Non solo ciabatte

Anzi infradito con pedigree quelle che Havaianas (gran bel sito, tra l’altro) ha commissionato ad una manciata di stilisti e celebrities varie, da Manolo Blahnik a Noemi Campbell (infradito col tacco, mah!), da Jade Jagger a Paul Smith. Coloratissime e sfiziose, le ciabattine fescion sono state vendute sul web e il ricavato devoluto in beneficenza.

Supersize vs. superskinny

Sir Philip Green è il proprietario di Topshop – OMG!  – (scusate, ma non è fisicamente possibile scrivere il nome del megastore ingelse senza farlo seguire da quella sigla) e del marchio di taglie grandi Evans.

Per il primo, Green conta su una collezione disegnata da Kate Moss. Ecco uno degli abitini:

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Per il secondo, arriva il 9 luglio quella firmata Beth Ditto. Ecco uno degli abitoni:

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Riuscirà l’ugola d’oro dei Gossip a suscitare invidia nelle pelle-e-ossa che non potranno indossare i suoi vestiti? Ai posteri l’ardua sentenza.

Date un’occhiata su: Beth Ditto Evans.

Hairspray!

Da un po’ di tempo, il successo di un artista nel mondo musicale indie-cool sembra essere strettamente legato alla quantità di lacca che usa.

Tutto cominciò con Amy Winehouse. La sua voce era già in giro da almeno un album, ma fu solo con la beehive che il mondo si accorse davvero di lei.

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Quest’anno le novità per cui la stampa inglese grida al miracolo hanno qualcosa in comune. Sono giovani da far cadere le braccia (le mie di sicuro, ma è per l’età), brave, stilose da morire e le loro pettinature sono una dichiarazione d’intenti.

VV Brown, pop dal gusto anni ‘5o. Cryin’ Blood è il singolo da ascoltare su MySpace o Spotify. Il numero del parrucchiere non è reperito.

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Elly Jackson, cantante dei La Roux, duo electro pop d’ispirazione 80/90. Da ascoltare: In for the Kill. Per il ciuffo rivolgersi all’Aeronautica.


Di questo passo la prossima rivelazione musicale sarà Chantal Biya, esplosiva first lady del Camerun. Abbiamo tutti molta paura.

Chantal con la noiossima Carla Bruni.

Chantal con la noiossima Carla Bruni.

Un’altra ideona che ha avuto qualcun altro

MyLittleSkeletor

Oh Mio Dio.

Ancora un giocattolo di-quando-eravamo-piccole-noi torna alla ribalta dopo un restyling ironico-cool.

Gli agghiaccianti MioMiniPony sono finiti nelle mani dell’artista, o meglio studentessa di arte, finlandese Mari Kasurinen che li ha fusi con ulteriori icone del cinema e della tv per creare i mostri che potete vedere cliccando sul suo nome.

Nella foto, il MyLittle Skeletor, della serie Masters.

Evidentemente siamo arrivati al meta-revival: un’icona degli anno 80 non basta, ce ne deve essere una dentro l’altra.

Troppo facile.

Anche oggi uno stagista verrà licenziato. Nello specifico, quello della rivista Complex che doveva caricare sul sito la foto di Kim Kardashian.

Per chi di voi ancora avesse una vita e non l’abbonamento a Diva&Donna, riassumo la biografia di quest’astro nascente della tv: figlia dell’avvocato di O.J. Simpson, di origini armeno-scozzesi – cui si deve il coté un filino sopra le righe -, in uno slancio di originalità debutta nello show-biz con un video porno girato dall’ex fidanzato.

Da ieri KK troneggia nelle edicole e fa furore grazie a un altro uomo, lo stagista di Complez, appunto, che, anziché caricare sul sito la stessa foto della copertina, ci ha messo quella pre-photoshop.

Risultato: mentre nelle edicole svetta una venere dagli zigomi prepotenti, tonica e levigata nella sua esotica perfezione (per quanto in una posizione da lussazione istantanea del bacino), sul web spopola l\’immagine di una buzzicozza cellulitica dall’inequivocabile espressione “30 bocca, 50 amore, extra a parte”.

