Anime gemelle, e anche indie

Qualche settimana fa annunciai su questo blog la mia sottoscrizione a Guardian Soulmates, ormai scaduta. Tirando le somme è stato divertente, mi sono corrisposta con una decina di persone che sembravano tutte interessanti e sono uscita a bere una cosa (e basta) con tre. Di questi tre, due mi sono sembrati davvero alla ricerca di una storia seria, e sono rimasti un po’ di sasso quando ho detto che io invece no.

Ad alcuni non ho risposto perché mi hanno contattata usando frasi fatte. Di altri, invece, ho cestinato il messaggio senza leggerlo perché sinceramente, amico, se QUELLA è la foto che metti su un sito di dating, non oso immaginare cosa sei dal vivo.

Oh, e citare Io ed Annie, di Woody Allen, nel proprio profilo funziona un ca-si-no.

La popolarità dei siti di dating però non accenna a dimiuire, almeno nei paesi anglosassoni, dove questi siti sono ormai parte del linguaggio corrente insieme a Facebook, YouTube e compagnia. A questo punto è interessante notare la suddivisione del mercato. Mentre eHarmony punta chiaramente a persone più tradizionali, forse con una separazione alle spalle, Match.com si posiziona come sito d’incontri tra gente che compra vestiti vintage e ascolta Bjork, tanto per cercare di immaginare uno dei loro profili.

La prove è questo – adorabile, bisogna ammetterlo – spot per la tv.

Annunci