Divertirsi a Capodanno

Molti, peraltro con tutta la nostra comprensione, hanno il rifiuto delle feste natalizie, per motivi che variano dal boicottaggio per motivi etico-politici ai ricordi di un’indigestione atavica o all’avere più di tre parenti in galera.

Meno noto ma ugualmente grave è il rifiuto del Capodanno.

La data in cui buona parte dell’umanità si trova davanti a un ossimoro:  l’obbligo di divertirsi. Ma divertirsi di brutto che è Capodanno, che diamine.

I nostri auguri per l’anno nuovo non hanno la pretesa di portare pace e bene per tutto il 2009 ma semplicemente di evitare che domani sera vi troviate in una delle seguenti situazioni:

  • Il Capodanno nel traffico – L’ossimoro di cui sopra crea la sindrome di E Se Invece Era Meglio L’Altra Festa? che a sua volta porta a un delirio di onnipresenza e un desiderio di passare da tutti i party di cui avete avuto notizia, finendo per passare l’ottanta per cento della serata sul Grande Raccordo Anulare.
  • Il Capodanno nel traffico 2 – Quando si decide di andare a un’unica festa, quella organizzata dal Comune in pieno centro.
  • Il Capodanno non nel traffico ma comunque in macchina – Tutti in marcia verso il Favoloso Festone Fuori Città. Ci sono buone probabilità che non si trovi il posto prima delle due del mattino, quando il conducente si è rotto gli zebedei, un passeggero dorme e l’altro è molesto. Ora non resta che spassarsela da matti per altre 6 ore. Non è fantastico?
  • Il Capodanno genuino – Una cosa tranquilla e mangereccia, col partner e pochi amici, in una trattoria sovraffollata, con vino dei Castelli a 30 euro a bottiglia, in qualche paesino senza riscaldamento in cui da mezzanotte in poi l’unica emozione possibile è quella di farsi saltare un occhio da un petardo.

Se riuscite a scamparle tutte e quattro, tranquilli. Il nuovo anno starà già andando di lusso.

Buon 2009!

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Ancora Natale

Il Natale va benissimo così com’è. Se ti piace, allora devi gustarlo senza apportare troppe modifiche, come alcune ricette regionali. Pandori alla nutella, lucette cinesi, file alla cassa, via del Corso lastricata di umani, la festività è così fin dalle sue più remote origini e tale deve restare.

Ci permettiamo solo di suggerire una piccola modernizzazione per quel che riguarda un elemento clou: le canzocine natalizie.

Le playlist di negozianti e parenti si dividono fondamentalmente tra le categorie “classico familiare” che nel loro momento più all’avanguardia comprendono John Lennon con “So this is Christmas, “Last Christmas” degli Wham e “Do they know it’s Christmas” del Live Aid, e quella un po’ più chic con tanto Frank Sinatra ed Ella Fitzgerald, “Santa baby” ecc.

Così come non tutti i film natalizi sono per forza centrati sulla natività, si potrebbero elevare allo status di canzoncina natalizia, dando loro un utilità, diversi pezzi pop-rock degli ultimi decenni. Pezzi che nonostante parlino di tutt’altro hanno i requisiti giusti, ti entrano in testa senza che te ne accorgi, sono in giro da abbastanza tempo perché tutti le sappiano cantare anche quando le odiano e creano quell’atmosfera festosa e lievemente peracottara che scalda il cuore.

Per esempio:

– In the End – Linkin Park

– Crazy – Aerosmith

– Champagne Supernova – Oasis

– More than Words – Extreme

– November Rain – Guns n’ Roses

– Why don’t you get a job – Offspring

Già vediamo il Piccolo Coro dell’Antoniano intonare con Irene Grandi le nostre proposte su Rai 1.

Consigli di Bellezza – sotto le feste

Amy vive le feste con stile.

Amy vive le feste con stile.

Ma toh, chi se l’aspettava, è Natale.

