Love is in the edicola


Beth Ditto su Love

Oggi viene al mondo la prima edizione di Love, nuova pubblicazione Condé Nast.

Tutta glossy, luccichina e luccicante, la neonata rivista vuole essere una versione leggermente più street e rock n’ roll delle grandi bibbie del fashion. Con articoli su Iggy Pop e Courtney (ovvio) Love, punta più sullo stile che sulla moda vera e propria. Rispetto a Vogue è la cugina che si fa le canne, ma che comunque non vive senza piastra per capelli.

In copertina, la donna che ormai basta schiaffare in prima pagina per essere sollevati dall’accusa di induzione all’anoressia: Beth Ditto, come sempre nuda ed immensa.

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5 pensieri su “Love is in the edicola

  1. WOW! Considerando che sempre oggi la Condé Nast ha lanciato in edicola la versione italiana di Wired (bellissima Rita Levi Montalcini in copertina con lo strillo: “Il corpo faccia quel che vuole. Io sono la mente.”), direi che è una delle poche case editrici che oltre ad avere belle idee non risente della crisi. Quantomeno.

  2. Allora. Costa cinque sterline, e va bene. Ha duecento pagine di redazionali sfacciati prima di arrivare a un articolo vero e proprio. E anche questo va bene. Le foto sono belle, i personaggi pure. Tutti ribelli, tutti miliardari. Tutti. Mancano solo Vincent Gallo e Johnny Depp (Se li sono tenuti per il prossimo numero)

    L’articolo su Beth Ditto racconta di come lei fosse selvatica e radicale all’inizio e di come abbia cambiato atteggiamento. Adesso Beth fa shopping con Kate Moss, posa per gli stilisti, e dopo aver posato si tiene le borse firmate. Si e’ ripulita.

    La stessa retorica dello spot MasterCard, quello delle due sorelle. La piccola, molto zecca, aspetta con ansia la visita della sorella maggiore, dotata di MasterCard, per andare insieme a comprare quei giubbini scuciti da D&G, quelle sciarpe tibetane da quattrocento euro.

    Quindi si’ e’ chiaro che questa e’ la nicchia di riferimento della nuova rivista. Ma l’articolo su Beth Ditto racconta questo percorso, dalla zecca-zecca alla zecca-MastercCard, nei termini del percorso della band dove Ditto fa la cantante, i Gossip.

    Prima la Sony li ha scritturati attraverso una piccola casa discografica creata appunto per la nicchia camp. Poi la casa discografica di nicchia e’ fallita e nel panico generale i Gossip si sono aggrappati alla Columbia, la casa discografica “dei grandi”: jet set, Malibu, alberghi di lusso e una produzione da 300 mila dollari.

    Un percorso abbastanza emblematico, che dice qualcosa anche sul nuovo prodotto Conde’ Nast: dovesse fallire, pazienza. Ma per le idee migliori ci sara’ un posto sulle altre testate, quelle “dei grandi”.

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