Non proprio una velina

Rachel Maddow

Gli unici accessori che le vedremo addosso.

La persona nella foto è la nuova star del giornalismo politico-liberal-intelligente-ma-d’intrattenimento della tv americana.

La persona nella foto è una donna. La giornalista Rachel Maddow definisce se stessa con alcune frasi a dir poco autoironiche:

“un volto perfetto per la radio” o, per chiarire subito, “una lesbicona che sembra un uomo”. Infatti la Maddow è la prima anchorwoman apertamente gay ad aver mai avuto una trasmissione in prima serata negli USA. E sta spaccando il sedere ai passeri (con o senza doppi sensi).

cani e gatti

Mica quelli normali, no. Solo ed esclusivamente eccezionali.

Come Stump, l’esemplare di razza Essex Spaniel che ha vinto il titolo di cane più bello d’America 2009. Le selezioni si sono tenute presso il Best in Show, una storica mostra canina al Madison Square Garden di New York.

Stump il bellissimo

Stump il bellissimo

O come Hello Kitty, la gattina più ossessionante e trasversale del pianeta, a marzo anche sotto forma di make-up per i tipi della M.A.C.

A proposito, come mai Hello Kitty non ha una bocca? Perché parla con il cuore, assicurano alla Sanrio, l’azienda giapponese che l’ha creata 34 anni fa.

Hello Kitty l'ineffabile

Hello Kitty l'ineffabile

Piccolo manuale dello stalker telematico

stalking-ladyChi è lo stalker?

Da Wikipedia: “Stalking è un termine inglese (letteralmente: perseguitare) che indica una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un’altra persona, spesso di sesso opposto, perseguitandola ed ingenerando stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità. La persecuzione avviene solitamente mediante reiterati tentativi di comunicazione verbale e scritta, appostamenti ed intrusioni nella vita privata”.

Siamo sicuri che non siamo un po’ tutti stalker?

In fondo in fondo tutti siamo vittima/carnefice di una qualche ossessione, che sia dovuta alla gelosia se siamo fidanzati, alla necessità di sapere di più dell’altro se stiamo frequentando qualcuno, alla tendenza a controllare se siamo un po’ ansiosi, alla dose di narcisismo ferito se ci piace qualcuno e non siamo corrisposti… Insomma siamo tutti un po’ molesti.

Sono abbastanza cresciuta da ricordare quando l’unico modo per “molestare” qualcuno erano i pedinamenti, le attese sotto casa e i giri in motorino solo per avere una qualche probabilità di incontrare l’oscuro oggetto (sfuggente e del desiderio).

Devo dire che con il tempo le cose sono un po’ cambiate, non si può dire che siano migliorate perché le nostre ossessioni si nutrono di nuove possibilità di “tacchinaggio”, soprattutto telematico.

La cosa simpatica è che nel caso dello stalking telematico la vittima può non accorgersene, noi siamo salvi da denunce ma irrimediabilmente preda delle nostre paranoie perché il mondo virtuale è fatto di segni e simboli molto difficili da decifrare, molto più difficili, converrete con me, di un telefono sbattuto in faccia al trentesimo squillo consecutivo. Ci sono cose però che si possono facilmente intuire e sapere, basta un po’ di volontà e una certa attitude all’investigazione.

Piccolo manualetto (in 5 semplici punti e qualche suggerimento) dello stalker telematico. Come fare a…

  1. Sapere dove l’oscuro oggetto si trova: facile! Se sta su msn, facebook e myspace insieme è a casa! Ma non sempre è così facile. Diamo il caso puramente teorico che qualcuno non sia su msn ma su facebook sì e diamo per scontato che la cosa sia molto strana (guardatevi dentro saprete che è mooolto strano). Perché? Un bravo investigatore calcolerebbe la costanza con la quale si presenta il fenomeno e ne dedurrebbe che se non è su msn ma su facebook potrebbe essere a casa ma anche in luogo pubblico con pc connesso o con I-phone ma non dotato di msn.
  2. Sapere se l’oscuro oggetto sta chattando o sta solo fissando lo schermo o mangiandosi le unghie del piede destro: su facebook dovrebbe essere facile:

lunetta grigia”: inattivo, non sta chattando. Ma ancora non si è capito se stia facendo qualcos’altro, tipo non passare sul nostro profilo.

pallino verde”: attivo, l’oscuro oggetto sta chattando o è inattivo ma ancora il pallino (sole) non è diventato luna.

