Fantasie culinarie


Secondo una ricerca commissionata dal Re del tortellino Giovanni Rana (di cui purtroppo ho trovato solo notizie in rete, vedi qui per esempio ) svolta intervistando un campione di 3000 individui, un uomo su dieci si dichiara disposto a lasciare la propria compagna/fidanzata se questa si rivela incapace di cucinare dando valore “scientifico” ad una crudele realtà: cucinare è ancora considerato un modo per fare breccia nel cuore del nostro bene amato.

Un altro interessante risultato della ricerca di mercato in questione sarebbe che il 50% degli uomini e il 45% delle donne credono fermamente che una romantica cenetta a casa sia meglio che una cena fuori. E qui non voglio insinuare che la differenza percentuale sia dovuta alla spilorceria degli uni e alla strategia di evitamento di una giornate a sfornellare dell’altra.

E tuttavia, la mia sete insaziabile di statistiche e sondaggi improbabili mi ha portato a scoprire che il signore e padrone del tortello ha commissionato un’altra ricerca di mercato per il lancio dei tortelli freschi al cioccolato (questa volta commissionato ad Ispo) in cui si indagava il rapporto tra dolce e salato nella vita di coppia e in cucina. Le differenze di genere in merito evidenziano con estrema originalità che “le donne (43%) appaiono un po’ più inclini alla ricerca della dolcezza nella vita di coppia  mentre l’uomo è il più “hot”, mostrando più entusiasmo a favore del piccante nella relazione amorosa (28%)”.

Bene a questo punto la ricerca si chiede cosa accomuni i due sessi e la risposta viene fornita in termini di immaginazione: alcuni tipi di sapore sono maggiormente legati all’immaginario maschile (come la pasta) mentre altri all’immaginario femminile (come il cioccolato).

Ebbene. Recentissima è la notizia (la solita ricerca si!) di  uno  studio della Carnegie Mellon University, pubblicato su Science, il quale sostiene che pensare intensamente un cibo (immaginarne consistenza, profumo e sapore), può bastare per raggiungere un senso di sazietà e, quindi, ridurre il desiderio di quel particolare cibo. Cosa che farà felici le donne che (come rileva Rana) sono ossessionate dal cioccolato.

Sintetizzando al massimo i risultati della ricerca (chi ha desiderio può leggere l’articolo qui) di Carey Morewedge, lo psicologo sperimentale che ha condotto lo studio, in poche parole per sentirsi sazi non serve ingozzarsi di cibo né sopprimere il desiderio di cibo, bensì usare l’immaginazione.

Una scoperta rivoluzionaria  che pone fine al “residuo” maschilista (un uomo su dieci!) che vuole la donna ai fornelli, pena l’abbandono. La prossima volta che non vi va di cucinare apparecchiate di tutto punto, fatelo sedere e inducetelo ad immaginare qualche piatto succulento. Che poi si sa… Una fantasia tira l’altra.

2 pensieri su “Fantasie culinarie

  1. Il preparare un pranzo o una cena o una colazione o più semplicemente una merenda, è un atto che non dovrebbe cadere nella mera abitudine nella vita di coppia, ne tanto meno dovrebbe essere un atto dovuto (sempre che non sia stato concordato e condiviso prima). Bensì dovrebbe entrare idealmente in quella sfera della condotta generale che è l’amore verso l’altro o l’altra. Amore che si esprime attraverso la reciproca conoscenza, il rispetto, l’attenzione, ecc. Certo poi è necessario prendere in considerazione i bisogni che ognuno ha. E in teoria se per un maschio è assolutamente indispensabile che la propria “eventuale” compagna\fidanzata deve cucinare bene, magari cerca di capirlo prima… lo stesso vale per la femmina. Conoscersi prima di fare certi passi, evita eventuali incomprensioni future.

    Certo non esiste un manuale di vita di coppia di successo. Ma almeno conoscere la persona che c’è nell’amata o amato è decisamente importante.

    Bibliografia supersintetica
    Erich Fromm. L’arte di amare.

    Max ^___^

  2. Qualche settimana fa il thread più popolare di Twitter era #femalesneedsto e tra la grande varietà di commenti, alcuni non proprio lusinghieri, la cosa che più mi ha colpito è che un gran numero di uomini, ma anche qualche donna, urlava (con i punti esclamativi) “cook!!!”, “prepare meals again!!!”, “make sandwiches!!!”. E torniamo un po’ a Fromm e a quello che sappiamo: la via del cuore passa anche dallo stomaco. D’altronde per noi donne preparare un pasto per qualcuno è sempre più un atto d’accoglimento che possiamo scegliere e non un condizionamento infantile da Dolce Forno (che peraltro adoravo, diciamocelo). Se ci va, bene: facciamolo, sarà un sorprendente momento di seduzione soprattutto se lui vive di 4 salti in padella. Se non ci va faremo altro o cucinerà lui.

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