Wishlist per il nuovo anno

Le Razor Sisters augurano buon anno a tutti. In special modo a quelli che fanno propositi per l’anno nuovo e che l’ultimo dell’anno fa pensare alla Rettore. Del resto siamo sempre in tema di rasoi e lamette. Non tagliamoci le vene, tanto tra due anni sarà tutto finito!. Le Razor Sisters vi augurano di dare una rasoiata ai buoni propositi, quelli che vengono puntualmente disattesi, e vi augurano di aspettarvi l’inaspettato. Del resto, anche il colmo vivente per un ballerino, chiamarsi Benjamin Millepied, esiste davvero e ha pure messo incinta Natalie Portman (qui). 

Vi augurano di dare fruttuose rasoiate ai pensieri superflui e perché no, per stasera, anche ai peli superflui, indossare un bel vestito e darvi alle danze. L’unico consiglio che mi sento davvero di darvi è quello di non indossare skinny jeans, nel caso fortunato in cui l’anno dovesse chiudersi in bellezza e amore, vi ci vorrà davvero un taglierino per rimuoverli!

Happy New Year! Da Chiara, Simona e Susana.

Quello che avreste voluto sapere sulla Danimarca e non avete mai osato chiedere

Loro, i danesi, dicono di avercelo più lungo di tutti. E chi l’avrebbe mai detto? Secondi gli italiani. L’infografica viene da Manhunt.net, un sito di dating per gay dove gli utenti, evidentemente, inseriscono tra i dati anche la lunghezza del loro coso. Ché sono divertenti queste aggregazioni di informazioni prelevate dai social network e dating sites. Ma visto l’argomento: chi la dice più grossa (o più lunga)? Il sito

Sex and the Holidays

Natale tempo di doni, di grandi abbuffate in famiglia e di lunghi pomeriggi di di digestione molesta davanti alla televisione. Per molti dare mano al portafogli, ingrassare di dieci chili in dieci giorni e trascorrere il pomeriggio accanto al nonno che russa non èuna prospettiva allettante.

Per fortuna, esistono i guru delle riviste For Men only, “la risposta maschile al mondo delle riviste dedicate al pubblico femminile” (così chiosa il direttore di Men’s Health), che ci accorrono in aiuto con i loro “preziosi” consigli.

Cari signori, se avete sbagliato il regalo all’amata sappiate che secondo un sondaggio americano il 68% delle donne baratterebbe volentieri il regalo di Natale con del buon sesso, a patto che non si tratti del solito missionario. Quindi siete dispensati dal regalo ma non dall’esercizio più difficile: la fantasia (cosa che non ha niente a che fare con il cambiare il colore del solito completino intimo).

In ogni caso MAX vi corre in aiuto proponendovi la top five (qui) delle posizioni del sesso di Natale. Le più interessanti, alle quali ho dato una rivisitatina, sono a mio parere quelle  denominate  Jingle balls e Silent night.
Per la prima posizione bisogna essere ovviamente dotati di palle: anche perché essa richiede che vi addobbiate come un albero di Natale con la complicità della vostra amata. Anche la vostra amata dovrà essere dotata di palle, quel tanto che basta per non scoppiare a ridere di fronte al dubbio su dove posizionare il puntale.  La seconda più che una posizione sembra  una sfida: confinati nella vostra ex cameretta a casa dei vostri genitori solo un muro vi separa dalla stanza del nonno e da quella del vostro fratellino: dovete fare meno casino possibile, magari tappandovi la bocca con una fetta di pandoro e allontanando il letto dal muro.

Nelle colonne di Men’s Healt (qui) troviamo invece altri consigli sotto il titolo “Sexy Christmas: in 6 mosse il piano perfetto per fare sesso prima del cenone a casa dei suoceri“.

L’assunto da cui parte l’articolo è che il cenone a casa dei suoceri può (ed è, diciamocelo) essere un vero supplizio e che una buona dose di sesso improvvisato può esserne un gradevole antidoto.

I consigli profusi da Men’s Healt variano dalla location adatta (cantina del nonno o mansarda) all’alibi, quello più banale, chiudersi in stanza per impacchettare i doni. L’abbigliamento gioca un ruolo direi preponderante nella faccenda: vestirsi in modo agile, niente orpelli e niente jeans skinny rimuovibili solo previa operazione chirurgica.

E tuttavia, a mio parere, sebbene l’articolo sia utile nel suggerire una sana strategia anti-noia esso non è privo di controindicazioni: fare sesso prima del cenone fa raddoppiare l’appetito, mentre farlo dopo, senza iperbolici trucchetti e ansie varie non solo rilassa ma in teoria, dovrebbe fare smaltire le chilocalorie assunte.

Eppure, qualche cosa di vicino alla realtà pare esserci in tutto questo fiorire di consigli e strategie di sesso natalizio. E come sempre sono andata a documentarmi.

