davvero nascondere i segni della vecchiaia. La verità è che semplicemente si invecchia come tutti gli altri esseri umani, sebbene in modo diverso e non per questo migliore. Anzi possiamo ipotizzare che per assurdo l’accumulo di protesi sia diventato un nuovo metro per misurare l’età, proprio come i cerchi nel tronco dell’albero. C’è una prima fase in cui ogni rifacimento, labbra, zigomi, palpebre, ecc,  è direttamente proporzionale all’età che avanza. Le operazioni di chirurgia estetica si sommano col tempo, il volto si trasforma e si rende leggibile proprio come se avessimo segato un tronco. La seconda fase della moderna vecchiaia, chiamiamola così, arriva quando lo sguardo si fa vitreo e sopraggiunge quella somiglianza impressionante tra donne che hanno subito le stesse operazioni e infiltrazioni. Da li in poi l’età è incalcolabile, in tutti i sensi. Non voglio qui disconoscere le difficoltà e le incertezze delle donne a cui il mondo dello spettacolo detta l’eterna giovinezza e non voglio neanche citare la sfruttatissima frase che, pare, Anna Magnani disse al truccatore che le voleva coprire le rughe (tanto la conoscete, no?). Mi chiedo semplicemente, visti i risultati, se tutta questa dolorosa, costosa e affannata corsa all’indietro non sia alla fine una grande fregatura. E se non sia arrivato il momento di un approccio diverso – addirittura trasgressivo – all’invecchiamento delle donne, ma anche degli uomini, che non sia né rassegnato come era una volta, né negato come vediamo e subiamo da un po’.

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Un amore dell’altro mondo*

Ci sono almeno due cose che, secondo me, accomunano i single alla ricerca del grande Amore. La prima è incappare in relazioni usa e getta. La seconda è rifugiarsi nell’irrazionale per trovare qualche tipo di giustificazione ad un destino che riteniamo inspiegabile.

Simona invasa e atterrita dall'invasione

Nel primo caso, per la legge dei grandi numeri, si sa che più si cerca, più sono alte le probabilità di incappare in relazioni destinate a fallire (per la stessa legge, sarebbe molto più facile trovare casa a Pechino). Nel secondo caso ci si mette a spulciare oroscopi, si fanno test di affinità in base al nome o in base alla data di nascita, ci si affida a formule matematiche confidando nel potere di qualcosa di cui abbiamo un timore reverenziale, un po’ come facevano i greci con gli oracoli.

Suppongo che questo tipo di atteggiamento fatalista sia forse quello che deve aver mosso un giovane economista dell’Università di Warwick, Peter Backus, a convertire l’equazione di Drake, l’astronomo che nel 1961 tentò di stimare il numero di civilità extraterrestri evolute nella nostra galassia con le quali avremmo potuto entrare in contatto, in una formula per trovare il partner ideale.

Così come quando consultiamo un oroscopo in cerca di segni e segnali, il ragazzo ha cercato nelle incognite astrali il motivo del suo celibato. La formula, abbastanza complicata (almeno per me) tiene conto di una serie di variabili quali la popolazione del paese in cui si vive, la percentuale di uomini o donne (nel caso in cui la formula sia volta alla ricerca di un uomo o di una donna) sulla popolazione generale, la percentuale di uomini/donne che vivono nella propria città (se non si vuole una relazione a distanza), la percentuale di uomini/donne che vivono nella propria città e hanno l’età desiderata e un altro paio di parametri (tipo il livello di istruzione desiderata o l’aspetto gradevole, se vi interessa).

L’originale formula di Drake fece stimare allo scienziato l’eventuale esistenza di diecimila forme extraterrestri con le quali entrare in contatto. I calcoli fatti dagli astronomi ci dicono che nel Cosmo ci sono tra 200 miliardi e 400 miliardi di stelle e che in questo modo incappare in un alieno è fantascienza pura. E tuttavia, la conversione della formula ha portato fortuna a Peter che, nel giro di qualche mese, ha trovato la fidanzata che cercava.

