Il Portierato Elettronico

Non è qualcosa che istallano all’entrata dei condomini di lusso.
Per Portierato Elettronico qui s’intende l’andare a frugare tra i cavoli altrui nei vari social network, blog e qualunque struttura web da cui si possano ottenere informazioni che non ci riguardano.

In fondo, cosa sono queste strutture se non un grande condominio virtuale in cui possiamo stare alla finestra a commentare la gente che passa? Si scoprono cose turche, come ad esempio che il nuovo ragazzo di tua cugina fa karate con uno che stava in classe con te al liceo.

Si possono trarre conclusioni a prova di dubbio, ad esempio: se il tipo con cui esci e la sua ex non accedono a MySpace dallo stesso esatto giorno è ovvio che sono in vacanza insieme, quindi lui ti ha mentito e quando torna è il caso di piantare una grana epocale, fidati. Per non parlare della classifica degli amici… metti che all’aperitivo di venerdì hai visto X, che esce con Y, chiacchierare un po’ troppo con Z che guarda caso è amica di Y. Se lunedì noti che Y ha tolto sia X che Z dai top friends, stai sicura che è scoppiato il casino.

Perez
Nella foto: Perez Hilton, Queen of All Media,
padre spirituale di ogni portinaia

Intervallo telenovelas
Il Portierato Elettronico può causare effetti collaterali anche gravi, come dimostra la seguente storiella, accaduta già da qualche anno.
I protagonisti sono Amica A (io), Amica B, Amica C e Lo Stronzo. Tutti i personaggi risiedono in Braziu, esclusa Amica A che ha lasciato i tropici per smanettare sul computer nella nostra ridente Comunità Europea.

Colta da saudade, Amica A legge il blog di Amica B, che scrive bene e ama raccontare le sue (dis)avventure amorose. Stavolta Amica B parla della sua nuova fiamma, con cui esce sporadica ma ormai regolarmente. Dà a intendere di averci fatto un po’ di tutto e ora è triste perché lui è sparito nel nulla. Traccia quindi un divertente identikit dello scomparso, descrivendolo minuziosamente: nome di battesimo, iniziale del cognome, capelli biondi e occhi azzurri perché di origine tedesca, ha tatuato sul braccio una specie di clown malefico.
Amica A, che dista dalla scena almeno 13 ore di volo senza contare gli scali, si sente un attimo mancare: la descrizione corrisponde per filo e per segno al fidanzato – da 8 anni, con anello al dito – della sua carissima Amica C!
Cosa fare? Cosa non fare? Nulla, se non fosse che Amica C sta per sposarlo, Lo Stronzo.
Poche settimane dopo Amica A va in Braziu a trovare i suoi, e parla. Ci sono delle conferme (Amica B è tutt’altro che l’unica scappatella). Scoppia il casino. L’anello va a farsi benedire.
Amica A non se ne pente perché alla fine Amica B si è fatta un po’ più furba, Amica C è rinata come donna indipendente e Lo Stronzo continua a credere che il suo solo errore sia stato farsi beccare.

Tornando a noi
È vero che il Portierato Elettronico può essere irresistibile, soprattutto quando ci piace qualcuno, ma la patologia è dietro l’angolo. Nervi saldi e autocontrollo sono fondamentali per non lasciarsi trascinare in un vortice di paranoie campate in aria, anche più delle paranoie normali. Praticarlo senza che prenda il sopravvento, ecco il segreto: roba per vere dure, insomma.

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Il Rasoio ha detto sì

Ci piace. Approviamo. Servizi, beni di consumo, idee e persone che meritano il bollino Razor.

Cone

My Yoyo

cone2

Ogni tanto diciamo anche di , sennò sembriamo un po’ troppo brontolone…

Il sito My Yoyo (segnalato da prismodel) è dedicato ai sex toys di design: altamente tecnologici, eleganti e curatissimi dal punto di vista estetico. Così è anche il sito, tanto che chi cerca un’atmosfera “zozza” può rimanere deluso. Creme e aggeggi vibranti, da usare da sole o in due, sono presentati con un linguaggio più vicino ad Alessi o Shiseido che non a Hustler.

