Goodbye, Ruby Tuesday

Esiste una pletora di termini con cui vengono definite le donne che offrono sesso  in cambio di denaro. E siccome, come dice Moretti, le parole sono importanti, forse sarebbe il caso di riflettere, prima di usarle. E prima di non usarle. Che Ruby Rubacuori abbia la faccia, la classe e i trascorsi del mignottone da sbarco mi pare evidente. Quello che capisco meno è come mai sia stata accolta al Karma di Milano da fischi e cori di coetanei che le davano della puttana. A pelle, mi sento di escludere che il pubblico (pagante, 18 euro per l’esattezza) volesse un ospite di maggiore spessore: nei prossimi 3 week-end il Karma farà sedere sul suo trono Nina Moric, Fabrizio Corona e Lele Mora. Non penso neanche che fosse l’indignazione per la dubbia morale della signorina a generare gli insulti: metà dei clienti era vestita come lei e l’altra metà cercava di portarne a casa una qualunque, di quelle vestite come lei, come è normale a 20 anni. Inoltre, una buona parte di quelle vestite come lei avrebbe semplicemente voluto essere al suo posto, almeno sul trono del Karma. Ma allora, ripeto, perché i fischi e i cori da osteria? Ma, soprattutto, perché a Ruby sì e a Noemi Letizia (che, siamo sinceri, è pure cessa) no? Perché quest’ultima ha alle spalle una sorridente famiglia borghese, che probabilmente ha favorito l’incontro tra lei e il coetaneo di suo nonno, che le ha pagato le labbra e le tette nuove, che applaude orgogliosa mentre balla mostrando le mutande ai fotografi – mentre Ruby è marocchina, viene da una casa famiglia e, pur di scappare dalla povertà, si guadagna da vivere con spettacolini softcore, ad un’età in cui la maggior parte di noi ancora non ha capito dove sia il clitoride? Non è una santa, Ruby. E per descrivere quello che fa per vivere esiste una pletora di termini: animatrice, escort, ragazza immagine e il caro, vecchio, puttana. Ma per descrivere il pubblico del Karma a me viene in mente solo un aggettivo. Razzista.

 

Troppo facile.

Anche oggi uno stagista verrà licenziato. Nello specifico, quello della rivista Complex che doveva caricare sul sito la foto di Kim Kardashian.

Per chi di voi ancora avesse una vita e non l’abbonamento a Diva&Donna, riassumo la biografia di quest’astro nascente della tv: figlia dell’avvocato di O.J. Simpson, di origini armeno-scozzesi – cui si deve il coté un filino sopra le righe -, in uno slancio di originalità debutta nello show-biz con un video porno girato dall’ex fidanzato.

Da ieri KK troneggia nelle edicole e fa furore grazie a un altro uomo, lo stagista di Complez, appunto, che, anziché caricare sul sito la stessa foto della copertina, ci ha messo quella pre-photoshop.

Risultato: mentre nelle edicole svetta una venere dagli zigomi prepotenti, tonica e levigata nella sua esotica perfezione (per quanto in una posizione da lussazione istantanea del bacino), sul web spopola l\’immagine di una buzzicozza cellulitica dall’inequivocabile espressione “30 bocca, 50 amore, extra a parte”.

Ripresa dai notoriamente poco ironici giornali italiani la notizia suona più o meno: “Sollievo femminile: anche Kim Kardashian ha la cellulite”.

Mi permetto quindi di rivolgermi ai suddetti poco ironici giornalisti italiani: che una cavalla di 2 metri cresciuta a junk food e cucina armena avesse la cellulite riuscivamo ad immaginarcelo anche da sole.

Il vero sollievo arriverà solo quando una pelle a buccia d’arancia non sarà più considerata notizia che meriti l’homepage del quotidiano online più diffuso in un Paese ben più allo sfascio delle cosce di una starlette sovrappeso.

pop_photoshop1

Santa Luxuria ha fatto il miracolo

0_22_053106_batwoman

Era autunno e questa Razor impegnava le sue serate in rutilanti maratone televisive per assistere allo spettacolo d’arte varia dell’Isola dei Famosi. Ivi regnava incontrastata Vladimir Luxuria, intenta a trasformarsi da trans più famosa d’Italia in icona di saggezza femminile, passando dalla svolta obbligata della delazione pettegola sulla presunta relazione tra le chiappe di Belen Rodriguez e i bicipiti di Rossano Rubicondi.
Nel disinteresse di chi scrive, l’Italia di interrogava su quanto questa partecipazione avrebbe potuto aiutare la causa dell’integrazione. A distanza di mesi, la situazione è quella che segue.