Ci ho riflettuto parecchio su questa cosa e ho tratto, come al solito, la più semplice delle conclusioni possibili: Peter deve avere incontrato un alieno. Così si spiegherebbe anche la crescente difficoltà dei single a trovare un soggetto umano e di incappare in relazioni fallimentari a piè sospinto: forse nell’emisfero occidentale è iniziata l’invasione degli ultracorpi. Meglio emigrare e trovare casa a Pechino.

*Grazie a Tommaso Pincio per il titolo che gli ho rubato.

Ancora su Rihanna: ora è colpa sua

Appostocosì

Rihanna e Chris: appostocosì

Non si possono avere zigomi così e pensare di non urtarli contro il pugno del tuo ragazzo, suvvia!

La pensano un po’ così i ragazzi di Boston (l’illuminata Boston, eh) su cui è stato condotto il sondaggio che rivela: almeno il 52% pensa che la colpa sia di entrambi. Un po’ ti verrebbe da pensarlo leggendo l’evoluzione canterina delle botte. Il 44% è poi convinto che picchiarsi faccia parte di una relazione. Qui tutti i risultati nel dettaglio. C’è del marcio tra di noi.

Le Razors stanno con Oprah

Il rimedio della patata

patata

Il Perù e la violenza sulle donne ne La Teta Asustada (The Milk of Sorrow), il film della regista Claudia Llosa che ieri ha vinto l’Orso d’Oro alla Berlinale 2009.

Un racconto a metà tra la fiction e  il documentario in cui la protagonista lotta contro il terrore dello stupro che, secondo una leggenda popolare, gli è stato passato attraverso il latte materno. Tra le scene che hanno colpito di più la fantasia c’è quella in cui Fausta, è questo il suo nome, si infila una patata nella vagina a mo’ di folkloristico dispositivo contro la violenza.

E se Alemanno lo vedesse non gli verrebbero in testa altre idee geniali su come arginare il fenomeno degli stupri nella Capitale?

Piccolo manuale dello stalker telematico

stalking-ladyChi è lo stalker?

Da Wikipedia: “Stalking è un termine inglese (letteralmente: perseguitare) che indica una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un’altra persona, spesso di sesso opposto, perseguitandola ed ingenerando stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità. La persecuzione avviene solitamente mediante reiterati tentativi di comunicazione verbale e scritta, appostamenti ed intrusioni nella vita privata”.

Siamo sicuri che non siamo un po’ tutti stalker?

In fondo in fondo tutti siamo vittima/carnefice di una qualche ossessione, che sia dovuta alla gelosia se siamo fidanzati, alla necessità di sapere di più dell’altro se stiamo frequentando qualcuno, alla tendenza a controllare se siamo un po’ ansiosi, alla dose di narcisismo ferito se ci piace qualcuno e non siamo corrisposti… Insomma siamo tutti un po’ molesti.

Sono abbastanza cresciuta da ricordare quando l’unico modo per “molestare” qualcuno erano i pedinamenti, le attese sotto casa e i giri in motorino solo per avere una qualche probabilità di incontrare l’oscuro oggetto (sfuggente e del desiderio).

Devo dire che con il tempo le cose sono un po’ cambiate, non si può dire che siano migliorate perché le nostre ossessioni si nutrono di nuove possibilità di “tacchinaggio”, soprattutto telematico.

La cosa simpatica è che nel caso dello stalking telematico la vittima può non accorgersene, noi siamo salvi da denunce ma irrimediabilmente preda delle nostre paranoie perché il mondo virtuale è fatto di segni e simboli molto difficili da decifrare, molto più difficili, converrete con me, di un telefono sbattuto in faccia al trentesimo squillo consecutivo. Ci sono cose però che si possono facilmente intuire e sapere, basta un po’ di volontà e una certa attitude all’investigazione.