Schivando sciami di canditi e orde di Babbi Natale gonfiabili che si muovono come un mostro della palude in un horror degli anni 30, cercheremo ancora una volta di mantenere una minimo di stile anche nella più cafona delle stagioni.  Ecco come sopravvivere con glamour:

Il viaggio della speranza. Chi deve raggiungere i propri cari nelle regioni d’origine sa che i treni e le autostrade in questo periodo portano tutti all’Inferno, non importa dove siete diretti. L’unica è affrontarli come una specie di Decathlon in cui le varie prove consistono, ad esempio, nell’imparare a camminare sulle braccia (visto che dopo 16 ore di coda non sentirete più le gambe), resistere alla fila per il bagno all’autogrill e al cd di Tiziano Ferro che vostra cugina vuole ascoltare per la terza volta anche se avete a disposizione tremilaeseicento brani diversi in mp3.

Le feste di famiglia. Ovvero Riunioni di Incoraggiamento alla Bulimia. Mangiare in quantità normali è fuori discussione ma, se proprio volete regolarvi, indossate un paio di collant di due taglie più piccoli sotto a dei jeans molto stretti. Vi sarà fisicamente impossibile rimpinzarvi più di tanto.

Le feste dell’ufficio. Tutti si lamentano di doverci andare ma nessuno ne perde una. Più che un consiglio di bellezza, questo è un consiglio di comportamento. Le opzioni sono due: 1) darsi un contegno e andarsene presto o 2) diventare consapevolmente il gossip dell’anno che verrà, mangiando poco, bevendo tanto e facendosi coinvolgere in situazioni ambigue sotto gli occhi di tutti. Personalmente tendo a scegliere la seconda, ci si diverte di più e alle brutte si può chiedere un bonus per l’intrattenimento.

Cicogne

Fiocco rosa

Fiocco rosa

Un po’ in ritardo ma di cuore, tanti auguri alla sister Niky Rocks e a Marco!

A proposito, tra le chiavi di ricerca di ieri c’era:

  • primi sintomi gravidanza puzzare

Il sonno, la fame, la nausea sono noti a tutti, ma la puzza? Chiediamo conferma a Niky e Wedensday, rispetto alle quali Angelina Jolie è una mamma banalotta e un po’ sfatta.

Razor letterina di Natale…

babbo-natale

Caro Babbo Natale,

tra dieci giorni esatti sarai pronto a calarti giù per la canna fumaria dei nostri caminetti o ad arrampicarti per le facciate dei nostri palazzi di periferia come già fanno quei tuoi emuli gonfi d’aria che ondeggiano al vento, per non parlare di quelli morsi dalla tarantola che si dimenano sui marciapiedi…

Comunque…

Io a te non ci credo Babbo Natale, perché come ogni bambino cresciuto a pane e bim bum bam ho avuto i miei bravi cani di pezza rosa o robot roboanti e rotanti in cui credere… A cadenza giornaliera e seriale. Tu, che arrivavi una volta l’anno, senza roteare nulla, anzi con passo felpato e lento da nonnetto, e senza nemmeno una sigletta di preavviso… Beh, non ho fatto proprio in tempo ad affezionarmi a te.

Poi il Natale, insomma! Non è che proprio mi piaccia come festa, perlomeno dal 1990, anno in cui la mia famiglia ha deciso di diventare disfunzionale e di somigliare un po’ troppo da vicino ad una pellicola in pieno stile “dogma” con tanto di mal di mare da telecamera impazzita.