I ricercatori Gabriele Doblhammer, Joseph Lee Rodgers e  Roland Rau  del Max Planck Institute for Demographic Research hanno studiato a lungo la “stagionalità” delle nascite in un lungo periodo di tempo (in Austria) e stanno cercando di dare vita ad Teoria unificata andamento stagionale della riproduzione umana (l’articolo intero qui).

Senti senti da questo studio emerge chiaramente come le vacanze, ed  in particolare il periodo che va da Natale a Capodanno siano una “causa” dell’ andamento stagionale della riproduzione umana nel senso che si hanno alcuni picchi delle nascite in settembre che sono collegati al boom dei concepimenti proprio nel periodo natalizio, portando all’ipotesi sempre più probabile che una maggiore attività sessuale occorra proprio nel periodo Natalizio.

 

 

 

 

 

Sarà perché a natale siamo tutti più b(u)oni? Sarà che ci sono tutte quelle palle in giro? Sarà che non si può festeggiare qualcuno che è stato concepito senza fare sesso e c’è bisongo che ciò venga dimostrato con perseveranza e abnegazione degna di veri scienziati? Non so, voi che idea avete?

(Simona)

Niente si crea tutto si ricicla: Bentornato Glam Rock!

Lui è Justin Tranter leader del gruppo Semi Precious Weapons, stilista e designer di gioielli. La sua linea di gioielli, Fetty, è venduta nei più importanti negozi di genere come Barneys New York, Urban Outfitters e Hot Topic.

Ma soprattutto Justin è glam, autenticamente glam, cosa che vuol dire essere leggeri e sessualmente ambigui ma con ironia: I Can’t pay my rent but I’m fucking gorgeous è il titolo di maggior successo e soprattutto una grande lezione di autostima!

Del resto le agenzie di stampa non fanno altro che decretare che il prossimo capodanno sarà Glam Rock (qui). Quindi prendiamo esempio da Justin che in fatto di glitter, trucco e scarpe da sogno sembra saperne più della sua amica Lady Gaga (chi mai metterebbe quella protesi ai denti?).

(Simona)

Come porti i capelli biondo

Testa a testa per Julian Assange, fondatore di Wikileaks e Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, per il titolo di “Person of the year”, il prestigioso premio che la rivista Time assegna a chi, nel bene o nel male, ha più influenzato l’anno passato.  Alla fine ha vinto Zuck ma noi pilifere vogliamo comunque tributare un omaggio a uno degli aspetti che più ci incuriosiscono del misterioso Assange: i suoi capelli. E poi pensavamo di essere le uniche a notarli…

via Jezebel

Fantasie culinarie

Secondo una ricerca commissionata dal Re del tortellino Giovanni Rana (di cui purtroppo ho trovato solo notizie in rete, vedi qui per esempio ) svolta intervistando un campione di 3000 individui, un uomo su dieci si dichiara disposto a lasciare la propria compagna/fidanzata se questa si rivela incapace di cucinare dando valore “scientifico” ad una crudele realtà: cucinare è ancora considerato un modo per fare breccia nel cuore del nostro bene amato.

Un altro interessante risultato della ricerca di mercato in questione sarebbe che il 50% degli uomini e il 45% delle donne credono fermamente che una romantica cenetta a casa sia meglio che una cena fuori. E qui non voglio insinuare che la differenza percentuale sia dovuta alla spilorceria degli uni e alla strategia di evitamento di una giornate a sfornellare dell’altra.

E tuttavia, la mia sete insaziabile di statistiche e sondaggi improbabili mi ha portato a scoprire che il signore e padrone del tortello ha commissionato un’altra ricerca di mercato per il lancio dei tortelli freschi al cioccolato (questa volta commissionato ad Ispo) in cui si indagava il rapporto tra dolce e salato nella vita di coppia e in cucina. Le differenze di genere in merito evidenziano con estrema originalità che “le donne (43%) appaiono un po’ più inclini alla ricerca della dolcezza nella vita di coppia  mentre l’uomo è il più “hot”, mostrando più entusiasmo a favore del piccante nella relazione amorosa (28%)”.

Bene a questo punto la ricerca si chiede cosa accomuni i due sessi e la risposta viene fornita in termini di immaginazione: alcuni tipi di sapore sono maggiormente legati all’immaginario maschile (come la pasta) mentre altri all’immaginario femminile (come il cioccolato).

Ebbene. Recentissima è la notizia (la solita ricerca si!) di  uno  studio della Carnegie Mellon University, pubblicato su Science, il quale sostiene che pensare intensamente un cibo (immaginarne consistenza, profumo e sapore), può bastare per raggiungere un senso di sazietà e, quindi, ridurre il desiderio di quel particolare cibo. Cosa che farà felici le donne che (come rileva Rana) sono ossessionate dal cioccolato.

Sintetizzando al massimo i risultati della ricerca (chi ha desiderio può leggere l’articolo qui) di Carey Morewedge, lo psicologo sperimentale che ha condotto lo studio, in poche parole per sentirsi sazi non serve ingozzarsi di cibo né sopprimere il desiderio di cibo, bensì usare l’immaginazione.

