Convertiamoci!

Questo blog è dichiaratamente gay-friendly, il che non significa solo che chi scrive ha tanti amici omosessuali e che questi siano la migliore compagnia in caso di scorribande gastronomico-fashioniste (e non solo). Ciò significa anche che in questo blog si parla di omosessualità, di diritti e soprattutto di quelle notizie che spesso non hanno la rilevanza che dovrebbero in questo paese tutto sommato omofobo. È solo di qualche ora fa la notizia che il primo ministro kenyota Raila Odinga ha disposto che “se scoperti, gli omosessuali dovranno essere arrestati e condotti davanti alle autorità competenti”. Lo ha detto durante un comizio sabato scorso. Secondo il premier, il loro comportamento è “innaturale”. Il Kenya è uno dei 38 paesi africani in cui l’omosessualità viene considerata un crimine perseguibile dalla legge. Pena: il carcere.

Questa notizia mi ha fatto pensare ad una teoria che non conoscevo fino a poco tempo fa e ad un video che ho visto di recente.

La teoria, da brividi e dal sapore di antri e ampolle di lombrosiana memoria, è detta terapia di conversione (o terapia di riorientamento sessuale) e non a caso: è un metodo indirizzato a cambiare l’  orientamento sessualedi una persona dall’ omosessualità originaria all’eterosessualità, oppure ad eliminare o quantomeno ridurre i suoi desideri e comportamenti omosessuali. Sono state tentate diverse tecniche, incluse modificazione del comportamento, psicoanalisi e terapie religiose. Infatti, la terapia di conversione è strettamente associata con il movimento degli ex-gay il quale presenta una componente religiosa più spiccata: eccone spiegata anche la funzionale dicitura prevalente (sarà un caso che in Kenya l’appartenenza religiosa è la seguente: anglicani e quaccheri 45%, cattolici 35%, musulmani 11%, religioni tradizionali 9%?).

In ogni caso, senza perdersi d’animo (e sdrammatizzando anche quello che difficilmente ci fa sorridere) proponiamo di vedere questo video in cui il messaggio “evangelico” è abbastanza incisivo e la terapia di conversione proposta è la seguente:

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Cervello in fuga.

Noi Razor Sisters lo avevamo già intuito ma adesso arriva la prova “scientifica” della necessità del nostro approccio alle questioni della vita (per un ripassino leggere qui) e da qui quella di seguire fedelmente questo blog. Modestamente.

Una ricerca di due psicologi dell’Università di Harvard, Matthew Killingsworth e Daniel Gilbert, sembra mostrare che si sta meglio quando si pensa a ciò che si sta facendo, o vivendo, rispetto a quando si vaga con la mente (infatti il fenomeno si chiama Mind Wandering). Fantasticare, un’attività che facciamo molto spesso, ci causerebbe più tristezza che felicità. A differenza degli altri animali, gli esseri umani passano molto tempo a pensare a che cosa non va attorno a loro, riflettendo sugli eventi avvenuti in passato e su quelli che potrebbero avvenire in futuro, o potrebbero non verificarsi mai: in poche parole ci facciamo le “seghe mentali” (una sega mentale è un pensiero che non ha attinenza alla realtà).

Ho cercato di trovare notizie in rete sulla incidenza delle differenze di genere in questo studio ma ahimè, in mancanza del documento originale (che in ogni caso chi fosse interessato può recuperare qui), non sono riuscita a trovare informazioni. E tuttavia mi sono imbattuta in un’altra notizia interessante.

Di recente, in un’altra ricerca (qui), la Dottoressa Adrianna Mendrek, ricercatrice canadese dell’università di Montreal, sostiene di avere le prove scientifiche che il cervello maschile riesca a riposare meglio di quello femminile: in parole povere, gli uomini riescono meglio delle donne a non pensare a nulla.

Risolto contemporaneamente il mistero assoluto che vuole che, in qualunque situazione ci troviamo, qualunque esemplare di maschio abbiamo vicino, qualunque domanda gli facciamo LORO hanno spesso lo sguardo assente. Cosa che ci induce a porre la fatidica domanda: a cosa stai pensando?