Comunque, dicevo… Caro Babbo Natale, io non ci credo in te… Ma sto compiendo un percorso di riabilitazione alla bontà in queste settimane e tu fai parte del piano… E poi, “hai visto mai”… Pertanto:

Caro Babbo Natale,

quello che vorrei in dono per Natale e, “famo a capisse”, pure per l’anno nuovo, è ovviamente un anno diverso … Non un annus horribilis come quello appena trascorso… Niente di irreparabile, per carità, solo un inanellarsi continuo di momenti di tensione e piccole e grandi sfighe che hanno puntellato con perseveranza e costanza ogni singolo mese di questo anno che sta per terminare, accumulandosi con lo stesso fastidio di una montagna di piatti sporchi in un lavello troppo piccolo…

Nella fattispecie, e prima di tutto, vorrei che mi regalassi un inizio di anno senza la compagnia di un qualunque virus che mi tenga in ostaggio nel breve tratto di corridoio che separa il letto dalla tavoletta del water, grazie. Non dico di voler attendere il nuovo anno ballando e ubriacandomi, perché l’esito sarebbe lo stesso… Ehm… Mi accontento di una buona cena e di aspettare la mezzanotte guardando Pomi d’ottone e manici di scopa, magari col cellulare che bippa per qualche inatteso augurio di buon anno. Poi… Vediamo …

Mi piacerebbe tanto se tu mi aiutassi a smettere di fumare, visto che di botto m’è parso stupido pensare di poter smettere leggendo il libro del guru della lotta al fumo, uno che appena ha smesso è morto di cancro al polmone… Di conseguenza… Vorrei essere meno scettica e più leggera con taluni e meno accondiscendente, meno impulsiva e sprovveduta con talatri…

Vorrei che tutte le mie amiche, e le mie sorelle, riuscissero a tirar fuori l’artista concettuale che è dentro di loro e sfruttassero la diffusa cialtroneria sentimentale di cui sono spettatrici affrante come benzina per la loro definitiva emancipazione emotiva. Vorrei…

Che l’ironia diventasse un plusvalore che tutti producono dopo l’orario di lavoro…

Vorrei avere meno paura degli aghi e del laccio emostatico quando faccio le analisi del sangue …

Ah si!

Vorrei trovare un parrucchiere che capisca fino in fondo la natura bizzarra dei miei capelli e vorrei… Beh. Vorrei… Trovare l’opportunità di fare quello che mi piace davvero… E vorrei esere più serena e meno Simona (questa è proprio cretina).

Va beh, Babbo Natale, scusa se sono stata poco organica e un pò troppo egoista, non voglio metterti in difficoltà, fai quello che puoi fare… Beh, cmq… Devi ammettere che… Almeno non ti ho chiesto la solita sfilza di cose quali la pace nel mondo, la riduzione del debito dei paesi in via di sviluppo, la riduzione delle emissioni nocive nell’atmosfera e blah blah… A quello ci pensano i bambini, noi grandi sappiamo di dover rivolgerci altrove… Anzi, ti saluto che devo appunto scrivere anche a Bono…

Bacioni e buon lavoro,

S.

E a voi… Gentili lettori, un augurio di Buon Natale, ci vediamo il prossimo anno!

Simona.

Il Rasoio ha detto no

UGG

UGG

Tenete questa roba lontana da noi.

L’arrivo della stagione fredda ci aveva permesso di tirare un sospiro di sollievo. Almeno per sei mesi, pensavamo, non vedremo più in giro le temibili Crocs, piaga estiva pari alle zanzare. Invece no! Prima di sparire nelloblio con una risata malefica, gli zoccoli di plastica hanno lanciato una maledizione.

La piaga invernale risponde all’appellativo di UGG, parola eschimese che significa “ma che è ‘sta robba che c’hai ai piedi?”.

Mai nome fu più azzeccato, che sia una contrazione di ugly o il verso che viene spontaneo davanti a quei cosi. Gli UGG negano la ragione di essere di ogni stivale, non slanciano, non sono sexy, non hanno senso in nessuna città a sud di Reykjavik. Perché piacciano, anche ad alcune insospettabili, resta uno dei grandi misteri dell’Universo.

Pacco regalo

IronManbriefs

Un augurio?

Un complimento?

Una speranza?

Un riconoscimento al merito?

Comunque le si voglia interpretare le mutande di Iron Man sono troppo divertenti da regalare a un fidanzato, amico o anche parente dotato (ops!) di senso dell’umorismo. La stoffa non sembra male, dovrebbe resistere ad alcuni lavaggi. In vendita da H&M.