L’altra isola dei famosi

Lost is back. La serie che più assomiglia a un esperimento sociologico sulla pazienza del pubblico arriva alla quinta stagione.

Per chi non lo sa, ecco come viene scritta.

Ormai è troppo tardi per me, sono stata catturata e la devo – devo – seguire fino alla fine, anche se è dimostrato che i suoi sceneggiatori si nutrono esclusivamente di droghe pesanti. Non rivelo altro perché non tutti si sono presi la briga di scaricare le puntate e magari stanno aspettando che vadano in onda.

Le donne che seguono Lost si dividono in categorie che ne delineano i tratti caratteriali, a seconda del personaggio maschile preferito. Ecco qualche idea per conquistarli:

  • Se vi piacciono gli uomini come Jack – per acchiappare quelli come il dottor Shephard è bene avere qualche problema insormontabile come una malattia terminale o una relazione con suo padre. Altrimenti ditegli che si è liberato un posto in Grey’s Anatomy, dove potrà finalmente fare la doccia tutti i giorni.
  • Se vi piacciono gli uomini come Sawyer – innanizitutto grazie al cavolo, gli uomini come Sawyer piacciono anche alle sordomute cieche dalla nascita. A uno così dovete far capire che non ricordate mai quanto soldi avete lasciato nel portafogli.
  • Se vi piacciono gli uomini come Desmond – la prossima volta che incontrate uno scozzese innamorato che viaggia nel tempo, dite che secondo voi il continuum spazio-temporale è sopravvalutato e offritegli da bere.

Per quanto mi riguarda potete tenerveli tutti e tre, a me piace Sayid… lui può uccidere un uomo con i piedi.

E questo è il promo diretto da David LaChapelle per la prima stagione.

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Sonno di bellezza

Chi pensa che dormire sia una perdita di tempo è destinata ad avere più rughe e tendenza ad ingrassare. Se di notte avete avuto da fare, vanno benissimo anche i pisolini diurni, nelle posizioni classiche come:

  • Telecomando in Mano (con la variante Cellulare in Mano)
  • Piedi sulla Scrivania
  • Fronte sulla Tastiera
  • Testa sul Finestrino
  • Naso dentro la Tazzina

Questo articolo del Guardian dà alcuni consigli su come ronfare della grossa negli orari che preferite e trarne il massimo giovamento.

Parole in libertà

Cos’è un neologasmo? Una crasi (con o senza bolle, fate voi) di neologismo e orgasmo che sta ad indicare il piacere di aver coniato una nuova parola. Di neologasmi ribolle il sito urbandictionary, dizionario urbano creato e quotidianamente aggiornato dagli utenti. Certo, bisogna avere un po’ di dimistichezza con l’inglese ma l’effetto presa in diretta del contemporaneo è assicurato.  Ecco alcuni estratti:

  • Obamama: Michelle Obama

Here comes Mr. President and his Obamama (a rischio politically correct?)

  • Shypod: esitazione nel condividere le canzoni del proprio ipod

Because Doug downloaded Britney Spears’ “Toxic” he was totally shyPod when Dru wanted to take a peek at his Library

  • Faceboink: coinvolgersi con qualcuno attraverso una specie di relazione su un social network

So are they seeing each other now, or was it just a faceboink? (Boink è una rivista piuttosto bizzarra ma pragmatica che parla di sesso, scritta e pensata dagli studenti dei college americani)

  • Textually frustrated: la frustrazione che nasce da un’attesa troppo lunga di un sms (text message in inglese) di risposta.

She takes forever; texting with Sara leaves me textually frustrated

Ubersexual uber alles!

Ormai lo sanno anche i muri che dall’uomo metrosexual siamo passati all’uomo ubersexual.

Questa nuova tipologia socio-pubblicitaria inquadra un uomo a tutto tondo, appassionato non più solamente di meches o dei suoi pettorali ma un essere spaziale che della mascolinità mostra solo i lati migliori: forza, coraggio, classe, capacità di proteggere, sicurezza e, appunto, passione per quello in cui crede. Se il metrosexual suscitava qualche dubbio sulla sua mascolinità, l’ubersexual è fondamentalmente un uomo molto etero che però non fa gare di rutti con gli amici.

Dato per scontato che cotanto personaggio esista (e non sia solo una pia speranza delle donne), esso viene generalmente riconosciuto in George Clooney che come modello spodesta il metrosexual David Beckham.

Va bene, non sappiamo se esista un uomo così ma forse ne abbiamo individuato uno più fresco del buon George. Si tratta di Liev Schreiber che tutte voi potete ammirare da oggi sui grandi schermi nel ruolo del partigiano ebreo Zuv, uno dei protagonisti di Defiance – i giorni del coraggio (bel film, ve lo consigliamo).

Eroe al cinema guardatelo anche in queste foto fuori dal set: 1,91 di prestanza e dolcezza. Ha una sola pecca ai nostri occhi: ha già messo sù famiglia con quella uber-fortunella di Naomi Watts.

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Quel vestitino giallo…

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Washington, 20 gennaio 2009

Ci è piaciuto il suo vestito? No, in effetti no. Terribile. Apprezziamo lo sforzo per dare nuovo colore (più colori) a un evento ufficiale ma il risultato finale sa di stantio. La naturale eleganza di Michelle Obama rischia di implodere dentro un abito che sembra recuperato in un charity shop (in verità è stato realizzato dalla stilista di origine cubana Isabel Toledo). Detto questo: chissenefrega. Lei e lui ci hanno emozionato fino ai brividi.