Il Rabbit appartiene al passato dopo l’avvento di OhMibod, il vibratore che segue il ritmo del tuo iPod: perfetto chi si fa fantasie sui cantanti.

Se poi si va nella sezione “Lusso Estremo” i prezzi possono far venire un calo ormonale ma è troppo divertente scoprire che hanno inventato la “vibrating pleasure couture”.

Che l’autoerotismo e i giochi di coppia siano ormai sdoganati non è una grande novità, piuttosto è interessante che si passi al livello successivo. Quello a cui il Rasoio dice sì non è l’acquisto di vibratori – un oggetto meccanico non sostituirà mai una persona vera – ma diamo il benvenuto a un approccio nei confronti del sesso che sia un po’ più rilassato e… ahm… cazzeggione.

Chi è senza pregiudizio scagli la prima e-mail

poraccio

Un pregiudizio è per forza qualcosa di superficiale e irrazionale, scaturito da dettagli che poco hanno a che fare con la vera essenza di chi li subisce e molto con l’insicurezza di chi ce li ha. Un pregiudizio può nascere da dettagli irrisori come il colore della pelle, l’accento, la provenienza etnica o da altri ben più significativi come la scelta delle scarpe o i gusti musicali.

Fino ai primi vent’anni anni avevo grosse – grosse – difficoltà a prendere sul serio chiunque dichiaratamente ascoltasse i Dream Theatre. Poteva essere anche un luminare della scienza, ma i Dream Theatre no, ti prego.

Le gioie dell’età adulta mi hanno fatto credere di aver superato questa tendenza a giudicare. Invece l’ho solo spostata sui social network.

Per esempio: ho problemi con chi si fa le foto da solo, dall’alto, nella propria camera da letto. Non voglio sapere cosa pensa, cosa legge, che senso dell’umorismo ha chi si scatta le foto da solo, dall’alto, nella sua camera da letto. Davanti allo specchio, allora, lasciamo perdere. Evito anche chi ha la foto fatta con la webcam davanti al computer, scusate se offendo qualcuno.

Non sto parlando di flirt. Parlo proprio di amicizia, conoscenza. Vedere queste foto tra l’elenco dei miei amici virtuali mi mette lievemente in imbarazzo, un po’ come passare la ricreazione con quel ragazzo che alla fine è simpatico, però è uno sfigato che parla sputacchiando.

Un pregiudizio tutto virtuale, visto che, se queste persone le conosco davvero e mi sono simpatiche, non faccio neanche caso alla foto che hanno.

Certo si fa presto a parlare male. Vorrei avere un euro per ogni individuo che, proprio ora, sta guardando il mio profilo e pensando “ma guarda questa poveraccia quanto si crede cool”.

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Un’altra Razor una volta ha espresso la popria diffidenza nei confronti di chi esbisce sul profilo gli stemmini di alcune squadre di calcio. Sentiamo ora i vostri pregiudizi (non temete, tutti li abbiamo)…

Gli anni ’80, il revival e l’Allegro chirurgo. Educational sex toy.

Quando un paese o una cultura sono incapaci di guardare al futuro cosa guardano? Il passato. Per darne una dimostrazione empirica facilmente intuibile pensate a cosa ci accade quando ci troviamo in una fase di forte cambiamento: iniziamo a guardare al passato e a mitizzarlo. Quando finisce un amore, per esempio, si guardano le foto e si sospira ad ogni oggetto, luogo o odore che ci ricorda l’amato. Quando mio nonno era ancora vivo, era il classico tipo da si stava meglio quando si stava peggio (era anche fascista però, c’è da dire).