Piccolo manualetto (in 5 semplici punti e qualche suggerimento) dello stalker telematico. Come fare a…

  1. Sapere dove l’oscuro oggetto si trova: facile! Se sta su msn, facebook e myspace insieme è a casa! Ma non sempre è così facile. Diamo il caso puramente teorico che qualcuno non sia su msn ma su facebook sì e diamo per scontato che la cosa sia molto strana (guardatevi dentro saprete che è mooolto strano). Perché? Un bravo investigatore calcolerebbe la costanza con la quale si presenta il fenomeno e ne dedurrebbe che se non è su msn ma su facebook potrebbe essere a casa ma anche in luogo pubblico con pc connesso o con I-phone ma non dotato di msn.
  2. Sapere se l’oscuro oggetto sta chattando o sta solo fissando lo schermo o mangiandosi le unghie del piede destro: su facebook dovrebbe essere facile:

lunetta grigia”: inattivo, non sta chattando. Ma ancora non si è capito se stia facendo qualcos’altro, tipo non passare sul nostro profilo.

pallino verde”: attivo, l’oscuro oggetto sta chattando o è inattivo ma ancora il pallino (sole) non è diventato luna.

Su msn bisogna dotarsi di strumenti raffinati quali msnplus che, solo nel caso in cui il contatto tacchinato non abbia impostato uno stato di default, vi dice se lo stato è inattivo nel caso in cui sia online e non stia chattando. Olè.

  1. Sapere con chi l’oscuro oggetto sta chattando: molto molto difficile. Le variabili da considerare sono troppe ma si dà il caso puramente teorico  in cui abbiate tutti i contatti in comune e siate solo in tre online. Così è facile. Ma praticamente assurdo. Ehehe.
  2. Sapere se l’oscuro oggetto ha una tresca: su myspace e facebook è molto facile. Si dà il caso che se qualcuno ha una tresca inizi a dare segni di squilibrio mentale scrivendo frasi sdolcinate o peggio, strofe di canzoni. Se la frase in questione è accompagnata da punti esclamativi è molto probabile che la tresca vada “alla grande” e, al contrario,  non vada alla grande se le canzoni in questioni raccontano di treni in partenza e letti abbandonati oppure se essa è seguita da puntini sospensivi o è tratta da Zero degli Smashing Pumpkins.  In questo caso è molto probabile che qualcuno stia rosicando, come se dice a Roma.

Su msn in genere è la stessa cosa, ma si può avere qualche indizio in più se il/la tacchinato/a aggiunge alla propria frase qualche emoticon… Smile e cuori: tresca in corso; pipistrelli e nuvole in tempesta: rosicamento.

  1. sapere con chi l’oscuro oggetto ha la tresca: facile. Facilissimo. O quasi. Bisogna essere furbi. Il segno più evidente sono il numero di foto che appaiono sul profilo. Ma non solo le foto in cui l’oscuro oggetto e la tresca sono insieme. Bensì:

il numero di foto in cui l’oscuro oggetto viene ritratto anche da solo (vale nei casi di narcisismo più o meno latente): l’oscuro oggetto potrebbe voler attirare l’attenzione di qualcuno;

il numero di foto commentate sempre dalla stessa persona e il tono dei commenti (hihihihihih, che bello! Wowow! Baci… etc.): è molto probabile che l’oscuro oggetto abbia una tresca con quella persona;

il numero di foto che ritraggono insieme l’oscuro oggetto e qualcuno: evidente. Lampante. Sintomo di frequentazione fisica. Ma vi devo dire proprio tutto!

Il numero di commenti lasciati sulla pagina… Ma, attenzione. Non è indicativo, può esserlo ma non è un segno sicuro. L’oscuro oggetto e il qualcuno si sono scambiati il privatissimo indirizzo di msn e ovviamente si parlano lì (vedi sopra, frasi).