Napoli: si chiama Ketty (diminutivo universale di Concetta per i nati a nord dei Campi Flegrei, ndr.), è una trans e faceva la prostituta nei ritagli di tempo. Sì, perché la sua principale occupazione in realtà era fare il boss della Camorra. Arrestata a febbraio,  sarà il primo caso di transessuale non violentato in carcere. Franca Leosini con la bava alla bocca piantona l’ingresso della prigione.

Milano: Nostra Signora delle anoressiche, l’accozzaglia di parti di corpo senza senso secondo la classifica Blackwell 2008, Victoria Beckham dichiara a Vanity Fair che nel suo corpo cela un uomo gay. Che, per sopravvivere in tali ristrettezze, si sospetta sia il fantasmino Casper.

Stati Uniti: Batman (momentaneamente, si spera) muore, al suo posto arriva Batwoman. Ricca, rossa e lesbica.

Che poi il bollettino degli stupri sui quotidiani italiani si aggiorni con la stessa frequenza con cui si aggiorna l’oroscopo è un’altra storia. E, purtroppo, verrà raccontata un’altra volta.

La Sagrada Familia

Madonna con bambino

Madonna con bambino

Prima o poi dovevamo parlarne.

Per chi ama crogiolarsi nell’assurdità del mondo celebrity questo è un fatto troppo appetitoso: il nuovo fidanzato di Madonna è un modello brasiliano di 22 – nel senso che ne ha VENTIDUE – anni di nome Jesus. Come se non bastasse, di cognome fa Luz, quindi si chiama Gesù Luce. Cioè Madonna va a letto con Gesù.

Più che una coppia è praticamente un presepe.

Solo che stavolta il rapporto ha ben poco di immacolato. Gli americani possono abbandonarsi a facili battute con la parolaccia motherfuc*er, noi ci limitiamo a ridacchiare. Ma oh, quanto ne vale la pena.

Fase di Isolamento

“Io guardo la tv”: in certi ambienti una frase del genere suona come una confessione al pari di “sono sotto antidepressivi” o “non ho mai finito le superiori”. Soprattutto sui profili dei social netowork, si porta molto scrivere di schifare qualunque immagine esca dal tubo catodico (cielo, come sono antica, intendevo digitale terrestre e altre diavolerie). Be’ questa Razor guarda la tv senza complessi, un po’ perché fa parte del suo lavoro e un po’ perché prima o poi Flavia Vento si mozzerà un dito cercando di aprire un cocco e non esiste perdersi la scena.

Quest’anno L’Isola dei Famosi esercita lo stesso fascino morboso di un incidente stradale, uno sa che è riprovevole fermarsi a guardare ma non riesce a evitare di farlo. Non che ci siano grandi sorprese: come c’era da aspettarsi il transgender Luxuria è lungi dall’essere il fenomeno da baraccone del gruppo, a confronto con le due bionde, la romana di cui sopra e una tale brasiliana, che insieme non arrivano al quoziente intellettivo di un’ape. Belen Rodriguez, invece, non ha bisogno di avere nessun quoziente intellettivo perché è esageratamente gnocca da far spavento. Visto che in quest’edizione c’è anche la squadra della gente comune, si potrebbe proporre alla Rai una serie di spin off, senza prove né vincitori, in cui semplicemente si prende una categoria e la si spedisce molto, molto lontano.

– L’Isola dei Politici, che non sarebbe in questo caso la Sardegna

– L’Isola dei Tassisti, indignati dalla concorrenza dei tronchi galleggianti

– L’Isola degli Ultrà, costretti a insultarsi tramite scritte sulla sabbia

Odiarsi cordialmente, anche virtualmente

Hatebook

Mentre mesi fa impazzava il video “I’m getting bored of Facebook”, Dr. Evil ha deciso di andare oltre.