Il fenomeno più visibile ha riguardato, in questi anni, la musica. Quando, finito il grunge (fondamentalmente morto Kurt Cobain e trasferitosi Navarro ai Red Hot), esaurita l’ondata del brit pop, della chemical generation e del trip-hop, ci siamo ritrovati con una industria musicale devastata e una organica mancanza di creatività cosa abbiamo riciucciato?

Gli anni ’80. Il revival, al meglio l’indie, una etichetta melliflua che nasconde un ’80% di citazionismo puro, degli anni ’80 ovviamente. Ovviamente, cavalcando la scia economica del revival, il fenomeno immediatamente successivo è stata la reunion. Il fenomeno delle reunion unito a quello del revival genera mostri. Roberth Smith appanzato, i Sex Pistols con il bacolino e… i Bee Hive. Sì, proprio loro, il gruppo farlocco e laccato di Kiss Me Licia, in tour dal luglio 2008.

Oltre alla musica, in questo riproducendo ancora una volta pienamente un fenomeno prettamente anni ’80, gli anni ’80 hanno invaso anche lo stile, il modo di “sentire,” la moda.

Immagino che quando un fenomeno raggiunga la sua punta massima di diffusione stia già iniziando il suo percorso di declino, come un fuoco d’artificio. Boooom: il momento di massimo splendore coincide con la sua fine. Ecco. Il revival degli anni ’80 dovrebbe avere raggiunto il suo culmine. Dopo averci deliziato con il ritorno commerciale dei Depeche Mode, dei leggings, dell’attenzione agli accessori e del glitter e infine le spalline, è ora che si levi dalle balle.

Tuttavia… Direi… Non prima di averci lasciato la versione modificata e corretta, quindi una pura citazione, dell’Allegro chirurgo. Io propongo una utile modifica del gioco più amato dai bambini negli anni ’80. Un gioco divertente, ma anche educativo.

La missione educativa può essere conservata, la struttura anche ma il target va modificato.

Propongo una versione donnina nuda dell’allegro chirurgo ad uso e consumo dei nostri fidanzati ed amanti dotati di poca dimestichezza con le funzioni prevalenti dell’anatomia sessuale femminile. “Non qui piùùùù giùùùùù… ahi! Attenzione a non urtare lì!!! Nooooo, no no. Non ci siamo. Ok, così va bene. Si. Ah no….”. E via dicendo.

L’Allegro chirurgo, se ricordate, consisteva nel prelevare da un paziente vari pezzi del suo corpo, facendo attenzione a non toccare con la pinza in dotazione i bordi dell’incavo dove erano posti gli organi o le ossa da prelevare. In caso di errore un fastidioso allarme sonoro partiva disturbando il riposino pomeridiano dei nostri genitori.

La mano  ferma ed una cognizione precisa della posizione degli organi erano necessarie. E l’Allegro chirurgo insegnava ai bambini dove stava il cuore, il polmone o la tibia (sto inventando) e soprattutto come trattarli. Immaginate quale utilità nella versione da me modestamente riproposta…

Donne, uomini. Avete per caso voglia di aiutarmi a costruire il prototipo? Ehe.

cenni sull’epifania moderna e sui pompini


Il termine epifania nella lingua italiana oltre alla famosa festa del 6 gennaio corrisponde all’apparizione della divinità. Nel senso della concretizzazione di qualcosa di precedentemente evanescente e prendendo in considerazione anche lo spiazzamento che ciò crea, possiamo ben denominare epifania moderna quel momento particolarissimo in cui incontri nel mondo reale una persona che per te era fino ad un attimo prima un avatar, una manciata di foto, qualche post o un’infinità di chattate. Quanto è elettrizzante e/o devastante ricomporre tutte le nostre proiezioni dentro un corpo tangibile che si muove nello spazio e che manda tutta una serie di messaggi inaspettati? Non meno di vedere apparire Padre Pio sulla nostra strada, diciamocelo.

