Il rosa e le sue spine


Principessa. Modella. Reginetta di bellezza. Velina. Ballerina di fila. Playmate. Fatina. Sirenetta. Pussycat Doll. Bambola. Ragazza copertina. Pin-up. Wife-and-girlfriend. Ragazza immagine. Cubista. Malibu Stacy.

L’idea di un mondo popolato esclusivamente da questo genere di donne, per quanto decorative e piacevoli alla vista e al tatto, ha fatto venire un po’ di nausea ad Abi e Emma, creatrici della campagna PinkStinks: il rosa puzza. Il rosa che domina il mercato dedicato alle bambine, premettendo che le femminucce hanno bisogno di un ambiente ovattato, dolcificato e annaquato da portarsi dietro anche nel mondo adulto. In alternativa, la campagna propone la valorizzazione di altri modelli (non modelle) da seguire: creative, sportive, scienziate e businesswomen di successo.

Se il discorso femminista non vi convince, sappiate che la febbre dell’idiozia rosa può avere cause gravi come la messa in vendita di un prosciutto a forma di cuore.

Quelle a sinistra sono fette di prosciutto cotto.

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3 pensieri su “Il rosa e le sue spine

  1. Io vado pazza per il rosa, da sempre. Il salume a forma di cuore è un’esasperazione come i festeggiamenti dell’otto marzo per le femministe. Non mi sono mai riconosciuta nel femminismo e sono cresciuta benissimo guardando i film Disney.

  2. Dopo aver scritto il post mi sono resa conto di non avere gran credibilità per lanciare la prima pietra.
    Perdiana, il mio CELLULARE è rosa! Basta, smetto di scrivere e vado a comprare il dvd di Hannah Montana.

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