Una scoperta rivoluzionaria  che pone fine al “residuo” maschilista (un uomo su dieci!) che vuole la donna ai fornelli, pena l’abbandono. La prossima volta che non vi va di cucinare apparecchiate di tutto punto, fatelo sedere e inducetelo ad immaginare qualche piatto succulento. Che poi si sa… Una fantasia tira l’altra.

Lo sapevate? Strategismo sentimentale. Su Rieducational Channel

Lo ammetto, sono davvero curiosa di conoscere e forse essere curata dallo “strategismo sentimentale che ha enormemente rallentato il cammino della civiltà”. Tutta colpa di questo spot televisivo che, pare, vada davvero in onda su La7 ma che io ho visto su Facebook (poi dicono che sia solo una perdita di tempo, guarda qua che chicca mi sarei persa).

Tra la presentazione accorata di Manuela Arcuri, la copertina del libro e l’accenno di trama non so veramente dove mettere le mani. Probabilmente lo spot si commenta da solo. Posso solo aggiungere che assomiglia e supera, seppur involontariamente (o forse proprio per questo), un grande momento di comicità italiana:

 

Aggiornamento: la recensione de Il Labirinto Femminile qui

Vittime della moda

La scena del delitto

L’espressione fashion victim è un neologismo, si dice coniato dallo stilista Oscar de la Renta, con il quale vengono identificati i soggetti che seguono in modo passivo e acritico qualunque dettame della moda. Sociologicamente parlando si dice vittimismo per via della vulnerabilità di fronte al materialismo ed alla caducità degli eccessi della moda. Di conseguenza si diviene vittime da un lato dei pregiudizi sociali, dall’altro degli interessi dell’industria della moda.

Detto questo a volte la moda “uccide” e miete diverse vittime. Senza arrivare a certi eccessi, come accadde a Isadora Duncan, la celebre ballerina che nel 1927 morì strangolata dalla sua sciarpa che si impigliò nelle ruote di un’automobile, si ravvisano diversi casi di vittime della moda.

Proprio ieri una sciùra milanese, probabilmente alle prese con lo shopping natalizio, è stata travolta in Galleria Vittorio Emanuele II (sede di numerosi negozi di griffe e marchi prestigiosi, oltre che famosi caffè, ristoranti, considerata, con Via Montenapoleone e Via della Spiga, una delle sedi dello shopping di lusso meneghino) dalla caduta di un megacuore Swarovski.

Speriamo solo che la povera signora (cui vanno comunque auguri di pronta guarigione) perlomeno stesse camminando su comode scarpe più adatte allo shopping che ad uno shooting fotografico.

Perché proprio le scarpe sono i principali killer del mondo della moda (come dimenticare del resto l’indimenticabile film La morte cammina con i tacchi alti?).

Secondo un sondaggio commissionato da Hotter Shoes, produttore di scarpe britannico, su un totale di 3000 donne che indossano abitualmente i tacchi alti una su dieci è finita in ospedale per danni causati proprio dalle scarpe: cadute, gambe rotte, persino denti rotti. Chi di noi non ha sperimentato invece strappi muscolari, tendini infiammati e vesciche ? Io si.

Ma spesso i danni oltre che fisici sono anche morali, per così dire… Nonostante l’ostinazione delle donne ad indossare i tacchi alti il sondaggio rileva che ben un 89% delle intervistate dichiara di avere avuto una serata rovinata a causa dei tacchi, più di un terzo ha affermato di avere avuto bisogno di essere riaccompagnate a casa per via del dolore ai piedi e il 61% ha affermato di avere trascorso almeno una intera serata sedute. A questo punto sarebbe stato meglio ubriacarsi con le ballerine ai piedi e farsi molestare sessualmente dal proprio accompagnatore.

Le spaventose Armadillo del fu McQueen

I tacchi alti sono una disdetta anche per chi li dovrebbe saper portare, tant’è che un annetto fa tre famose modelle (Abbey Lee Kershaw e le russe Natasha Poly e Sasha Pivovarova) hanno scioperato e stretto un “accordo anti tacchi” rifiutandosi di indossare le pericolosissime (anche il nome non scherza) Armadillo di Alexander McQueen (l’unico morto davvero in questa sede, a parte la Duncan).

Anche le stars hanno i loro motivi per stare attente. Ne sa qualcosa Lady Germanotta Gaga che a Giugno di quest’anno stava camminando insieme ai suoi collaboratori nell’aereoporto di Heathrow quando ad un certo punto è caduta faccia a terra sul pavimento… Non che fosse ubriaca, semplicemente indossava tacchi alti 30 cm.

La caduta di una stella

Insomma la moda può fare molto male, in ultimo e definitivamente al portafogli, ma ci sono anche persone (vendicatori ben “mascherati”) che fanno molto male alla moda: chi indossa il calzino di spugna con il mocassino, chi porta la 48 e indossa i leggings come un pantalone, il perizoma in vista, le mutande colorate sotto il pantalone bianco… Avete qualche altro crimine da segnalare?