Cos’hai nella zucca?

10943_1244972480883_1126512175_809430_3607517_nNon poteva mancare un vestito alla moda della bambola Blythe anche per il 31 di ottobre. Chi ancora pensa che sia una festa esclusivamente commerciale si ricreda: tutto sommato ha ancora un senso celebrare Halloween!

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Il potere è hot (or not)

In questo sabato pomeriggio apriamo al dibattito politico.

Sul blog Hottest Heads of State si trova la lista dei capi di Stato più hot della Terra, senza distinzioni tra uomini e donne.

Per questa Razor, il preferito è Jigme Khesar Namgyel Wangchuck, re dello stato buddista del Bhutan. Un tipo che una immagina di veder volare al rallentatore, stringendo una spada, tra fiocchi di neve e petali di ciliegio.

C’è da dire che dopo i primi 10 la lista inizia a decadere, includendo personaggi per nulla attraenti come il pazzoide Gurbanguly Berdimuhamedov del Turkmenistan, il viscido Vladimir Putin e, beh, altri.

(Da non perdere gli ultimi 5.)

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Nuovo dottore in Grey's Anatomy? No, è il premier norvegese.

* nulla di tutto questo è serio, sappiamo che sulla lista c’è gente orribile in tutti i sensi, è solo per farsi una risata.

Ma quali sorelle, non siamo nemmeno parenti

La pubblicità, come ogni forma di comunicazione, è interessante quando stimola il cervello – che sia anche con la finalità di vendere, ma almeno lo mette in funzione. Per raggiungere questo scopo, è valido provocare, dissacrare, ironizzare sulle vacche sacre.

La condizione è quella di cui sopra, far lavorare i criceti dentro al cranio. Scomodare Mameli in nome di un blando piattume e di un’immagine femminile all’edulcorante artificale, più che una vergogna nazionale è uno spreco. Soprattutto perché la versione dell’Inno ha meno verve di una sigla di Cristina d’Avena.

Non c’è bisogno di essere chissà quanto impegnati per tirare fuori qualcosa di bello accostando un Inno Nazionale a un prodotto da mettere ai piedi, basta fare come la Nike con Marvin Gaye.

Io sono un Creativo. Forse Tu no. Forse sei qualcos’altro.

La magliettina Io sono un creativo. Tu no piace e non piace ma sicuramente solleva interesse e anche qualche polemica.

A questo blog, al quale piacciono le cose semplici e dirette, in nome del suo nume tutelare e principio ispiratore, piace pensare che il numero di persone che la indossa dimostri che c’è un esercito di gente che si sente Creativa.

Chi non si sente creativo non ne faccia un dramma. Chi si sente punzecchiato dalla provocatoria maglietta forse vorrebbe esserlo. Chi non ne fa un dramma potrà sempre creare gruppi esclusivit_shirt_banner di categorie professionali o sociali e diffondere la propria magliettina: Io sono un macellaio e tu no. Io sono un ladro e tu no. Io sono un disoccupato e tu no.

Quella Gran culo di Cenerentola

pretty womanSi, parliamo di favole oggi. Favole moderne. Come questa.

Quando Edward Lewis conosce Vivian Ward sul Sunset Boulevard lei è una prostituta con parecchi grattacapi, lui un affarista cinico un po’ imbolsito ma pur sempre fascinoso. Lui la carica sulla fuoriserie e la porta in albergo dove trascorrono qualche giorno felice e appassionato.
Le gambe di lei, chilometriche, cingono il suo torace nella Jacuzzi: s’innamorano. Lei parla tantissimo, lui pochissimo. Lei scopre che lui ha un sacco di problemi (col ricordo del padre , con le donne, con l’avvocato). Lui vede in lei uno sfavillio di bontà sotto la dura scorza da donna “di mondo”.
Lui la porta a cene e pranzi di lavoro, la presenta al nemico, affitta gioielli e compra vestiti, la porta all’Opera e lei si commuove.
D’un tratto, il dramma: lui è cambiato, l’amore l’ha cambiato. Gli amici se ne accorgono, è meno cinico, ma confessa: “Non vi preoccupate, è solo una prostituta”. Ed ecco, come in ogni favola l’Orco: l’avvocato di lui si sente legittimato e ci prova! Ma lui, cavaliere senza macchia, gli rompe due denti e ristabilisce l’onore della prostituta e tuttavia… Ancora non è convinto: lei “vuole la favola”. Troppo dramma. Lui deve partire.

Lei è seduta nel giardino dell’albergo con la sua amica di sempre. L’amica le dice: “lui ti ama”. Lei le risponde: “Ma stiamo scherzando? Sono pur sempre una prostituta. Dimmi solo il nome di una che ce l’ha fatta nelle mie condizioni”. “Quella gran culo di cenerentola“, risponde l’amica.
E così, proprio come per quella granculo di Cenerentola anche per Vivian, la prostituta, finisce che lui, sul tettuccio della limousine bianca, con l’ombrello in mano e le rose tra i denti, sale sulle scale antincendio e lei si affaccia alla finestrella…
E vissero felici e contenti.
The end.

E finisce che, come per tutte le favole, si interrompe sul “più bello” lasciando immaginare che Edward e Vivian rimangano per tutta la vita immersi in Jacuzzi di champagne a giocare col rubinetto e pianificare minifughe romantiche in jet privati.

Ma non abbiamo forse il diritto di sapere che fine fanno Vivian ed Edward? Perché a nessuno passa per la testa l’idea che Vivian possa smettere di depilarsi tutti i giorni ed iniziare a stancarsi di aspettare che Edward torni dal lavoro per cenare con lei? È possibile che abbiano avuto dei figli ed Edward, sempre più stressato dal lavoro impegnativo, si sia stancato della sua famiglia, sia stato colto da ictus e sia rimasto paralizzato?

O forse al di là delle illusioni e delle disillusioni della vita, del cinismo che fa vibrare di terrore ogni singolo atomo del nostro essere, non dovremmo forse abbandonarci al sogno e viverla questa vita senza darsi un gran da fare ad immaginare come sarà il finale del film e ricordare che, a volte, le emozioni stanno tutte nella regia?

Domanda.