Informazioni su Susana

I'm honest, brutal and afraid of you.

Etero in Drag, la classifica

Vedere un uomo dall’aspetto inequivocabilmente maschile vestito da donna provoca in noi un effetto simile alla buccia di banana. Ci fa ridere e provare immediata simpatia per il coraggioso Adone.

Ispirate dal video di Daniel Craig e in onore a codesti notevoli pezzi d’uomo, ecco la nostra classifica dei Migliori Etero in Drag.

1) Gael Garcia Bernal in La Mala Educacion

Un tronco di gnocco totale ed assoluto (disclaimer: opinione personale di Susana) in qualsiasi abito, trucco o parrucca.

2) Il compianto Patrick Swayze in A Wong Foo, Grazie di Tutto! Julie Newmar


Nessuno può mettere Patrick in un angolo. In più una menzione onorevole a Wesley Snipes e John Leguiziamo, per aver mandato a quel paese il machismo delle comunità afroamericana e portoricana in questo tenero film da popcorn.

3) James Franco by Terry Richardson

James, le prossime 127 ore le puoi anche trascorerre a casa nostra. Con entrambe le braccia, please.

4) Cillian Murphy in Breakfast on Pluto

La bellezza eterea (nonché vagamente anoressica) dell’attore irlandese diventa quasi ipnotica con l’aiuto di un paio di ciglia finte e un velo di rossetto.

5) Glee può piacere o meno, ma Finn (Cory Monteith) vestito da Lady Gaga non può restare fuori da questa lista.

6) Jude Law in Rage

Il primo film ad aver debuttato direttamente su telefoni mobili ci ha regalato anche questa chicca. Secondo noi, è più sexy di Sienna Miller.

7) Gérard Depardieu in Lui Portava i Tacchi a Spillo

(disclaimer 2: l’autrice non ha visto il film) Depardieu qui è adorabilmente inguardabile.

8 ) Jack Lemmon e Tony Curtis in A Qualcuno Piace Caldo.

Perché nessuno è perfetto.

My name is Bond, Jane Bond

Si sarà anche detto che gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere, ma su questo pianeta dovremmo essere tutti uguali.
Equals? è un’iniziativa promossa da un insieme di associazioni e ONG per denunciare la disuguaglianza tra i sessi. Non solo nel Terzo Mondo ma nella teoricamente civile Inghilterra, dove in media due donne a settimana sono vittime di omicidio commesso dal loro stesso partner. Non risulta che la stessa percentuale valga per gli uomini.

Daniel Craig, che di mestiere presta il volto a uno dei simboli massimi del machismo, fa da testimonial alla campagna in questo video commemorativo della Giornata Internazionale della Donna.

Nel video, la speaker fa ironicamente notare la disuguaglianza tra i modi in cui la società tende a giudicare il comportamento promiscuo maschile e femminile. Il che ci fa pensare.
E se 007 fosse una donna, che oltre a ordinare Martini agitati e non mescolati si porta a letto una lunga lista di fotomodelli a cui i cattivi sparano nei primi 20 minuti di film? Nel 2011, probabilmente l’unica ad accettare l’idea sarebbe l’industria del porno.

L’iniziativa va molto oltre il festeggiare l’8 marzo ed è permanente. Dal finanziare gli studi di bambine africane all’impegnarsi al contare quanti culi mostra quotidianamente MTV, il sito di Equals? offre diversi spunti e suggerimenti per chi vuole essere coinvolta, o coinvolto, nella campagna.

C’è speranza per tutti/e

Ecco l’ennesimo meme ad aver attecchito in rete.

La parola meme definisce i fenomeni nati e ingigantiti dalla massa di utenti di internet, come ad esempio l’espressione FAIL o le varie parodie al video di Lotus Flower dei Radiohead. Ah, il meraviglioso mondo 2.0.

Qui, ancora una volta si fa leva sulle foto di celebrities da ragazzi, stavolta con un messaggio di, mmmh… speranza? Il meme è nato dal blog He Will Never Have A Girlfriend e si è sparpagliato in giro per Twitter, Tumblr e altrove.

He Will Never Have a Girlfriend prova che il tempo è un toccasana (soprattutto con l’aiuto di un fornito conto in banca).

Mostri, racconti e altre meraviglie

C’era una volta, e c’è ancora, una bottega non tanto grande ma di certo ben fornita, orgogliosamente piazzata in una strada secondaria nel recondito Est di una metropoli umida e fumosa.

Gli scaffali di tale bottega espongono in perfetto ordine una quantità di provviste di prima scelta, adatte a soddisfare le richieste di ogni Mostro, anche il più esigente. Eleganti confezioni di Paure d’ogni sorta, dal Vago Senso di Disagio al Terrore Mortale, un ricco assortimento di fluidi umani in conserva e una varietà di altri prodotti di cui un Mostro dai gusti raffinati non può fare a meno.

Ma la rispettabile bottega, nota a tutti col nome di Hoxton Street Monster Supplies, nasconde un segreto. Da essa, infatti è possibile accedere a un luogo di grande importanza e autorità. Un ministero, per essere precisi: The Ministry of Stories.

The Ministry of Stories è un progetto nato da un collettivo di scrittori e designer, tra cui spiccano i nomi di Nick Hornby e Zadie Smith, che si rifà alla scuola di scrittura per ragazzi 826 Valencia, curata da Dave Eggers a San Francisco. Anche The Ministry of Stories vuole nutrire la passione per la scrittura nei bambini, aiutare a identificare e far crescere nuovi talenti e soprattutto onorare la sacra arte del raccontare storie.

Hey, ancora una cosa. The Ministry of Stories è un progetto no-profit finanziato in parte dal negozio Monster Supplies e in parte da donazioni, e cerca volontari. Se siete a Londra e avete sempre voluto lavorare al Ministero, questa potrebbe essere l’occasione giusta.

Girl Crush #1: Nicki Minaj

Girl Crush vuol dire una cotta, non sessuale, per un’altra ragazza. La traduzione al femminile del bromance. In altre parole, una lista di ragazze per cui abbiamo un debole.

Nicki Minaj è letteralmente uno spettacolo.
Rapper, performer, arrangiatrice e produttrice, ha portato una ventata d’aria fresca nel mondo dell’hip hop non solo per l’essere donna, ma per l’aver introdotto qualcosa che il genere non vedeva da secoli: un minimo di autorionia e senso dell’umorismo.


Nicki ha diversi alter ego: Harajuku Barbie, bambola pseudo-giapponese, Roman Zolanski, adolescente gay e Nicki Teresa, guaritrice miracolosa. In altre parole, ha suggerito al mondo gangsta che una risata ogni tanto non fa male a nessuno.

Orgoglio Bieban

Esiste un momento cruciale quanto agghiacciante nella vita di ogni donna con i capelli corti. Quello in cui ti rendi conto di somigliare a Justin Bieber. Per la sottoscritta l’anti-epifania è arrivata la settimana scorsa ed è stato orribile.

Per fortuna Internet ti tira su anche nelle situazioni più delicate.  Ecco a voi un gruppo di donzelle per cui la situazione non sembra essere un problema, anzi la vivono con orgoglio.

Le Biebans (lesbians + Bieber) sono ben felici di postare le loro foto sul blog Lesbians Who Look Like Justin Bieber*.

Questa non sono io, è una Bieban. Cliccate senza paura, il sito non contiene canzoni di JB.

* E ora nel mia cronologia di Google c’è la frase “lesbians who look like Justin Bieber”, voglio proprio vedere che genere di suggerimenti per gli acquisti inizierò a ricevere…