Ripresa dai notoriamente poco ironici giornali italiani la notizia suona più o meno: “Sollievo femminile: anche Kim Kardashian ha la cellulite”.

Mi permetto quindi di rivolgermi ai suddetti poco ironici giornalisti italiani: che una cavalla di 2 metri cresciuta a junk food e cucina armena avesse la cellulite riuscivamo ad immaginarcelo anche da sole.

Il vero sollievo arriverà solo quando una pelle a buccia d’arancia non sarà più considerata notizia che meriti l’homepage del quotidiano online più diffuso in un Paese ben più allo sfascio delle cosce di una starlette sovrappeso.

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Febbre da Red Carpet!

Dev e Freida

Ok, a quanto pare, cioè secondo il Telegraph, Dev Patel e Freida Pinto, la coppia protagonista di Slumdog Millionaire – The Millionaire, titolo in inglese che sostituisce il titolo originale in inglese – stanno insieme anche nella vita.

Carini loro, carino il film ma… 8 Oscar? Miglior film? Se almeno ne avessero dato uno retroattivo per Trainspotting…

Grande Sean Penn, grande il fu Heath Ledger. Ora, le cose importanti:

Mickey Rourke è uno di quei personaggi che possono permettersi di tutto. E se ne approfittano.

Mickey Rourke è uno di quei personaggi che possono permettersi di tutto. E se ne approfittano.

Invece Beyoncé dovrebbe regolarsi... e trovare un parrucchiere al suo assistente.

Invece Beyoncé dovrebbe regolarsi... e trovare un parrucchiere al suo assistente.

Ok, ma... Marion Cotillard? Cosa ne pensate?

Ok, ma... Marion Cotillard? Cosa ne pensate?

Love is in the edicola

Beth Ditto su Love

Oggi viene al mondo la prima edizione di Love, nuova pubblicazione Condé Nast.

Tutta glossy, luccichina e luccicante, la neonata rivista vuole essere una versione leggermente più street e rock n’ roll delle grandi bibbie del fashion. Con articoli su Iggy Pop e Courtney (ovvio) Love, punta più sullo stile che sulla moda vera e propria. Rispetto a Vogue è la cugina che si fa le canne, ma che comunque non vive senza piastra per capelli.

In copertina, la donna che ormai basta schiaffare in prima pagina per essere sollevati dall’accusa di induzione all’anoressia: Beth Ditto, come sempre nuda ed immensa.

Tremate, le spalline son tornate…

Nel momento in cui tutto va a rotoli, e non c’è più grande speranza nel futuro il mondo guarda al passato e la moda anche… E’ da qualche stagione che assistiamo a diversi revival: le zeppe, lo stile hippy, il burlesque e i corsetti, anche la Adidas è pronta a rieditare i suoi capi storici con la linea Originals…

Dei ritorni quello della moda anni ’80 è forse quello più palese: i fuseaux che diventano leggings, i bomberini lucidi e gonfi eredi del Moncler da paninaro, i ray ban colorati e con le lenti a specchio… Di una cosa però non avevamo bisogno, anzi le più accorte e lungimiranti tra noi ne temevano il ritorno: le spalline.

Se è vero che nel marasma di ritorni e nella sostanziale e provvidenziale mancanza di una unica tendenza è molto difficile che ci ritroveremo a non poter indossare altro che giacche e camicette con le spalline… Questo ritorno delle spalline può far riflettere.

Negli anni ’80, anni di yuppismo rampante, la spallina è il simbolo apoteotico dell’emancipazione femminile celebrata dalla giacca di taglio maschile di Armani e da quella indossata da Melanie Griffith in Una donna in carriera: le donne hanno finalmente le spalle larghe quanto gli uomini.

E adesso? Cosa ce ne facciamo delle spalline?

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Balmain P/E 2009 in passerella e indossato da Jennyfer Connelly

Sobbarcate dal lavoro, e bombardate nostro malgrado dall’imperativo biologico e morale della necessità di procreare e accudire una famiglia abbiamo bisogno delle spalline per sostenerne tutto il peso, quasi come le donne africane che sotto il cesto che hanno sulla testa portano una morbida ciambella di stoffa.