Fantasie sessuali


E’ di pochi giorni fa la notizia che il Punto G, il fascio di nervi ipoteticamente situato da qualche parte nell’apparato genitale femminile che, opportunamente sollecitato, provocherebbe lo zenith del piacere, non esiste. L’appassionato argomento di discussione e di ricerca, il mito per generazioni di donne (Il Punto Graefenberg o Punto G prende il nome dal ginecologo tedesco Ernst Graefenberg che più di 50 anni fa lo ha descritto e che dovrebbe trovarsi sulla parete frontale della vagina a 2-5 centimetri d’altezza) è stato sfatato da una recente ricerca di Andrea Virginia Burri e altri ricercatori del King’s College di Londra. La ricerca è lo studio più vasto condotto finora sul punto G (leggi qui l’abstract). Esso ha coinvolto 1.800 donne gemelle, ossia 900 coppie di gemelle mono o eterozigoti, e non ha trovato alcuna prova della sua esistenza. Le coppie di donne, geneticamente identiche, hanno dimostrato di divergere proprio sul punto G: alcune gemelle dicevano di averlo, altre no, dimostrando che altro non è se non un fatto mentale.

Ok, il punto G non esiste, così come l’uomo perfetto, ma noi vogliamo continuare a crederci senza preoccuparci se non lo troviamo ma preoccupandoci di continuare a cercarlo.

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5 pensieri su “Fantasie sessuali

  1. Nuovi studi scientifici riaprono la
    querelle in merito al famigerato Punto G. Nel 2008 il professore Emmanuele Jannini certificò la sua presenza attraverso un’ecografia transvaginale: la zona erogena femminile per eccellenza, situata sulla mucosa della parte anteriore della vagina a circa tre centimetri dal suo ingresso e a ridosso della parte posteriore dell’uretra, pareva non essere più un miraggio.
    Oggi, uno studio pubblicato sul «Journal of Sexual Medicine» dal team del King’s College di Londra smentisce la veridicità della scoperta di Jannini.
    Tim Spector, coautore dello studio, ha deciso di dichiarare guerra al punto G mediante una serie di interviste a 1800 gemelle rilevando che le monozigote (e eterozigote) non sono simili per quanto concerne il fatidico punto erogeno. «Se in una gemella questo punto esiste, si riscontrerà anche nella sorella, identica e con lo stesso patrimonio genetico». Dato che ciò non è stato rilevato Spector asserisce che il punto G è una bufala per compiacere le donne.
    Jannini però non si arrende: «Glielo avevo detto a Tim Spector che il metodo da lui utilizzato non era adatto. Ma è andato avanti lo stesso, credo sostanzialmente per farsi pubblicità» Secondo il sostenitore dell’esistenza del punto G la ricerca non è stata svolta idoneamente. «Infatti, il punto G è su base anatomica ma anche funzionale. La sua scoperta si basa sull’esperienza. Molte donne non sanno neanche di averlo il punto G, semplicemente perché nel corso del tempo non hanno trovato la chiave per sperimentarlo. O più semplicemente un partner che l’abbia aiutate a trovarlo. Anche il pensiero è funzione e ha bisogno del cervello per potersi attivare».

    Anche Jannini, però, ci riserva una brutta sorpresa, secondo le sue ricerche non tutte le donne sarebbero munite del famigerato punto G

    Per vedere le foto dell’ecografia, andate su questo link:

    http://www.newnotizie.it/2010/01/05/guerra-tra-ricercatori-il-punto-g-esiste-o-non-esiste/

  2. Pingback: Notizie dai blog su Sesso gay: quali sono i luoghi delle vostre fantasie sessuali?

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