Il rimedio della patata


patata

Il Perù e la violenza sulle donne ne La Teta Asustada (The Milk of Sorrow), il film della regista Claudia Llosa che ieri ha vinto l’Orso d’Oro alla Berlinale 2009.

Un racconto a metà tra la fiction e  il documentario in cui la protagonista lotta contro il terrore dello stupro che, secondo una leggenda popolare, gli è stato passato attraverso il latte materno. Tra le scene che hanno colpito di più la fantasia c’è quella in cui Fausta, è questo il suo nome, si infila una patata nella vagina a mo’ di folkloristico dispositivo contro la violenza.

E se Alemanno lo vedesse non gli verrebbero in testa altre idee geniali su come arginare il fenomeno degli stupri nella Capitale?

Un pensiero su “Il rimedio della patata

  1. Insegnati perplessi dalla consegna di un testo con l’immagine di un uomo legato a falce e martello con del filo spinato
    Il sindaco di Roma: “E’ stato un errore, sarà ritirato e sostituito con quello che avevamo deciso di distribuire”
    Foibe, agli studenti con Alemanno
    un opuscolo sui comunisti assassini

    La delegazione guidata dal sindaco Alemanno al sacrario di Redipuglia
    TRIESTE – Il viaggio organizzato dal Campidoglio dedicato alla civiltà istriano-dalmata e alla tragedia delle foibe si è concluso con una polemica per un opuscolo consegnato agli studenti romani. Il testo, intitolato “1945 nascita dello Stato comunista iugoslavo: la logica del terrore”, di Paolo Albertini della Lega nazionale di Trieste (associazione di esuli italiani), ha come immagine di controcopertina un uomo sofferente e legato a una falce e martello da un filo spinato. “Un errore” ha detto il sindaco, Gianni Alemanno, assicurando che l’opuscolo sarà “restituito, ritirato e sostituito con il libro che in origine avevamo scelto di consegnare agli studenti”.

    Nonostante lo stesso sindaco nei giorni scorsi abbia dichiarato più volte che il viaggio a Trieste e in Istria non voleva rappresentare una condanna al comunismo, l’opuscolo ha suscitato delle perplessità tra gli insegnanti che confidano nello spirito critico dei ragazzi. “Non mi sembra un’immagine all’insegna della pacificazione”, ha osservato una docente del Convitto nazionale; “non è certo un simbolo di riconciliazione – ha aggiunto un’insegnante dell’istituto Marco Polo – penso ci vorrebbe una maggiore preparazione storica da parte di chi organizza i viaggi. I testimoni che abbiamo sentito in questi giorni si intuiva che fossero di parte, ma siamo venuti qui per conoscere ed è comunque meglio esserci che non esserci”.

    Le insegnanti si preparano comunque a compiere nelle classi un “esame critico”, nella convinzione – ha osservato un’altra docente del Convitto nazionale – che “i ragazzi sanno ragionare con la loro testa e in questo viaggio ci hanno dato una lezione di vita”.

    Getta acqua sul fuoco l’assessore alle Politiche educative e scolastiche, Laura Marsilio: “abbiamo distribuito l’opuscolo preso dal Centro documentale della foiba di Basovizza per poter dare qualcosa ai partecipanti al viaggio, in attesa di consegnare quello che abbiamo scelto come testo ufficiale, ‘Il lungo esodo’ di Raul Pupo. E’ un prodotto elaborato da un’associazione, ma intendiamo fare un lavoro più completo e un approfondimento. Ci è sembrato giusto fare ascoltare le voci delle associazioni degli esuli, che hanno il loro vissuto, le loro ferite, ma anche comunque mostrato la voglia di andare oltre il dolore”.

    Il testo, un volume di 13 pagine costituito dagli atti di un convegno che si è tenuto a Trieste nel 2004, è stato curato da Paolo Albertini, il presidente della Lega nazionale, che è la maggiore associazione nazionale di esuli e ha sede a Trieste. Lo stesso albertini è stato uno dei collaboratori cui si è affidato il Campidoglio per organizzare il viaggio ed è stato tra i relatori che hanno spiegato ai ragazzi alcune delle tappe della visita.

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