Lo Zen e l’arte del porno (in 3D)


Per chi non lo sapesse (ancora) annunciamo: è uscito giusto ieri ad Hong Kong e a Taiwan il primo colossal porno in 3D. Il film si intitola Sex and Zen: Extreme Ecstasy e il suo costo di produzione è stato di oltre 3 milioni di dollari.

La locandina di Sex and Zen: Extreme Ecstasy

Un investimento “enorme” se si pensa che il settore hard professionale vive una crisi storica, a causa della pirateria, dei film amatoriali e dei siti porno gratuiti: secondo stime di Confindustria, nel 2010 in Italia tutto l’indotto è crollato da 1,5 miliardi di euro a 750 milioni (Wired).

Forse sarà il 3D a salvare l’industria (professionale) del porno? Non lo sappiamo, forse voi avete qualche opinione a proposito.

Fatto sta che però questo non è il primo porno in 3D e, come in molti casi, in questo l’Italia detiene un primato: il primo film porno in 3D in tutta Europa è stato girato e prodotto in Italia, Casino 45, dalla casa di produzione Pink’o di Rudy Franca e ha come protagonista il noto pornoattore Franco Trentalance.

Su quali siano i vantaggi, per lo spettatore, del porno 3D rispetto a quello a due dimensioni la letteratura è ancora scarsa.  Per quanto riguarda i protagonisti è lo stesso Trentalance a deplorare la lentezza eccessiva delle riprese e la messa a fuoco che esalterebbe eventuali difetti fisici degli attori affermando: “Si, in effetti si vede qualche pelo superfluo o brufolo, soprattutto se hai la pelle molto chiara, così come le vene sottopelle”. Ma, soprattutto, gli alti costi di produzione non permettono di girare scene con troppi protagonisti, diciamo così, quindi queste rappresentano al massimo una coppia.

Come spiega Pietro Adamo, docente di Storia moderna e autore di Il Porno di massa (Raffaello Cortina Editore), una vera autorità in merito, in origine la pornografia fu salutata come figlia della rivoluzione sessuale, quella che negli anni ’60 predicava la liberazione del corpo dalle inibizioni borghesi classiste e sessiste. Progressivamente, il fenomeno è degenerato nella mercificazione, nel consumismo e nel porno di massa.

Secondo Adamo la caratteristica principale del porno di massa si riduce a una liberalizzazione sessuale delle fantasie sadiche maschili e, di recente, l’anonimato del web avrebbe alimentato la proliferazione del genere estremo contribuendo a dare sfogo a forme di violenza represse.

Questa svolta (fisiologica) del porno al 3d forse potrebbe rappresentare una virata verso una nuova era porno maggiormente sofisticata?

Chinese erotic art

Di sicuro è quello che accade con la prima mega produzione cinese. La visione del film, basato sull’erotic novel cinese del 17° secolo “Il tappeto da preghiera di carne” e sequel 3D dell’omonima serie di film erotici inaugurata nel 1991, ha assicurato il quotidiano britannico The Guardian, è di quelle che lasciano senza fiato e permetteno allo spettatore di “sentirsi come seduto sul bordo del letto” (recensione qui).

Sperando di non vedere troppi brufoli … 

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6 pensieri su “Lo Zen e l’arte del porno (in 3D)

  1. sono scettica sul porno 3D, mi sembra che non aggiunga niente di particolarmente interessante a un genere che ha sempre avuto grandi potenzialità rivoluzionare (non a caso ancora oggi la produzione degli anni ’70, tranne rari casi, resta esteticamente insuperata). perciò finché il porno continua a inseguire esigenze di mercato (il 3D, semplicemente ridicolo), arrancando per non scomparire a causa di youporn, consiglio vivamente di vedere SENSATIONS, 1975, di lasse braun, definito da david bowie (no, dico, il duca bianco) uno dei 10 film da salvare in caso di disastro nucleare.

  2. avevo visto sex and zen del 1991…ed era imbarazzante soprattutto per l’idea di inserire scene ironiche.
    cioè, ragazzi…nel sesso non si ride, almeno quello….
    si, molti film porno sono comici, ma è appunto comicità involontaria, questi invece volevano fare i brillanti. una delusione.

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