Hatebook è un anti-social network, in cui vieni incoraggiato a dare informazioni false e gettare nel ventilatore più fango che puoi. Puoi creare gruppi dedicati all’odio verso quello che vuoi. Puoi e devi rivelare fatti privati di chi ti sta antipatico.

La pagina in cui vedi le azioni recenti dei tuoi contatti, che su Facebook viene ipocritamente chiamata “feed”, su Hatebook ha il nome giusto: Gossip.

Mentre smanetti sul sito continui a essere insultato dal creatore dello stesso, il Dr. Evil di cui sopra.

Questa Razor ha già cominciato e la prima vittima è…

Il Portierato Elettronico

Non è qualcosa che istallano all’entrata dei condomini di lusso.
Per Portierato Elettronico qui s’intende l’andare a frugare tra i cavoli altrui nei vari social network, blog e qualunque struttura web da cui si possano ottenere informazioni che non ci riguardano.

In fondo, cosa sono queste strutture se non un grande condominio virtuale in cui possiamo stare alla finestra a commentare la gente che passa? Si scoprono cose turche, come ad esempio che il nuovo ragazzo di tua cugina fa karate con uno che stava in classe con te al liceo.

Si possono trarre conclusioni a prova di dubbio, ad esempio: se il tipo con cui esci e la sua ex non accedono a MySpace dallo stesso esatto giorno è ovvio che sono in vacanza insieme, quindi lui ti ha mentito e quando torna è il caso di piantare una grana epocale, fidati. Per non parlare della classifica degli amici… metti che all’aperitivo di venerdì hai visto X, che esce con Y, chiacchierare un po’ troppo con Z che guarda caso è amica di Y. Se lunedì noti che Y ha tolto sia X che Z dai top friends, stai sicura che è scoppiato il casino.

Perez
Nella foto: Perez Hilton, Queen of All Media,
padre spirituale di ogni portinaia

Intervallo telenovelas
Il Portierato Elettronico può causare effetti collaterali anche gravi, come dimostra la seguente storiella, accaduta già da qualche anno.
I protagonisti sono Amica A (io), Amica B, Amica C e Lo Stronzo. Tutti i personaggi risiedono in Braziu, esclusa Amica A che ha lasciato i tropici per smanettare sul computer nella nostra ridente Comunità Europea.

Colta da saudade, Amica A legge il blog di Amica B, che scrive bene e ama raccontare le sue (dis)avventure amorose. Stavolta Amica B parla della sua nuova fiamma, con cui esce sporadica ma ormai regolarmente. Dà a intendere di averci fatto un po’ di tutto e ora è triste perché lui è sparito nel nulla. Traccia quindi un divertente identikit dello scomparso, descrivendolo minuziosamente: nome di battesimo, iniziale del cognome, capelli biondi e occhi azzurri perché di origine tedesca, ha tatuato sul braccio una specie di clown malefico.
Amica A, che dista dalla scena almeno 13 ore di volo senza contare gli scali, si sente un attimo mancare: la descrizione corrisponde per filo e per segno al fidanzato – da 8 anni, con anello al dito – della sua carissima Amica C!
Cosa fare? Cosa non fare? Nulla, se non fosse che Amica C sta per sposarlo, Lo Stronzo.
Poche settimane dopo Amica A va in Braziu a trovare i suoi, e parla. Ci sono delle conferme (Amica B è tutt’altro che l’unica scappatella). Scoppia il casino. L’anello va a farsi benedire.
Amica A non se ne pente perché alla fine Amica B si è fatta un po’ più furba, Amica C è rinata come donna indipendente e Lo Stronzo continua a credere che il suo solo errore sia stato farsi beccare.

Tornando a noi
È vero che il Portierato Elettronico può essere irresistibile, soprattutto quando ci piace qualcuno, ma la patologia è dietro l’angolo. Nervi saldi e autocontrollo sono fondamentali per non lasciarsi trascinare in un vortice di paranoie campate in aria, anche più delle paranoie normali. Praticarlo senza che prenda il sopravvento, ecco il segreto: roba per vere dure, insomma.