Ci sono dei casi molto pericolosi in cui lo stalker telematico può provare a rubare la password all’oscuro oggetto (si danno casi in cui ciò sia accaduto) e provare a farsi un giro nei suoi account (guardatevi dentro: è molto probabile che anche la password dell’oscuro oggetto sia la medesima per tutti gli account, come la vostra), in cui lo stalker telematico costringa i suoi amici ad aggiungere gli amici dell’oscuro oggetto solo per vederne la bacheca o le foto (nel caso di facebook e non di myspace dove i profili sono liberi). Nel primo caso mai entrare in msn. All’accesso dell’oscuro oggetto apparirà una finestrella informandolo che qualcuno ha effettuato l’accesso da un altro pc. Trallalero. Nel secondo caso, attenzione a chi chiedete il favore. Va bene l’amico/amica del cuore, mai chiederlo a chi in cambio potrebbe volere molto altro da voi.

Mai chiederlo a qualcuno che conosce l’oscuro oggetto. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio e si evitano un sacco di figure di merda.

P.s. il fenomeno dello stalking è molto serio, ed è l’anticamera della violenza sulle donne. Da quando la ministra Mara Carfagna ha proposto una legge sugli atti persecutori creando, nel miglior stile del suo Governo, un altro nemico pubblico, lo stalker, in qualunque salotto televisivo non si parla altro che di stalking. Va bene, ma…  La questione è molto seria, così com’è è molto serio il fatto che esistessero già nel codice penale i reati di molestie, molestie aggravate, telefoniche e maltrattamenti in famiglia e il suo Governo abbia dovuto uscirsene con il solito colpo di scena e contemporaneamente usare i soldi sottratti ai centri antiviolenza per abolire l’Ici.

5 ritorni di cui avere timore nel 2009

ugg-boots1E’ di nuovo quel periodo dell’anno in cui si scatenano le classifiche. Noi ci sguazziamo. Ecco la prima top 5:

1. Gli stivali australiani UGG

2. Gli anni ‘90

3. Cocooning (… whatever)

4. La reunion dei the Darkness

5. Un altro film di Muccino

La patata tira (e morde)

Gli uomini hanno paura delle donne. Da sempre, giusto? Ultimamente, poi, se la vedono maluccio. Ad incarnare tutto questo smarrimento, chiamiamolo così, arriva sul grande schermo la storia riveduta e corretta della vagina dentata, una delle paure maschili più grandi che percorre nei secoli alcune mitologie. Si, ho visto in anteprima Denti e l’ho trovato… un vero spasso! Probabilmente gli uomini non lo troveranno così divertente visto che ci sono almeno tre peni mozzati che spruzzano sangue ma i miei colleghi maschili sembravano comunque divertirsi durante la proiezione. La protagonista è una teenager che scopre, non senza trauma e sangue, di avere una vagina mutante dotata di denti anti-maschi sopraffattori. E’ così che vivrà la nascita della sua fin troppo prorompente femminilità. Si dice nella mitologia che la vagina dentata debba essere “conquistata” da un eroe. Ma qui non ci sono eroi, solo maschi più o meno scorretti che si beccano la punizione peggiore. La cosa bella del film di Mitchell Lichtenstein (figlio del pittore Roy), è proprio il trasformare la protagonista mutante da mostro (come poteva essere Carrie) ad eroina. Non credo che il film possa essere collegato al femminismo, almeno come noi lo conosciamo.  E’ un horror con tante sfaccettature che da voce a quell’energia femminile che noi tutte abbiamo sentito repressa per troppo tempo. Non fraintendetemi: io che me lo sono goduto non desidero neanche lontanamente evirare uomini. Siamo decisamente nel campo del simbolico. Però in un mondo in cui le violenze e le pressioni maschili sulle donne sono ancora molto attuali la faccenda della vagina dentata da una certa infantile e sgangherata soddisfazione. Vi tocca aspettare il 22 agosto per saperne di più…