Vittime della moda


La scena del delitto

L’espressione fashion victim è un neologismo, si dice coniato dallo stilista Oscar de la Renta, con il quale vengono identificati i soggetti che seguono in modo passivo e acritico qualunque dettame della moda. Sociologicamente parlando si dice vittimismo per via della vulnerabilità di fronte al materialismo ed alla caducità degli eccessi della moda. Di conseguenza si diviene vittime da un lato dei pregiudizi sociali, dall’altro degli interessi dell’industria della moda.

Detto questo a volte la moda “uccide” e miete diverse vittime. Senza arrivare a certi eccessi, come accadde a Isadora Duncan, la celebre ballerina che nel 1927 morì strangolata dalla sua sciarpa che si impigliò nelle ruote di un’automobile, si ravvisano diversi casi di vittime della moda.

Proprio ieri una sciùra milanese, probabilmente alle prese con lo shopping natalizio, è stata travolta in Galleria Vittorio Emanuele II (sede di numerosi negozi di griffe e marchi prestigiosi, oltre che famosi caffè, ristoranti, considerata, con Via Montenapoleone e Via della Spiga, una delle sedi dello shopping di lusso meneghino) dalla caduta di un megacuore Swarovski.

Speriamo solo che la povera signora (cui vanno comunque auguri di pronta guarigione) perlomeno stesse camminando su comode scarpe più adatte allo shopping che ad uno shooting fotografico.

Perché proprio le scarpe sono i principali killer del mondo della moda (come dimenticare del resto l’indimenticabile film La morte cammina con i tacchi alti?).

Secondo un sondaggio commissionato da Hotter Shoes, produttore di scarpe britannico, su un totale di 3000 donne che indossano abitualmente i tacchi alti una su dieci è finita in ospedale per danni causati proprio dalle scarpe: cadute, gambe rotte, persino denti rotti. Chi di noi non ha sperimentato invece strappi muscolari, tendini infiammati e vesciche ? Io si.

Ma spesso i danni oltre che fisici sono anche morali, per così dire… Nonostante l’ostinazione delle donne ad indossare i tacchi alti il sondaggio rileva che ben un 89% delle intervistate dichiara di avere avuto una serata rovinata a causa dei tacchi, più di un terzo ha affermato di avere avuto bisogno di essere riaccompagnate a casa per via del dolore ai piedi e il 61% ha affermato di avere trascorso almeno una intera serata sedute. A questo punto sarebbe stato meglio ubriacarsi con le ballerine ai piedi e farsi molestare sessualmente dal proprio accompagnatore.

Le spaventose Armadillo del fu McQueen

I tacchi alti sono una disdetta anche per chi li dovrebbe saper portare, tant’è che un annetto fa tre famose modelle (Abbey Lee Kershaw e le russe Natasha Poly e Sasha Pivovarova) hanno scioperato e stretto un “accordo anti tacchi” rifiutandosi di indossare le pericolosissime (anche il nome non scherza) Armadillo di Alexander McQueen (l’unico morto davvero in questa sede, a parte la Duncan).

Anche le stars hanno i loro motivi per stare attente. Ne sa qualcosa Lady Germanotta Gaga che a Giugno di quest’anno stava camminando insieme ai suoi collaboratori nell’aereoporto di Heathrow quando ad un certo punto è caduta faccia a terra sul pavimento… Non che fosse ubriaca, semplicemente indossava tacchi alti 30 cm.

La caduta di una stella

Insomma la moda può fare molto male, in ultimo e definitivamente al portafogli, ma ci sono anche persone (vendicatori ben “mascherati”) che fanno molto male alla moda: chi indossa il calzino di spugna con il mocassino, chi porta la 48 e indossa i leggings come un pantalone, il perizoma in vista, le mutande colorate sotto il pantalone bianco… Avete qualche altro crimine da segnalare?

2 pensieri su “Vittime della moda

  1. Premesso che i leggins non sono pantaloni e credo non andrebbero indossati come tali da nessuna,ci sono le infradito con la zeppa,i jeans aderenti che avvolgono cosce non toniche e le calze che simulano gambe non depilate.

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