Se poi consideriamo che il termine epifania venne usato anche dai poeti Stilnovisti per indicare l’apparizione femminile possiamo ben affermare che noi Razor ieri sera abbiamo avuto un’epifania moderna all’ora dell’aperitivo. Intorno ad un tavolino apparecchiato di birre e pizzette è apparsa la gentilissima Carolina Cutolo, alias Pornoromantica. Noi la blogger Carolina la seguivamo da tempo. I suoi post sono tra i più divertenti, ironici e innegabilmente sinceri che abbiamo letto sul sesso e sui desideri di uomini e donne. Il suo blog Pornoromantica che trovate su Splinder ha avuto un tale successo che si è trasformato in un libro omonimo edito dai tipi della Fazi. A lei abbiamo pensato per chiedere qualche dritta sul mondo dei blog. Almeno questa era l’idea iniziale che ben presto si è trasformata in una chiacchierata serrata per conoscerci meglio, intercalata dagli interventi della barista più vulcanica del mondo (cose che succedono al Pigneto, un giorno Simona vi spiegherà il perchè e il per come di questo quartiere romano).

Insomma con Carolina, ormai trasformata o trasfigurata in nostro nume tutelare, ci siamo raccontate un sacco di cose, tra cui la fortuna di azzeccare il nome giusto passando per il nostro status sentimentale e concludendo simbolicamente con il desiderio di fare delle cose insieme (stay tuned). Alla fine la nostra ci ha dato qualche drittuzza ironica sulle parole che attirano nei blog. Una, non so se ve ne siete resi conto arrivati a questo punto della lettura, è nel titolo. Pare che funzioni sempre e comunque. A proposito, qualcuno di voi ha una teoria precisa al riguardo?

MySpiace. Ossessioni, malintesi, dichiarazioni e figuracce nel mondo telematico.

Msn is Evil

Scusate la prolungata assenza, ma ho dovuto svolgere delle ricerche approfondite sul mio campione rappresentativo al fine di potervi fornire i primi risultati della ricerca socio-antropologica*: la fine delle relazioni ai tempi di msn

Cosa accomuna le donne e l’uomo che formano il campione rappresentativo? Bene, la consapevolezza che msn è un mezzo diabolico. Msn è il contatto 24 h su 24, msn è uno strumento di controllo e potere, msn è la presenza inquietante dell’altro travestito da innocuo omino verde (il terrore da altri mondi).

Quattro donne su quattro ed un uomo su uno (un intero uomo! Ullallà) affermano che quando un amore finisce la prima mossa che si compie, su msn, è l’eliminazione del contatto: non ti vedo non ci sei.

C’è da rilevare che ciò viene interpretato dalla letteratura corrente come una moderna, quanto inefficace, declinazione psicopatica del “lontano dagli occhi lontano dal cuore” nell’inutile speranza che sia così anche per l’altro, da cui vogliamo contemporaneamente scappare. Niente di più sbagliato. Le stesse quattro donne, e lo stesso uomo, affermano ripetutamente che potete anche non vederlo ma non lo cancellerete ancora per molto dalla vostra testa.

Una donna su quattro ha scoperto che tale procedura è tra l’altro inefficace anche su msn: se l’eliminazione non è reciproca il contatto eliminato continuerà a vedervi online.

Il rischio a questo punto è “la ricaduta”.

Due donne su quattro hanno raccontato di aver controllato ripetutamente la sezione Privacy del menù Strumenti e controllato la famigerata “lista dei contatti nei cui elenchi siamo presenti”. Il contatto eliminato le aveva mantenute in lista ed esse godevano tronfie della non avvenuta eliminazione. Un segno su cui le donne hanno confessato di aver ricamato sopra nel vano tentativo di rispondere alla domanda: perché non ci eliminate? Cacciando così nell’angolino la spiegazione che esse sapevano essere l’unica: non gliene frega un cazzo. Ci siamo o non ci siamo.

