Ancora su Rihanna: ora è colpa sua

Appostocosì

Rihanna e Chris: appostocosì

Non si possono avere zigomi così e pensare di non urtarli contro il pugno del tuo ragazzo, suvvia!

La pensano un po’ così i ragazzi di Boston (l’illuminata Boston, eh) su cui è stato condotto il sondaggio che rivela: almeno il 52% pensa che la colpa sia di entrambi. Un po’ ti verrebbe da pensarlo leggendo l’evoluzione canterina delle botte. Il 44% è poi convinto che picchiarsi faccia parte di una relazione. Qui tutti i risultati nel dettaglio. C’è del marcio tra di noi.

Le Razors stanno con Oprah

More is more

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Allerta. Allerta.

Non ne abbiamo ancora la conferma ma i primi segnali sono stati intercettati. Esiste una vaga possibilità che la taglia ultrasnella non sia più l’unico canone in vigore di bellezza e successo. Alcuni dei segnali di cui sopra rispondono ai nomi di Christina Hendricks (di Mad Men) e Michelle Obama (della Casa Bianca). Ne parla anche Mimi Spencer, autrice del libro in uscita 101 Things to do Before you Diet, che invece di proporre nuove diete, insegna ad avere un rapporto più felice con la bellezza che abbiamo.

Christina, wow.

Christina, wow.

Barzelletta

Ci sono una bionda, una rossa e una mora.
La bionda ha le tette grandi, la rossa un sorriso che stende e la mora canta come Liza Minnelli. A un certo punto salgono sul palco del Circolo degli Artisti – gremito di fan, cos-player e gente che non aveva altro da fare – e iniziano a cantare: da Mr.Sandman a Beyonce, passando per Tu vuò fa l’americano, le Bangles e pezzi originali. Mentre cantano, la rossa flirta col pubblico, la bionda ammicca e la mora balla. A un certo punto dicono “The Puppini Sisters”.
Volete capire quando si ride?
Dal primo all’ultimo minuto delle oltre 2 ore di Show (sì, con la S maiuscola) di queste tre amiche per la pelle, che, sexy e divertite come adolescenti, dimostrano ancora una volta che l’arte è fatta di talento e voglia di non prendersi troppo sul serio. La stessa materia di cui sono fatte le donne.

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Santa Luxuria ha fatto il miracolo

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Era autunno e questa Razor impegnava le sue serate in rutilanti maratone televisive per assistere allo spettacolo d’arte varia dell’Isola dei Famosi. Ivi regnava incontrastata Vladimir Luxuria, intenta a trasformarsi da trans più famosa d’Italia in icona di saggezza femminile, passando dalla svolta obbligata della delazione pettegola sulla presunta relazione tra le chiappe di Belen Rodriguez e i bicipiti di Rossano Rubicondi.
Nel disinteresse di chi scrive, l’Italia di interrogava su quanto questa partecipazione avrebbe potuto aiutare la causa dell’integrazione. A distanza di mesi, la situazione è quella che segue.

Napoli: si chiama Ketty (diminutivo universale di Concetta per i nati a nord dei Campi Flegrei, ndr.), è una trans e faceva la prostituta nei ritagli di tempo. Sì, perché la sua principale occupazione in realtà era fare il boss della Camorra. Arrestata a febbraio,  sarà il primo caso di transessuale non violentato in carcere. Franca Leosini con la bava alla bocca piantona l’ingresso della prigione.

Milano: Nostra Signora delle anoressiche, l’accozzaglia di parti di corpo senza senso secondo la classifica Blackwell 2008, Victoria Beckham dichiara a Vanity Fair che nel suo corpo cela un uomo gay. Che, per sopravvivere in tali ristrettezze, si sospetta sia il fantasmino Casper.

Stati Uniti: Batman (momentaneamente, si spera) muore, al suo posto arriva Batwoman. Ricca, rossa e lesbica.

Che poi il bollettino degli stupri sui quotidiani italiani si aggiorni con la stessa frequenza con cui si aggiorna l’oroscopo è un’altra storia. E, purtroppo, verrà raccontata un’altra volta.

La Sagrada Familia

Madonna con bambino

Madonna con bambino

Prima o poi dovevamo parlarne.

Per chi ama crogiolarsi nell’assurdità del mondo celebrity questo è un fatto troppo appetitoso: il nuovo fidanzato di Madonna è un modello brasiliano di 22 – nel senso che ne ha VENTIDUE – anni di nome Jesus. Come se non bastasse, di cognome fa Luz, quindi si chiama Gesù Luce. Cioè Madonna va a letto con Gesù.

Più che una coppia è praticamente un presepe.

Solo che stavolta il rapporto ha ben poco di immacolato. Gli americani possono abbandonarsi a facili battute con la parolaccia motherfuc*er, noi ci limitiamo a ridacchiare. Ma oh, quanto ne vale la pena.

Di cosa parliamo quando ci congediamo

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“Ti chiamo nei prossimi giorni”. Se lo dice qualcuno che incontro “in società”, vuol dire (mi ci sono voluti anni per farmene una ragione): “Addio fino al prossimo incontro”. Se lo dice qualcuno con cui ho un rapporto di lavoro, vuol dire: “Ti chiamo quando avrò bisogno di te”. Se lo dice qualcuno con cui ho un rapporto di amicizia, vuol dire: “Ti chiamo quando ne avrò voglia”. Se lo dice qualcuno con cui ho un rapporto sentimentale, vuol dire: “Se non chiami tu, buonanotte”. Nessuno si sente più responsabile di quello che dice: snobismo, calcolo, egocentrismo e vigliaccheria, uniformando categorie intellettuali e classi sociali, hanno fatto delle parole un titolo senza più credito alla borsa del significato.

Patrizia Valduga su D di Repubblica. La poetessa cura una piccola rubrica che si chiama: Se penso.