Su msn bisogna dotarsi di strumenti raffinati quali msnplus che, solo nel caso in cui il contatto tacchinato non abbia impostato uno stato di default, vi dice se lo stato è inattivo nel caso in cui sia online e non stia chattando. Olè.

  1. Sapere con chi l’oscuro oggetto sta chattando: molto molto difficile. Le variabili da considerare sono troppe ma si dà il caso puramente teorico  in cui abbiate tutti i contatti in comune e siate solo in tre online. Così è facile. Ma praticamente assurdo. Ehehe.
  2. Sapere se l’oscuro oggetto ha una tresca: su myspace e facebook è molto facile. Si dà il caso che se qualcuno ha una tresca inizi a dare segni di squilibrio mentale scrivendo frasi sdolcinate o peggio, strofe di canzoni. Se la frase in questione è accompagnata da punti esclamativi è molto probabile che la tresca vada “alla grande” e, al contrario,  non vada alla grande se le canzoni in questioni raccontano di treni in partenza e letti abbandonati oppure se essa è seguita da puntini sospensivi o è tratta da Zero degli Smashing Pumpkins.  In questo caso è molto probabile che qualcuno stia rosicando, come se dice a Roma.

Su msn in genere è la stessa cosa, ma si può avere qualche indizio in più se il/la tacchinato/a aggiunge alla propria frase qualche emoticon… Smile e cuori: tresca in corso; pipistrelli e nuvole in tempesta: rosicamento.

  1. sapere con chi l’oscuro oggetto ha la tresca: facile. Facilissimo. O quasi. Bisogna essere furbi. Il segno più evidente sono il numero di foto che appaiono sul profilo. Ma non solo le foto in cui l’oscuro oggetto e la tresca sono insieme. Bensì:

il numero di foto in cui l’oscuro oggetto viene ritratto anche da solo (vale nei casi di narcisismo più o meno latente): l’oscuro oggetto potrebbe voler attirare l’attenzione di qualcuno;

il numero di foto commentate sempre dalla stessa persona e il tono dei commenti (hihihihihih, che bello! Wowow! Baci… etc.): è molto probabile che l’oscuro oggetto abbia una tresca con quella persona;

il numero di foto che ritraggono insieme l’oscuro oggetto e qualcuno: evidente. Lampante. Sintomo di frequentazione fisica. Ma vi devo dire proprio tutto!

Il numero di commenti lasciati sulla pagina… Ma, attenzione. Non è indicativo, può esserlo ma non è un segno sicuro. L’oscuro oggetto e il qualcuno si sono scambiati il privatissimo indirizzo di msn e ovviamente si parlano lì (vedi sopra, frasi).

Ci sono dei casi molto pericolosi in cui lo stalker telematico può provare a rubare la password all’oscuro oggetto (si danno casi in cui ciò sia accaduto) e provare a farsi un giro nei suoi account (guardatevi dentro: è molto probabile che anche la password dell’oscuro oggetto sia la medesima per tutti gli account, come la vostra), in cui lo stalker telematico costringa i suoi amici ad aggiungere gli amici dell’oscuro oggetto solo per vederne la bacheca o le foto (nel caso di facebook e non di myspace dove i profili sono liberi). Nel primo caso mai entrare in msn. All’accesso dell’oscuro oggetto apparirà una finestrella informandolo che qualcuno ha effettuato l’accesso da un altro pc. Trallalero. Nel secondo caso, attenzione a chi chiedete il favore. Va bene l’amico/amica del cuore, mai chiederlo a chi in cambio potrebbe volere molto altro da voi.

Mai chiederlo a qualcuno che conosce l’oscuro oggetto. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio e si evitano un sacco di figure di merda.

P.s. il fenomeno dello stalking è molto serio, ed è l’anticamera della violenza sulle donne. Da quando la ministra Mara Carfagna ha proposto una legge sugli atti persecutori creando, nel miglior stile del suo Governo, un altro nemico pubblico, lo stalker, in qualunque salotto televisivo non si parla altro che di stalking. Va bene, ma…  La questione è molto seria, così com’è è molto serio il fatto che esistessero già nel codice penale i reati di molestie, molestie aggravate, telefoniche e maltrattamenti in famiglia e il suo Governo abbia dovuto uscirsene con il solito colpo di scena e contemporaneamente usare i soldi sottratti ai centri antiviolenza per abolire l’Ici.