Le stesse due donne (le altre due vanno dall’analista, l’uomo ha un importante lavoro) hanno aggiunto nuovamente il contatto eliminato. La spiegazione fornita è: la curiosità nella sua declinazione patetica ovvero “chissà come se la passa”.

Stimolate ad approfondire le loro motivazioni socio-psicologiche esse hanno confessato che la loro occupazione principale era cercare di decifrare il significato della frase che accompagna ogni contatto nell’elenco. La letteratura sull’argomento è chiara su questo punto: la frase ha senso solo per i suoi amici del calcetto ed è inutile cercare di individuarvi significati nascosti. Molto più semplice farlo con le canzoni dei Led Zeppelin mandate al contrario.

Quattro donne su quattro e l’uomo intero hanno confessato di avere sorpassato il limite dell’umana decenza (leggi si fanno onestamente schifo) ed hanno alfine deciso di bloccare il contatto. La letteratura ribadisce che anche questa è un’operazione molto pericolosa non scevra da ricadute: il dischetto rosso che compare sull’omino verde (il terrore da altri mondi) impedisce di essere al corrente dello stato reale del contatto o di quello che si suppone tale.

Essi non sapevano più se il loro contatto stava “a pranzo”, se non era “al computer” o se “era occupato”, innescando così il vero vortice ossessivo che connota il comportamento del campione rappresentativo intero: se non è al pc starà telefonando, lo so!, Ma a chi??? Sta per tornare, lo so! Ma forse gli scappava la cacca… Cazzo è occupato!… Occupato. L’incubo. Occupato a fare cosa? E’ occupato in un’altra conversazione? È occupato perché ha paura che lo contattiamo? È occupato perché è andato al supermercato?

E allora perché è occupato? Cazzo sconnettiti, così mi liberi dall’ansia.

Plof. L’omino colpito dal raggio della morte è diventato grigio, polverizzato. Non c’é. E se non ci fosse perché ci ha bloccati? E se non ci fosse perché è invisibile? Tranquilli, non ha nessun motivo, ricomponetevi: semplicemente per tutto il tempo non vi ha cagati.

*Nota metodologica: campione rappresentativo formato da quattro donne e un uomo intero, intervistati per mezzo di interviste in profondità nel corso di innumerevoli aperitivi, conditi da troppe birre e troppa mousse di ceci soprannominata Cindy Lauper.

P.s. Per il rapporto di ricerca completo potete contattare le Razor Sisters al seguente indirizzo razorsisters@gmail.com

Il Rasoio ha detto NO

Tenete questa roba lontana da noi.

wolf

Quelli con due facce: una dal vivo e una in rete.

Molti uomini e donne hanno una personalità fittizia che usano sul web far trasparire solo il loro lato (pseudo) cool: foto da angolazioni improbabili, citazioni da film che non hanno visto.

Più spiazzanti sono quelli che hanno una personalità fittizia nel mondo reale e quando li becchi su internet rivelano una carica di trucidume di insospettabile portata.

Avevo un collega di lavoro, piacione incallito ma molto discreto, che dal vivo si limitava a qualche commento galante perfettamente rispettabile . Arrivato su msn però, prima o poi arrivava la domanda “di che colore hai le mutandine?”. Anche se non glielo dicevo, da lì in poi era tutta una discesa (“hai mai fatto ******* con il ****** nel ******?”). Quando iniziava a esagerare lo mandavo a quel paese e dopo qualche minuto passava dalla mia stanza chiedendo “caffettino ragazzi?” come se niente fosse.

Oppure quell’altro conoscente, sempre gentilissimo dal vivo, che in chat si è abbandonato a un linguaggio scurrile – e alle domande volgari sulla mia vita privata – mentre fino all’altro giorno ci davamo quasi del lei.

Abbelli, quello che succede su internet non resta su internet. La battutaccia non l’ha fatta il tuo computer al mio computer, l’hai fatta TU a ME. Diamoci tutti una bella regolata.