Bene, adesso sappiamo che la risposta a niente corrisponde a verità*.

 

 

*Ok, questo blog è un blog spiritoso e tagliente di default, ci piace ironizzare ma abbiamo anche la cieca fiducia nell’onestà  e nella completezza dell’informazione. A questo proposito c’è da dire che la ricerca della Dott.ssa Mendrek era focalizzata sui risultati diagnostici di un gruppo di pazienti affetti da schizofrenia per confrontare la loro attività cerebrale in stato di riposo e di attività: i risultati evidenziano come mentre il cervello maschile era in completo relax, quello delle donne era impegnato a pensare alle esercitazioni future.  Per ottenere una convalida sicura della scoperta, la dott.ssa Adrianna Mendrek sottolinea l’importanza di un test similare eseguito su persone sane.

Le cose che passano sul Corpo delle Donne

Come tutti gli anni, anche oggi le Razor Sisters vogliono ricordare la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne designata il giorno 25 Novembre tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

In Italia solo dal 2005 diversi Centri di antiviolenza e case delle donne hanno iniziato a celebrare questa giornata. Nel 2007  100 mila donne (40 mila secondo la questura) hanno manifestato a Roma “Contro la violenza sulle donne”, senza alcun patrocinio politico (per ricordare cliccare qui).

Noi vogliamo ricordare questa giornata attraverso le parole della Bonino e il suo Elenco delle cose che passano sul corpo delle Donne (da Vieni via con me del 22/11/2010):

E dopo il Berlusconi operaio: ecco a voi il Berlusconi Don Draper.

Cosa accomuna il nuovo sogno erotico di milioni di donne del mondo occidentale e il nostro Primo Ministro? Di certo la pubblicità. Don Draper è il Direttore Creativo della più importante agenzia pubblicitaria newyorkese all’inizio degli anni ’60, la Sterling & Cooper, un posto immaginario dove ci insegnano come e dove sono nati tutti i nostri bisogni indotti.

Silvio Berlusconi è, a parte quello che sappiamo, il padre della Tv Commerciale degli anni ’80, con la quale siamo realmente cresciuti , fino ad indurre questo Paese a credere che materassi e una nuova coscienza politica fossero entrambi una questione di marketing.

Ma, siamo liete di annunciare, le similitudini non finiscono qui.

Per essere degli  efficaci cloni di Don Draper dovete essere bugiardi. In tutti i sensi, soprattutto sul lavoro dove è chiara la vostra abilità nel traghettare mellifluamente le opinioni avverse dalla vostra parte, con qualunque mezzo.

Il Don Draper è il top nel suo campo perché è tutta la vita che racconta balle tanto che recitare una “parte” è ormai “parte” di sé.  È questo il motivo per cui lavora nella pubblicità con ottimi risultati: pubblicizza sé stesso in fondo …

È fondamentale mentire con tutti, soprattutto con vostra moglie. Don ha dalla sua che vive negli anni ’60, ma è difficile che una moglie sopporti le scappatelle a lungo. Soprattutto se diventa un passatempo continuo o peggio, una dichiarata patologia.

Non vi ricorda qualcuno?

Se ancora avete qualche dubbio è lo stesso Don Draper a togliervelo, dopo aver visto (cliccare sul titolo —>) La guida di Don Draper per rimorchiare le donne:

Qui la traduzione (anche in immagini) dei saggi consigli di Don:

Step 1:
Se sei in dubbio, rimani assolutamente in silenzio.


Step 2:
Quando ti fanno domande sul passato fornisci risposte vaghe e con una libera interpretazione.

Step 3:
Abbi un nome favoloso!


Step 4:
Dimostrati fantastico con qualsiasi look, dì le cose giuste, profuma, bacia bene, muoviti con confidenza, abbi successo nel lavoro … Sparisci per lunghi periodi … Menti a tutti, su tutto.