NETLOVING

Tra i libri usciti nel 2008 c’è questo libro, Amori (Fazi, 2008 ) di un signore di quelli che incutono timore: Jacques Attali eminenza grigia di F. Mitterand ed economista di fama mondiale, chiamato da Sarkozy a capo della commissione di eccellenti dediti a “ripensare” (una cosa molto francese) la Francia. È così che l’ambiente glamour dell’Eliseo, allietato dai taillerini di Madame Carlà, deve avergli allargato il cuore spingendolo a discettare di amore e relazioni amorose. Da quello che ho letto si possono trarre diverse conclusioni e qualche riflessione. La storia delle relazioni uomo-donna, il solo luogo dove la parola amore si materializza e diventa “qualcosa” che ha delle conseguenze (quindi è reale), invece di un vago concetto con mille sfumature, è una storia lunga e complicata che ha una caratteristica davvero particolare, perlomeno nelle società occidentali: contrariamente a tutte le altre specie animali l’uomo ha imposto un vincolo ai propri sentimenti creando e imponendo, con la società borghese, il “vincolo matrimoniale” come base del tessuto sociale. Anche il sesso e l’attrazione sessuale, la cosa più spontanea e irrazionale che caratterizza le relazioni uomo-donna, sono state ideologicamente asservite allo scopo della riproduzione nell’ambito della morale cristiano-cattolica e slegate dalla loro caratteristica puramente ludica, o se vogliamo, dallo scopo di soddisfare un desiderio “intimo”, individualistico o un puro istinto. Ma come succede sempre, finché qualcuno cui noi attribuiamo un certo prestigio non ci apre gli occhi non ci rendiamo conto di star sperimentando tutti una nuova realtà. E allora Attali ci spiega che la monogamia, in quanto vincolo, ha i giorni contati e a maggior ragione in questa nostra epoca in cui l’evoluzione dei rapporti umani e dell’intera società ci spinge verso un maggiore individualismo, o come spiega efficacemente Attali ad una “apologia della masturbazione”. Le nuove tecnologie e la possibilità di sperimentarsi in situazioni diverse e la moltiplicazione conseguente delle possibilità di incontro renderanno sempre più plausibile l’emergere di ciò che Attali definisce il Netloving. Ma attenzione, netloving non significa amore in rete ma rete amorosa cioè poliamorismo dove le varie dimensioni dell’amore, dei sentimenti e del sesso netloving1non formano più un unicum così come noi uomini e donne non siamo più definite/i da “un ruolo” e soprattutto noi donne: non più mogli e madri, regine del focolare o donne in carriera ma un sistema complesso di ruoli e di vite parallele. Così la dimensione dell’amore in rete è solo una delle tante che caratterizzeranno il nuovo modo di gestire le relazioni amorose nel futuro preconizzato da Attali. La cosa interessante è che il netloving non costituisce né una evoluzione, né una involuzione ma semplicemente una nuova fase, così come la monogamia che non è sempre esistita costituisce una fase nella evoluzione degli amori nel corso della vita dell’uomo. Una ultima cosa, un puro esercizio di logica: qualcuno dirà che l’apologia del poliamorismo giustificherebbe l’infedeltà ma se l’infedeltà costituisce l’altra faccia della monogamia, se sparisce l’una sparisce anche l’altra, o no? E la monogamia, forse, potrebbe diventare una scelta consapevole così come l’infedeltà cessare di essere una deroga colpevole ad un vincolo imposto. Pensieri difficili. Lancio solo una provocazione e attendo di conoscere qualche opinione perché per ora, come dice Samantha Jones, le botte prese nel vano tentativo di sciare e “questa faccenda dell’amore” mi hanno sfinita.

E ora per qualcosa di completamente diverso: Kevin Barnes

C’è un uomo tutto particolare che si aggira sulla scena rock e che sta suscitando l’interesse dei media anche al di fuori di questa. Kevin Barnes è il cantante degli Of Montreal, una indie band di Athens, Georgia (si, la stessa città dei R.E.M.) ed è veramente un tipo simpatico.

