Il Rasoio d’Argento – Ricette semplici per evitare serate complicate

nemo

Terza portata: frittatina con la condizionale.

Ovvero, come utilizzare quella poltiglia schifosa di cuccioli di pesce che hai portato come souvenir dalla vacanza in Costiera.

Intanto tranquillizziamoci: capire se il consumo di bianchetti (o ciacianielli, o gianchetti, o neonata, comunque quella specie di fossa comune di pesciolini bianco-grigiastri con enormi occhi neri) sia lecito o meno e in che periodo dell’anno lo sia è un’impresa improba.
Stabiliamo come pietra di paragone che sono legali le infradito col tacco e dichiariamo risolti i (vostri) problemi di coscienza.

Dunque.
Prendi l’orrido ammasso di pesciolini e sciacqualo, evitando accuratamente di toccarlo.
Sbatti le uova per una normale frittata, aggiungendo pepe, poco sale e tantissimo prezzemolo.
Se hai della maggiorana in casa compi 3 operazioni:
1. chiediti perché ce l’hai;
2. controlla la data di scadenza;
3. aggiungila alle uova sbattute.

Adesso rovina quella simpatica macchia di colore giallo punteggiata di verde con i mollicci cadaverini grigiastri e combatti la loro tendenza a fare gruppo, sparpagliandoli con la forchetta.

Da qui in poi è facile e visto che scrivo di lunedì mi pare abbastanza.

Il Rasoio d’Argento – ricette semplici per evitare serate complicate.

cuoca

Seconda portata: Fluire amarostico della Stagione dei Ciliegi (Olio di rucola).
Di quando una brutta giornata smette di essere il nemico delle meravigliose ballerine Marc Jacobs comprate in saldo al 70% l’assolato giorno precedente, trasformandosi nell’occasione per reinventarsi casalinghe perfette. Con un evidente errore di prospettiva.

Ingredienti:
1 pomeriggio di caccia all’Ikea che porti come conseguenza l’acquisto di un mortaio;
1 slancio di entusiasmo nei confronti di un mazzo da 1 kg di rucola;
1 cena che non basta a smaltire il suddetto kg di rucola;
1 domenica di aprile all’aroma di grandine e vento tipo Katrina;
olio;
sale grosso.

Prima che sia in grado di scappare e buttarsi da solo, prendi un po’ del kg di rucola, mettila nel mortaio con una presa di sale e inizia a recitare il Mantra della non relatività delle unità di misura:
Un mazzetto di rucola/sta in una mano
un covone di rucola/riempie la busta.

Quando sentirai un torpore di pace scendere sul bicipite, aggiungi dell’olio e ricomincia a pestare. Accompagna questa seconda fase con l’Haiku:
Piove, c’è vento
Pesto erba per ore.
Mannaggia Santo*
.

Continua ad aggiungere e pestare rucola fino a esaurimento scorte o tuo o finché non inizia Dr. House, poi versala in un’oliera o qualunque altra cosa, filtrandola con un colino.
Puoi impiegare questo tempo variabile per cimentarti anche tu nella magnifica e millenaria arte del componimento poetico, o anche no.

L’olio va usato entro un mese e puoi metterlo praticamente su arrosti, insalate, come pure il battuto che rimane sul fondo del colino. Che però entro qualche ora potrebbe cominciare a recitare il Tanka del rimpianto del pesto:
Sto nel colino
Aspetto il destino
Mi sento solo.
Oltre questo retino
Ho visto troppo poco.

*Invocazione atipica dal significato oscuro, risalente al tempo della Dinastia Nanboku-cho.

Il Rasoio d’Argento. Ricette semplici per evitare serate complicate.

Dalle mie parti, per essere perfetta, una donna deve esserne almeno 3: padrona in salotto, cuoca in cucina e puttana in camera da letto. Ma dalle mie parti il rasoio non è ben visto: le donne possono permettersi il lusso dei peli superflui e, piuttosto che cercare la soluzione più semplice, è preferibile evitino di notare il problema.
La tripartizione di cui sopra apre a degli spunti interessanti come, ad esempio, la consustanzialità del divino e del femminile: uno e trino si pretende sia quello, une e trine si pretende siamo noi. Trine, poi, gode della duplice accezione di 3 per volta ma anche di leziosi merletti. Quindi 3X2, che fa 6, ma anche promozione della Sma.
Ma non siamo qui per questo.
Avendo a disposizione 3 variabili, le soluzioni sono ovviamente 3:
1. puttana e padronaconversazione raffinata, Sofficini e sesso acrobatico;
2. puttana e cuocagrembiulino, guepiere, vitello in crosta e parliamo di gossip;
3. padrona e cuocacasa perfetta, cena perfetta, letto perfettamente intatto.
Dunque, signore adorate, ecco a voi il Rasoio d’Argento: ricette semplici per evitare serate complicate.
Buon appetito.

Salmone in crosta di cristalli salini*

*Salmone al sale
Di quando affermiamo con spocchia di preferire il pesce alla carne, precipitandoci da sole nell’inferno di verificare la cottura di qualcosa ancora avvolto nella propria pelle.

L’inizio è la parte più difficile: compra un salmone e ricordati di fartelo pulire. Se non lo fai, preparati a conoscere il meraviglioso mondo delle viscere di pesce. Torna a casa. Accendi il forno a 180°. Ora guardati intorno finché non trovi un tegame basso, rettangolare e in vetro: complimenti, hai scoperto di avere una teglia. Bagnala con un po’ d’acqua e un goccio d’olio* (goccio: un cucchiaio o due cucchiaini o un fondo di bicchiere. E comunque non la quantità che usa zia Rosa per la caponata). Adagia il salmone sul suo viscido liquido letto e ricoprilo completamente di sale grosso. Infilalo nel forno per mezz’ora e abbandonalo al suo destino. Fatti una doccia, vestiti, mettiti in piega le ciglia, chiama tua madre che ti deve raccontare di zia Rosa che a momenti dava fuoco a casa per cuocere la caponata, togli i calzini sporchi dal pavimento della camera da letto, fai sparire le pantofole a forma di delfino, apparecchia. Il salmone è pronto.
Suggerimenti:
• aggiungi al sale grosso un qualunque sale colorato – non sa di niente, ma è tanto posh;
• porta in tavola il salmone ancora nella sua crosta e lascia al tuo commensale il piacere di farla esplodere in mille direzioni.

*PRIMA l’acqua, POI l’olio. Se non ti fidi ti meriti di scoprire da sola il perché.