Sii il Berlusconi Don Draper!

La creazione del sogno

Lanvin per H&M è solo l’ennesima collaborazione tra una maison di alta moda e un marchio per il grande pubblico. I vestiti disegnati da Alber Elbaz in vendita domani solo in alcuni negozi selezionati H&M saranno probabilmente un po’ deludenti a toccarli con mano e poi c’è il problema che sono quasi invecchiati a forza di vederli in rete, indossandoli potremmo rischiare di diventare delle cloni troppo riconoscibili. Senza contare la probabile ressa per accaparrarseli. Ma non è questo. Sono letteralmente ammirata dalla fluidità dell’azione di marketing per il lancio della collezione: un ping pong continuo tra alto e basso, dalle anticipazioni alle fashion blogger di riferimento alla sfilata “haute couture” di giovedì scorso a New York (nell’immagine), presenti icone varie: dalla radical chic Sofia Coppola, alla giornalista di Vogue Anna Dello Russo, fino all’ego-blogger Bryanboy. Senza contare la video-storia, la collaborazione con l’Unicef, il countdown che sta facendo friggere la rete, la campagna sui giornali. Insomma, nulla è stato lasciato al caso. Lanvin for H&M è, al momento, la massima incarnazione del sogno di una moda democratica (abbastanza democratica, i prezzi degli abiti sono comunque sopra i 100 euro). Ed è anche la collezione che urla: non abbiamo più una lira ma abbiamo ancora voglia di vivere e divertirci!

Orgoglio Bieban

Esiste un momento cruciale quanto agghiacciante nella vita di ogni donna con i capelli corti. Quello in cui ti rendi conto di somigliare a Justin Bieber. Per la sottoscritta l’anti-epifania è arrivata la settimana scorsa ed è stato orribile.

Per fortuna Internet ti tira su anche nelle situazioni più delicate.  Ecco a voi un gruppo di donzelle per cui la situazione non sembra essere un problema, anzi la vivono con orgoglio.

Le Biebans (lesbians + Bieber) sono ben felici di postare le loro foto sul blog Lesbians Who Look Like Justin Bieber*.

Questa non sono io, è una Bieban. Cliccate senza paura, il sito non contiene canzoni di JB.

* E ora nel mia cronologia di Google c’è la frase “lesbians who look like Justin Bieber”, voglio proprio vedere che genere di suggerimenti per gli acquisti inizierò a ricevere…

Sex and the Elections: Votare è un piacere.

Per combattere l’astensionismo, durante le prossime elezioni amministrative del 28 novembre, i giovani socialisti della Catalogna hanno postato su You Tube questo un sexy-spot in vista del voto della comunità autonoma.

Nel filmato si vede una giovane ragazza che infilando la scheda nell’urna prova un orgasmo (effettivamente all’inizio sembra più in preda a caldane da menopausa o da mancanza di aria condizionata). Il motto è “Votare è un piacere”.

E non è finita: Montserrat Nebrera, ex candidata del Partido Popular che ora si presenta con il nuovo partito liberale, ha messo in rete un video non meno allusivo. Per illustrare il concetto ha ripreso una stanza d’albergo, con una carrellata su indumenti sparsi a terra e rumori di fondo che non lasciano quasi nulla all’immaginazione (vedi il video qui).

La cosa interessante è che lo spot si conclude con la candidata che, vestita solo di un asciugamano, afferma: «Se volessimo creare scandalo per comparire sui media, avrei tolto questo asciugamano. Ma in politica non tutto vale».

È possibile criticare questo approccio alla comunicazione politica ma in Spagna, paese in cui il sesso non è di certo un tabù (nonostante la matrice cattolica) e non vige il finto moralismo, perlomeno sono dotati di ironia e di sano buon senso.

A me viene da pensare una campagna del genere nel nostro paese non avrebbe successo probabilmente perché in Italia, si sa,  il sesso è praticamente garantito… Soprattutto dopo che sei stato eletto.