Razorflash

Ragazzi, qui si perde tempo a parlare di politica e crisi dei cereali (lì per lì ho temuto un rincaro del prezzo degli special-chei al cioccolato fondente, ma poi ho capito che era più grave) mentre il mondo va avanti e i veri avvenimenti da discutere sono altri.

Ebbene sì, Mariah Carey si è sposata. Lei ha 38 anni, lui 27. Forse il matrimonio era una specie di bonus offerto dal chirurgo plastico, in omaggio con un rifacimento totale dalle sopracciglia all’alluce.

Il maritino Nick Cannon a quanto pare è famoso in America. Qui, no.

In alto, vediamo lo sposo mentre impugna la sua grossa pistola nera.

E qui lo ritroviamo vestito da figlio del cumenda, mentre la sua prorompente dolce metà gli ricorda che se vuole una donna piatta, si fidanzasse con una tavola da surf.

L’attacco dei cloni

Kevin & Kevin

Di un paio di giorni fa la notizia che la povera Britney stia frequentando un clone del suo ex marito Kevin Federline.

Ok Britney, sei solo la conferma empirica che QUASI tutti gli uomini sono uguali. Di conseguenza non è vero che le ragazze hanno la tendenza ad innamorarsi sempre degli stessi tipi. Mica siamo sceme.

Grandi amori, fugaci avventure, riviste e videoclip.

Le notti di pioggia invitano al ricordo e alla nostalgia.
Come una star sul viale del tramonto, ho voglia di contare i miei ex mariti. Immaginari, of course.
Giurai amore eterno per la prima volta a 8/9 anni, e lui era Atreyu della Storia Infinita: una specie di Keanu Reeves in miniatura vestito da sioux. Certo che a vederlo oggi somiglia a Eva Longoria.

Atreyu
La storia era infinita ma quell’amore non era eterno.
Lo dimenticai nel momento stesso in cui un tastierista dalla chioma azzurra bucò il mio teleschermo sulle note di Cristina d’Avena.
Satomi fu una passione fugace ma intensa, che durò fino a quando non mi unii alle mie coetanee dodicenni e cominciai a comprare Cioè.
In quel periodo ero una vera zoccola immaginaria.
Amavo contemporaneamente Morten, Joey Tempest, un po’ Nick Kamen e tantissimo John Taylor. Per non parlare di River Phoenix, che fortunatamente dimenticai prima di restare vedova.
Poi, a un tratto, la rottura.
Il tempo dei fidanzatini ingenui era finito. Avevo conosciuto Axl Rose.

Axl
Una storia seria, importante, che sopravvisse anche agli amori in carne e ossa che finalmente iniziavano a popolare la mia vita adolescente.
Amai Axl senza riserve, nonostante gli occasionali tradimenti con Mike Patton dei Faith No More e Sebastian Bach degli Skid Row. Lo amai fino a che lui non cominciò a ingrassare, il grunge prese piede e le hair bands iniziarono a sembrarci a tutti un po’ ridicole.
Così, durante un pomeriggio davanti alla tv, conobbi sia Joey Ramone che Anthony Kiedis.
Di Joey amai la musica, ma Anthony mi fece arrapare come non era mai successo in 16 anni. Coerentemente, nella vita vera mi innamorai follemente di uno skater con i capelli fino alla cintola. Bono come il pane, nonstante il metro e mezzo di altezza, il mio nuovo red hot lover fu un punto fermo nella mia vita più o meno fino al 1996.
Fu quando smisi di sognare la California e iniziai a fantasticare su Manchester. I was feeling Supersonic. Liam è stato il uomo parallelo durante tutti i cinque anni con il mio ex, che invece odiava gli Oasis.
Da allora mi sono dedicata più al cinema. Ho eletto Ewan McGregor padre dei miei figli, ma ho finito per tradirlo con Benicio del Toro.

Benicio

Ho flirtato con Jake Gyllenhaal ma ho perso la testa per Cillian Murphy. Per non parlare di quella scappatella con Sayid… chi può resistere a un torturatore iracheno? Io no.