Il buon Barnes si è fatto notare da Glamour America per le sue mises completamente anticonvenzionali che gli hanno fatto guadagnare un temutissimo “fashion don’t” e la conseguente irritazione di Pitchfork.com, il sito di riferimento per il rock alternativo, che lo difende a spada tratta.

Guardando qui sotto i suoi vari look, compresa la tenuta adamitica che ama ogni tanto sfoggiare in concerto, direi che della bocciatura di Glamour al cantante, come si dice: non gliene potrebbe fregare di meno.

Barnes, nudo e crudo

Barnes, nudo e crudo

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con le calze a rete

live, con stivali rossi

live, con stivali rossi

come uomo di Neanderthal ha concquistato il don't di Glamour

come uomo di Neanderthal ha concquistato il DON'T di Glamour

con la band

con la band

Se Barnes attira l’attenzione per il suo aspetto decisamente alternativo (no, non è gay e si, potrebbe essere il nuovo Prince) noi siamo qui per ricordarvi che gli Of Montreal sono usciti qualche mese fa con, Skeletal Lamping, un album divertente, sexy, vitalissimo e diverso da tutto il resto. Come poteva essere altrimenti?

Jeanne says…

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La filosofia può essere un balsamo in tempi bui come questo. Ripassiamo “il diritto alla vita”, tanto invocato ultimamente, con un brano tratto da I diritti umani da un punto di vista filosofico, di Jeanne Hersch, Bruno Mondadori editore, 2008.

“Molte persone considerano questo diritto [il diritto alla vita] il fondamento di tutti gli altri diritti, e giustificano questa opinione con il fatto che la vita è la condizione preliminare per l’esercizio di tutti gli altri diritti. Empiricamente, niente di più incontestabile. Tuttavia, se l’essere umano, fra tutti i viventi, può esigere il rispetto di diritti particolari perché è capace di un impegno libero e incondizionato, e perché la violazione di questi diritti può portarlo a preferire la morte, è evidente che la vita, condizione di tutto il resto, non è per lui il valore supremo o assoluto.

Del resto, possiamo domandarci che cosa significhi il diritto alla vita per un essere che può morire in ogni istante, e lo sa, che è certo alla fine di morire, e lo sa, anche se non sa né dove né quando né come.

L’enunciato del diritto alla vita ha tuttavia un senso forte: esso significa che il regno della forza, riconoscibile nella natura per il fatto che “tutto mangia tutto”, vale a dire che il più forte mangia il più debole, si ferma sulla soglia dell’universo umano nel quale il più debole ha diritto alla protezione della forza collettiva. Qui si compie il rovesciamento decisivo di cui tutto il resto, potremmo dire, rappresenta soltanto delle varianti.

Bisogna poi riconoscere che l’univocità dell’esigenza di questo diritto privilegiato è più apparente che reale. Ci accorgiamo presto che esso comporta dei gradi. A partire da quale momento l’embrione umano, nel ventre della madre, ha diritto alla vita? Detto altrimenti: a partire da quale momento esso appartiene all’ordine umano ed è vietato distruggerlo? Inversamente: quando la sofferenza diventa insopportabile, il diritto alla vita è sostituito dal dovere di vivere. A partire da quale grado di sofferenza, o di perdita di coscienza, il dovere di vivere consente il soccorso della morte?

A ben guardare, il diritto alla vita non è esattamente un diritto umano. Esso corrisponde al «Non uccidere» della Bibbia. Salvaguarda la vita come dato biologico, non la possibile libertà responsabile. Da solo non implica né rispetto né dignità. Si situa sul limite, là dove la natura (la vita) attende da altrove il suo senso umano. Ecco perché l’assoluto in cui si radicano i diritti umani può sempre mettere la vita in questione e, lungi dal salvarla a ogni costo, indurre a preferire la perdita della vita alla mutilazione della libertà.”

Corpo di Stato

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da repubblica.it:

Eluana, varato il decreto. Napolitano non firma
Sfida di Berlusconi: “Legge in tre giorni”

Forse sarà un caso ma è di nuovo il corpo di una donna, stavolta quello di Eluana Englaro, su cui Chiesa e Governo vogliono allungare le mani, disporne fin nella sfera più privata.

E’ ora di dire laicamente e democraticamente basta. E’ ora di allarmarsi. E’ ora di agire.