Fare i genitori: l’anno della tigre (e della pecora permissiva)..


È qualche mese che le polemiche infuriano intorno al tema dell’educazione dei figli da parte dei genitori. È stato pubblicato anche in italia pochissimi mesi fa (Sperling e Kupfer, 2011)) un libro che ha scandalizzato l’America: il Ruggito della Mamma tigre di Amy Chua docente di diritto internazionale nella esclusiva Yale Law School, cinese-americana, figlia di immigrati con un marito di ebreo americano. Come ha scritto Federico Rampini sulle pagine di Repubblica: “è un libro molto ricco e affascinante, ma la parte che ha fatto scandalo in America è una sola, quella in cui Amy Chua descrive i metodi con cui educa le due figlie, metodi più ispirati alla cultura confuciana che alle consuetudini americane: disciplina ferrea, divieto di guardare la tv o di trastullarsi con i videogame. Perfino le feste dagli amici sono proibite per dare la priorità allo studio”. Tutto ciò con l’intento ben preciso di coltivare il talento dei figli e indirizzarli verso carriere fulgide. 

Proprio di oggi, sempre su Repubblica, una notizia che sembra una risposta al ruggito della mamma tigre.

Il professor Bryan Caplan in un nuovo manuale “Selfish reasons to have more kids: why being a great parent is less work and more fun than you think” (Ragioni egoistiche per fare più figli: perché essere un bravo genitore è meno faticoso e più divertente di quanto si pensi) afferma esattamente il contrario: rilassatevi, divertitevi, lasciate che i vostri figli stiano davanti al computer o alla tivù e per cena ordinategli la pizza. Insomma, la rivincita della mamma chioccia, agnello, pecora (e chi più ne ha più ne metta) ma, potremmo dire, sostanzialmente fancazzista.

Bryan Caplan psicologo ed economista, citando dati e statistiche su gemelli e figli adottivi, dimostra che raramente il modo in cui i genitori allevano i figli ha un effetto su come diventeranno da adulti.

"Figli dei Fiori"

Fatto sta che noi abbiamo la sensazione che, in questo campo, la ricetta non ci sia proprio. Partiamo da una considerazione personale. Proprio ieri sera ho assistito ad una conversazione tra un mio amico e i suoi genitori: normalmente egli si lamenta del fatto che i suoi genitori gli abbiano, per dire, impedito di coltivare le sue aspirazioni adolescenziali (ovviamente fare il musicista) e l’abbiano fatto studiare dai salesiani. Parimenti loda il fatto che gli abbiano sempre permesso di non doversi smazzare per lavorare e l’abbiano mantenuto senza battere ciglio. Ebbene, ieri sera gli ha rinfacciato di non averlo mandato a lavorare sin da giovanissimo. Mamma tigre, mamma agnello? Genitori, non vi angosciate, qualunque cosa facciate, vi sarà rinfacciata.

Un esempio della totale confusione in cui versa il campo dell’educazione genitoriale è quello delle Celebrities.

Una serie di coppie di genitori permissivi hanno provocato molti danni ai loro figli (che si siano ripresi o no): Drew Barrymore e i suoi problemi di droga sin da piccolissima ne sono un esempio. River Phoenix, figlio di hippies è finito decisamente male.

Parliamo dei poveri genitori della Gaga che adesso si ritrovano a fronteggiare le manie emulative della figlia minore Natali. Stranamente sono preoccupati che la ragazza diventi come la sorella … Troppo attaccata al lavoro, non alle bistecche di Manzo.

Katy Perry

Di qualche giorno fa sono le dichiarazioni di Katy Perry (VF America di Giugno) che sembra abbastanza confusa: dice di non aver avuto una infanzia e di essere vissuta in una famiglia intollerante e chiusa (e guarda quanto è tollerante e aperta lei) ma nello stesso tempo afferma che i genitori sono felici del suo successo. La palese contraddizione, cara ai giornalisti, fra l’esuberanza della sua carriera e la rigidità delle sue origini.

Tra i genitori estremamente permissivi, che non hanno per questo rovinato la carriera dei propri figli, possiamo sicuramente annoverare quelli di Woody Allen, cui va il premio per l’originalità: “Quando ero piccolo, mia madre mi diceva sempre: “Se uno sconosciuto ti avvicina, ti offre caramelle e ti invita a salire in macchina con lui, vacci!” (W.A.).

E voi che tipo di genitori avete avuto?

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2 pensieri su “Fare i genitori: l’anno della tigre (e della pecora permissiva)..

  1. infatti io ho evitato accuratamente di fare figli “in cattività”… giusto oggi R titola “giovani in via di estinzione meno due milioni in 10 anni”. insomma, se la specie è in via di estinzione posso dire con orgoglio di aver dato anche io il mio piccolo contributo…

  2. il mondo (almeno il nostro) è uno zoo e tutti, in molti contesti, dalla cultura alla politica, dall’istruzione al lavoro, ci vogliono scimmie ammaestrate… già ho difficoltà io a vivere e sopravvivere con dignità figurati se ci buttavo un figlio dentro ‘sta babele

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